manifestazione di fronte alla sede della Corte suprema, Washington DC - 26 marzo 2024
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È atteso il 29 gennaio 2026 l’annuncio, da parte dell’amministrazione Trump, dell’espansione della Global gag rule, la norma che impedisce la fornitura di aiuti statunitensi alle organizzazioni non governative che forniscono consulenza e informazioni in materia di aborto.
“Prendendo di mira le organizzazioni che sostengono le cosiddette iniziative DEI (diversità, equità e inclusione) e riconoscono la diversità di genere, l’amministrazione Trump sferra un attacco ai diritti umani che aggrava la disuguaglianza e mette a rischio la vita di milioni di persone nel mondo”, ha dichiarato Erika Guevara Rosas, alta direttrice per le campagne e le ricerche di Amnesty International.
“La Global gag rule è una politica disastrosa e mortale. Strangola i sistemi sanitari, censura le informazioni e viola i diritti alla salute, all’informazione e alla libertà di espressione; costringe persone e organizzazioni in prima linea e che dipendono dai fondi statunitensi a scegliere se limitare la fornitura di cure mediche fondamentali alle popolazioni più vulnerabili o chiudere direttamente le porte in faccia a queste persone”, ha aggiunto Guevara Rosas.
“Incaponirsi in questa politica è crudele, irresponsabile e ideologico. Espanderla fino a colpire le organizzazioni non governative statunitensi e internazionali avrà un impatto sulle persone più povere e marginalizzate negando la scelta di vivere la propria vita con interezza, in salute e in autonomia. Ecco un’altra prova del profondo disprezzo dell’amministrazione Usa per il diritto internazionale, per i diritti umani e per un ordine internazionale basato sul rispetto delle regole”, ha concluso Guevara Rosas.
Inaugurata da Ronald Reagan nel 1984, la Global gag rule è stata via via confermata da vari presidenti statunitensi, compreso Trump che l’ha espansa già nel suo primo mandato e ancora il 24 gennaio 2025.
Le organizzazioni per i diritti umani, compresa Amnesty International, hanno documentato come questa politica abbia limitato l’accesso delle persone alle cure per la salute riproduttiva e all’aborto sicuro.