Capo di stato: Abdoulaye Wade
Capo del governo: Souleymane Ndéné Ndiaye (subentrato a Cheikh Hadjibou Soumaré ad aprile)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 12,5 milioni
Aspettativa di vita: 55,4 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 125/114‰
Alfabetizzazione adulti: 41,9%
Nel Casamance meridionale la ripresa di sporadici combattimenti tra soggetti ritenuti appartenenti a un movimento separatista e l'esercito senegalese ha provocato lo sfollamento di centinaia di persone. La polizia ha utilizzato la tortura nei confronti dei detenuti in un contesto di indulgenza da parte della magistratura. È aumentata la repressione nei confronti di uomini gay. Media indipendenti e giornalisti sono stati vittime di vessazioni nel tentativo di soffocare la libertà di espressione. Il processo a carico dell'ex presidente ciadiano Hissène Habré non è stato avviato.
La ripresa di sporadici attacchi contro obiettivi militari da parte di soggetti ritenuti appartenenti alle Forze democratiche del movimento del Casamance (Mouvement des forces démocratiques de Casamance - Mfdc) ha compromesso il fragile status quo nel Casamance meridionale, raggiunto con l'accordo di pace del 2004. Tra settembre e ottobre diversi soldati sono rimasti uccisi. In risposta, l'aviazione senegalese ha bombardato zone ritenute ospitare basi delle Mfdc.
A marzo, una coalizione dell'opposizione ha vinto le elezioni, mentre si tenevano proteste contro l'aumento del prezzo dei generi alimentari, la carenza dei beni di prima necessità e il taglio delle forniture elettriche.
La ripresa di intermittenti ostilità nel Casamance ha provocato lo sfollamento di centinaia di persone dalle loro abitazioni alla periferia di Ziguinchor, la città principale del Casamance. Alcune persone sono fuggite in zone che sono state bombardate dall'aviazione militare senegalese. Altre, specialmente nei pressi del villaggio di Baraf, vicino a Ziguinchor, sono state cacciate con la forza dalle loro abitazioni da presunti membri delle Mfdc e interdette dal farvi ritorno per coltivare i terreni agricoli.
Media indipendenti e giornalisti sono stati presi di mira nel tentativo di soffocare la libertà di espressione e le critiche nei confronti del presidente Abdoulaye Wade e del suo governo.
*A marzo, tre stazioni radiofoniche comunitarie di Dakar sono state sospese per due mesi per aver commentato le elezioni locali. Le autorità hanno revocato la sospensione dopo quattro giorni a condizione che le stazioni smettesserodi esprimere commenti su tematiche politiche durante le campagne elettorali.
*A settembre, tre giornalisti di Le Quotidien sono stati convocati dalla polizia per essere interrogati per due giornate dopo che avevano pubblicato un articolo in cui si criticava il presidente Wade e i ministri del governo.
Uomini sono incorsi in vessazioni, arresti arbitrari, tortura e processi iniqui a causa del loro presunto coinvolgimento in rapporti omosessuali consenzienti.
*A gennaio, nove uomini sono stati condannati a otto anni di carcere per "comportamento indecente, atti contro natura e cospirazione", sulla base di confessioni estorte sotto tortura dalle forze di sicurezza. Gli uomini erano stati arrestati a seguito di accuse anonime riguardanti le loro attitudini sessuali. Sono stati tutti rilasciati ad aprile dopo che la corte d'appello di Datare aveva ribaltato i verdetti di colpevolezza.
*Ad agosto, tre uomini e un ragazzo adolescente sono stati arrestati nella città di Darou Mastou, regione di Louga, dopo che denunce anonime li avevano accusati di presunti rapporti sessuali "contro natura". L'adolescente è stato rilasciato e i tre adulti sono stati condannati a pene detentive variabili dai due ai cinque anni di reclusione. Gli uomini sono ricorsi in appello, che a fine anno non era stato ancora esaminato.
Sono stati documentati diversi casi di tortura e altri maltrattamenti di detenuti nelle stazioni di polizia. Confessioni estorte sotto tortura sono state impiegate per condannare persone al termine di processi iniqui.
*A gennaio, stando alle fonti, più di 20 studenti e giovani detenuti, in seguito a disordini verificatisi nella città mineraria aurifera di Kédougou, a circa 700 km a sud-est di Dakar, sono stati torturati allo scopo di estorcere loro confessioni e incriminare altri. Ad alcuni dei detenuti sono state inflitte scosse elettriche. Sebbene diversi detenuti abbiano raccontato in tribunale durante il processo che erano stati torturati, né i giudici né il pubblico ministero hanno provveduto a disporre un'inchiesta in merito alle accuse. Diciannove imputati sono stati condannati a pene detentive sulla base delle loro "confessioni" e poi graziati a marzo dal presidente Wade.
Le autorità hanno ribadito durante l'intero anno che il processo a carico dell'ex presidente del Ciad Hissène Habré non poteva iniziare fino a che non fosse stato ricevuto un determinato ammontare di aiuti economici, che i donatori internazionali hanno considerato essere eccessivo. Nel 2006, l'Au aveva sollecitato il Senegal a processare Hissène Habré, il quale viveva in esilio in Senegal, per tortura e altri reati commessi sotto il suo governo.
A febbraio, il presidente Wade ha minacciato di revocare il regime di libertà vigilata sotto cui era stato posto Hissène Habré e di rinviarlo all'Au. Pochi giorni dopo, il Belgio ha presentato istanza contro il Senegal presso la Corte internazionale di giustizia (Icj) chiedendo a quest'ultima di obbligare il Senegal a intraprendere provvedimenti per impedire a Hissène Habré di lasciare il paese e di perseguirlo o estradarlo in Belgio, affinché fosse processato. A maggio, la Icj ha rigettato la richiesta.
Ad aprile, una delegazione di Amnesty International ha visitato il Senegal per condurre ricerche in materia di diritti umani.
Senegal: Authorities must protect nine men at risk of homophobic attack, 27 aprile 2009
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