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Paraguay

Repubblica del Paraguay

Capo di stato e di governo: Fernando Lugo
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 6,3 milioni
Aspettativa di vita: 71,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 44/32‰
Alfabetizzazione adulti: 94,6%

  1. Contesto
  2. Diritti delle popolazioni native
  3. Dispute sulla terra
  4. Polizia e forze di sicurezza
  5. Impunità
  6. Missione e rapporto di Amnesty International

Il governo ha intrapreso alcune iniziative per tener fede agli impegni assunti in tema di diritti umani e rafforzare le istituzioni ma non ha mantenuto importanti promesse relativamente alla riforma fondiaria e ai diritti delle popolazioni native. Sono pervenute notizie di maltrattamenti da parte della polizia in alcune zone rurali. Ci sono stati alcuni sviluppi nell'assicurare alla giustizia i responsabili delle passate violazioni dei diritti umani.

Contesto

Sono state intraprese iniziative per rafforzare il quadro legislativo istituzionale per la tutela dei diritti umani all'interno dell'esecutivo, ma sono mancate chiare indicazioni sulle modalità con cui queste sarebbero state tradotte nell'operatività dell'Assemblea legislativa o della magistratura. Non si sono attenuate le preoccupazioni riguardo all'efficacia di alcuni importanti organismi come l'ufficio del difensore civico per i diritti umani e l'Istituto paraguayano per gli indigeni.

Le violenze attribuite al gruppo armato Esercito popolare paraguayano, come il rapimento del proprietario terriero Fidel Zavala a ottobre, hanno destato preoccupazioni di ordine pubblico in alcune zone.

A maggio, il governo ha annunciato uno stato di emergenza nei dipartimenti occidentali del paese, a seguito di una grave siccità che ha causato problemi di insicurezza alimentare tra le comunità native e campesino (contadini).

Diritti delle popolazioni native

Mentre le autorità hanno intrapreso alcune iniziative per garantire alcuni servizi essenziali, non hanno provveduto ad affrontare le rivendicazioni relative alla proprietà della terra, avanzate dalle popolazioni native, a combattere la discriminazione o monitorare efficacemente l'impiego di membri delle comunità native in lavori forzati nelle zone più remote del paese.

A ottobre, il senato ha rigettato un progetto di legge per l'espropriazione delle terre ancestrali della comunità yakye axa dai loro attuali proprietari e la loro restituzione alla comunità, nonostante la scadenza stabilita per l'applicazione di una sentenza della Corte interamericana dei diritti umani che disponeva la restituzione delle terre. Non sono stati compiuti sostanziali progressi nella restituzione delle terre alla comunità sawhoyamaxa, come richiesto da una sentenza della Corte interamericana dei diritti umani nel 2006. Un terzo caso, relativo alla comunità xákmok kásek a fine anno era ancora all'esame della Corte.

A novembre, la Commissione diritti umani del senato ha apparentemente appoggiato lo sgombero di circa 150 famiglie ava guaraní dalle loro terre ancestrali, nel distretto di Itakyry. L'ordinanza di sgombero è stata in seguito annullata lo stesso mese, a seguito di proteste pubbliche. Membri della comunità hanno riferito di essere stati successivamente irrorati con pesticidi ritenuti tossici tramite un piccolo aeroplano. Secondo quanto riferito, più di 200 persone sono state colpite e diverse hanno avuto bisogno di cure ospedaliere.

Secondo quanto riferito, pesticidi erano stati impiegati nei pressi delle comunità native, in violazione della normativa interna. L'Istituto paraguayano per gli indigeni ha collegato la morte di 12 nativi mbyá guaraní tra giugno e agosto 2009 nel distretto di Aba'í, situato nel dipartimento di Caazapá, alla possibile contaminazione da pesticidi impiegati nelle adiacenti colture di grano e soia.

Il deterioramento delle condizioni di vita subito da alcune comunità senza terra, accompagnato a un inadeguato accesso ai servizi essenziali, ha provocato gravi problemi di salute e decessi facilmente prevenibili. Agli inizi dell'anno, sei membri della comunità indigena sawhoyamaxa sono morti per diarrea e vomito.

Nonostante le promesse del governo, è proseguita la deforestazione nel Chaco settentrionale, mettendo ulteriormente in pericolo le popolazioni native ayoreo-totobiegosode, residenti nella zona.

Uno studio delle Nazioni Unite pubblicato a marzo ha evidenziato le diffuse violazioni dei diritti del lavoro subite dalle popolazioni native della regione del Chaco e il continuo ricorso al lavoro forzato di bambini nei ranch.

Dispute sulla terra

I gruppi campesino hanno continuato a chiedere una riforma fondiaria che affrontasse le loro necessità. Alcuni gruppi hanno organizzato manifestazioni, blocchi stradali e occupazioni a sostegno delle loro richieste. Alcune persone sono rimaste uccise o ferite nel contesto di dispute sulla terra durante operazioni di ordine pubblico.

*A maggio, il corpo del leader campesino di 30 anni, Enrique Brítez Irala, è stato trovato impiccato a un albero a La Fortuna Agroganadera, nella colonia di Jejuí, del distretto di Choré, nel dipartimento di San Pedro. Egli era stato coinvolto in una disputa con un proprietario terriero locale. Gruppi di campesino hanno denunciato che Enriquez Brítez Irala, del quale si erano perse le tracce tre giorni prima del ritrovamento del corpo, era stato torturato e hanno sostenuto che la tesi secondo cui si era suicidato fosse falsa. A fine anno sul caso erano in corso indagini.

Polizia e forze di sicurezza

Agenti di polizia sono stati accusati di aver ferito decine di persone durante un raid in un accampamento di campesino nel quartiere Toro Blanco di Caaguazú. Gli agenti stavano cercando alcune persone sospettate di coinvolgimento in un'aggressione in un vicino complesso commerciale a luglio. Circa 50 persone sono state successivamente arrestate e accusate di resistenza all'arresto e di reati di ordine pubblico. A fine anno erano in attesa di processo.

Impunità

Sono stati compiuti una serie di progressi significativi nell'assicurare alla giustizia alcuni perpetratori di violazioni dei diritti umani di alto profilo durante il governo militare del generale Alfredo Stroessner (1954-1989). A fine anno erano state presentate circa 13.700 richieste di risarcimento al difensore civico, dopo che nel 2008 erano state apportate modifiche alla legge sugli indennizzi. A ottobre, il ministro della Difesa ha autorizzato la desecretazione di fascicoli risalenti all'epoca del regime militare, permettendo per la prima volta l'accesso alle informazioni agli attivisti dei diritti umani che indagavano sulle violazioni compiute durante quel periodo.

*A maggio, Sabino Augusto Montanaro, ministro dell'Interno tra il 1968 e il 1989, è stato arrestato dopo che era rientrato spontaneamente in Paraguay dal suo esilio in Honduras. Egli doveva essere processato per una serie di violazioni dei diritti umani, compresi reati che avrebbe commesso nel contesto dell'Operazione Condor, un piano congiunto attuato dai governi militari sudamericani a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, per eliminare gli oppositori.

*Ad agosto, un giudice ha ordinato l'estradizione in Argentina di Norberto Bianco, un medico dell'esercito presso l'ospedale militare di Campo de Mayo, affinché fosse processato per il presunto ruolo svolto nella detenzione illegale di oltre 30 donne e nella conseguente appropriazione dei loro figli nel 1977 e 1978. A fine anno era in attesa di essere estradato.

*A giugno, l'ex diplomatico Francisco Ortiz Téllez è stato arrestato in relazione alla sparizione forzata di Agustín Goiburú, un oppositore di spicco del governo Stroessner, avvenuta nel 1977. A fine anno, Francisco Ortiz Téllez era agli arresti domiciliari in attesa dell'esito del suo appello.

Missione e rapporto di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato il Paraguay a marzo e si sono incontrati con il presidente Lugo e altri funzionari.

"We're only asking for what is ours" - Indigenous Peoples in Paraguay (AMR 45/005/2009)

 

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