'Happy' all'iraniana: sette condanne, sospese per tre anni, al carcere e a 91 frustate - Amnesty International Italia

‘Happy’ all’iraniana: sette condanne, sospese per tre anni, al carcere e a 91 frustate

18 settembre 2014

Tempo di lettura stimato: 3'

Le condanne al carcere e alle frustate inflitte il 16 settembre 2014 a Sassan Solemaini, Reyaneh Taravati, Neda Motameni, Afshin Sohrabi, Bardia Moradi, Roham Shamekhi e ‘Sepideh’, sette persone che avevano realizzato una versione amatoriale del brano ‘Happy’ di Pharrell Williams, sono l’ulteriore prova del disprezzo che nutrono le autorità iraniane per la libertà d’espressione. Delle sette persone che erano comparse nel video, sei sono state condannate a sei mesi di carcere e una a un anno. Tutti e sette gli imputati hanno ricevuto la pena aggiuntiva di 91 frustate. L’esecuzione della sentenza è stata sospesa per tre anni.

Le sette persone (quattro uomini e tre donne) erano state arrestate nel maggio 2014 dopo che erano apparse, nelle strade e sui tetti di Teheran, in una versione amatoriale  di ‘Happy’, un brano di grande popolarità che è stato riadattato in video centinaia di volte nel mondo.  Sfidando il divieto in vigore dal 1981, le donne comparivano senza velo.

Arrestati dalla polizia per aver preso parte a un’iniziativa ‘volgare’ e offensiva nei confronti della ‘pubblica castità’, i sette protagonisti sono stati costretti a ‘confessare’ in televisione di essere stati raggirati, in quanto credevano che le riprese fossero state svolte per un semplice provino. L’accusa nei loro confronti è di aver ‘preso parte alla produzione di una videoclip volgare’ e di ‘aver avuto relazioni illecite tra di loro’.
Sassan Soleimani ha ricevuto la condanna più pesante per aver diretto il video. ‘Con questo verdetto, assurdo fa rima con ingiustizia. Sette persone sono state trattate come criminali per aver realizzato un video sulla felicità. Non avrebbero mai dovuto essere arrestate né tantomeno esibite in televisione per farle ‘confessare” – ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

Se le sentenze verranno confermate ed eseguite, considereremo i sette detenuti prigionieri di coscienza e ne solleciteremo l’immediata scarcerazione‘ – ha sottolineato Sahraoui.