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Perù

Repubblica del Perù

Capo di stato e di governo: Alan García Pérez
Pena di morte: abolizionista per i reati ordinari
Popolazione: 29,2 milioni
Aspettativa di vita: 73 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 38/27‰
Alfabetizzazione adulti: 89,6%

  1. Contesto
  2. Diritti delle popolazioni native
  3. Responsabilità sociale delle imprese
  4. Mortalità materna
  5. Diritti sessuali e riproduttivi
  6. Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender
  7. Difensori dei diritti umani
  8. Impunità
  9. Missioni e rapporti di Amnesty International

Trentatré persone sono state uccise, compresi 23 poliziotti, e almeno 200 manifestanti sono rimasti feriti, quando la polizia ha disperso il blocco di una strada attuato da membri delle comunità native. Leader indigeni sono stati vittime di intimidazioni e vessazioni. I difensori dei diritti umani hanno continuato a ricevere minacce. Le violazioni dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne sono rimaste motivo di preoccupazione.

Contesto

Per tutto l'anno, si sono registrati crescenti disordini sociali e malcontento riguardo alle politiche del governo, in particolare in relazione ai progetti estrattivi e alla legislazione sull'utilizzo delle risorse e della terra. Tutto ciò ha determinato mobilitazioni su scala nazionale e scioperi che hanno paralizzato il paese per settimane.

Il gruppo armato di opposizione Sentiero luminoso (Sendero luminoso) è rimasto attivo in alcune parti della regione andina e si sono avute notizie di scontri armati con i militari e la polizia.

Diritti delle popolazioni native

Migliaia di manifestanti nativi hanno attuato un blocco stradale per oltre 50 giorni nella regione dell'Amazzonia, per protestare contro una serie di decreti legge che, secondo quanto da loro sostenuto, intaccavano il loro diritto fondamentale alla terra e alle risorse e di conseguenza ai loro mezzi di sussistenza.

Uso eccessivo della forza e maltrattamento

Il 5 giugno, 33 persone, tra cui 23 poliziotti, sono stati uccisi e almeno 200 manifestanti sono rimasti feriti quando la polizia è intervenuta per disperdere il blocco della strada. La polizia è ricorsa a un uso eccessivo della forza per disperdere la folla, ferendo e uccidendo dei passanti. I manifestanti hanno ucciso 11 poliziotti che avevano in ostaggio e altri 12 nel corso dell'operazione. La sorte di un ufficiale di polizia che aveva preso parte all'operazione a fine anno rimaneva ignota. Nelle fasi successive, decine di detenuti hanno denunciato maltrattamenti da parte della polizia.

Sistema giudiziario

Almeno 18 persone dovevano rispondere di accuse di disordini durante le proteste e dell'uccisione e ferimento di agenti di polizia, ma pochi progressi sono stati compiuti per assicurare alla giustizia i membri delle forze di sicurezza responsabili di violazioni dei diritti umani conto i manifestanti. Inoltre, sei leader nativi sono stati accusati di ribellione, sedizione e cospirazione contro lo stato, accuse che sono parse non essere basate su prove attendibili.

Sviluppi legislativi e istituzionali

Sono stati istituiti quattro gruppi di lavoro, comprendenti rappresentanti delle popolazioni native, al fine di indagare la violenza scoppiata il 5 giugno, rivedere i decreti legge che avevano innescato le proteste, presentare raccomandazioni per un meccanismo di consultazione con le popolazioni native e proporre un piano nazionale sullo sviluppo dell'Amazzonia. A dicembre, la Commissione istituita dal gruppo di lavoro che indagava sugli scontri del 5 giugno ha presentato il suo rapporto al ministero dell'Agricoltura. Tuttavia, due membri della Commissione, tra cui il suo presidente, si sono rifiutati di sottoscriverlo con la motivazione che la Commissione non aveva avuto tempo e risorse sufficienti per condurre indagini complete e che il rapporto mancava di imparzialità.

Responsabilità sociale delle imprese

A gennaio, sono state pubblicate fotografie relative al maltrattamento di 29 persone e all'uccisione di un uomo mentre si trovava in detenzione nel 2005, a seguito di proteste contro un progetto minerario britannico nel nord-ovest del paese. I manifestanti hanno dichiarato di essere stati torturati dalla polizia e dalle guardie di sicurezza della miniera. Nel marzo 2009, il pubblico ministero ha accusato agenti di polizia di tortura ma ha deciso di non procedere nei confronti della compagnia mineraria o delle sue guardie di sicurezza. Tuttavia, le vittime hanno sporto denuncia contro la compagnia nel Regno Unito e a ottobre è stata emessa un'ingiunzione dell'Alta corte nei confronti della Monterrico Metals, nel Regno Unito. A fine anno, la sentenza da parte dell'Alta corte rimaneva pendente.

A dicembre, la polizia ha ucciso a colpi d'arma da fuoco due uomini e ha ferito altri otto abitanti del villaggio di Cajas-Canchaque, nel distretto di Carmen de la Frontera, nella provincia di Huancabamba. Secondo quanto riferito, la polizia aveva aperto il fuoco durante un'operazione per arrestare uno dei sospettati di coinvolgimento in un incendio doloso a un complesso della Rio Blanco Copper, scoppiato il 1° novembre, in cui erano rimasti uccisi tre lavoratori della miniera.

Mortalità materna

Sono state adottate alcune misure per ridurre la mortalità materna, che è rimasta elevata nelle zone rurali e tra le popolazioni native. A marzo è stato introdotto un piano nazionale per la riduzione della mortalità materna, con provvedimenti per accrescere l'accesso alle strutture sanitarie, come le cure ostetriche d'urgenza, e migliorare la partecipazione della comunità. Tuttavia, sono state espresse preoccupazioni riguardo alle modalità con cui questo piano si sarebbe collegato alle politiche esistenti.

Diritti sessuali e riproduttivi

Sono state intraprese iniziative per la decriminalizzazione dell'aborto in determinate circostanze, come nel caso di una gravidanza causata da stupro.

A novembre, tuttavia, la Corte costituzionale ha sentenziato che lo stato non poteva distribuire o vendere contraccettivi orali di emergenza. Tale sentenza svantaggiava le donne con reddito basso che non potevano permettersi questo tipo di contraccettivi, disponibili presso le farmacie.

Diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender

Lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno continuato a incorrere in discriminazione e maltrattamenti.

*A gennaio, Techi, una donna transgender, è stata rapita e torturata da membri di una locale pattuglia di quartiere della polizia, nella cittadina di Tarapoto, nella provincia di San Martín. A fine anno era ancora in corso il processo a carico di tre persone accusate di averla aggredita.

Difensori dei diritti umani

Difensori dei diritti umani sono stati minacciati e intimiditi. Le autorità non hanno provveduto a inviare un chiaro messaggio secondo cui tali atti non sarebbero stati tollerati o ad assicurare indagini efficaci su queste intimidazioni. A settembre, in una telefonata anonima, hanno minacciato di avvelenamento il difensore dei diritti umani ed ex presidente della Commissione verità e riconciliazione del 2001, Salomón Lerner Febres; i suoi due cani da guardia erano stati avvelenati precedentemente lo stesso mese.

*Sempre a settembre, l'attivista dei diritti umani Gisela Ortiz Perea è stata accusata da un quotidiano nazionale di essere una leader di spicco di Sentiero luminoso, in ciò che è parso essere un tentativo di intimidazione nei suoi confronti per il suo continuo sostegno alle vittime di violazioni dei diritti umani, durante il governo di Alberto Fujimori (1990-2000).

Impunità

Ad aprile, l'ex presidente Alberto Fujimori è stato condannato a 25 anni di carcere per gravi violazioni dei diritti umani. Tuttavia, l'impunità ha continuato a destare preoccupazione. Decine di denunce di uccisioni per mano di agenti della polizia non sono state indagate e si temeva che un decreto legge del 2007 venisse usato per impedire le indagini su presunte esecuzioni extragiudiziali. Il decreto legge ha riformato il codice penale ed esenta dal perseguimento giudiziario gli agenti di polizia che feriscono o uccidono sospettati durante l'espletamento del servizio.

Non sono stati registrati progressi nell'applicazione delle raccomandazioni della Commissione verità e riconciliazione del 2001, istituita per indagare le violazioni dei diritti umani commesse durante il conflitto armato interno (1980-2000).

Poco è stato fatto relativamente al migliaio di casi di passate violazioni dei diritti umani depositati presso l'ufficio del pubblico ministero a partire dal 2003. Il ministero della Difesa ha continuato a tacere informazioni relative a casi in cui era coinvolto personale militare.

Il Consiglio di riparazione, un organismo istituito nel 2006 per realizzare un archivio delle vittime di violazioni dei diritti umani durante i 20 anni del conflitto armato interno e permettere loro di avanzare richieste di risarcimento, ha dovuto sospendere il proprio lavoro a novembre per mancanza di risorse.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno presenziato al processo di Alberto Fujimori ad aprile e visitato il Perù a luglio e agosto a scopo di ricerca.

Fatal aws: Barriers to maternal health in Peru (AMR 46/008/2009)

Peru: Bagua, six months on (AMR 46/017/2009)

 

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