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Sudafrica

Repubblica del Sudafrica

Capo di stato e di governo: Jacob G. Zuma (subentrato a Kgalema Motlanthe a maggio)
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 50,1 milioni
Aspettativa di vita: 51,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 79/64‰
Alfabetizzazione adulti: 88%

  1. Contesto
  2. Tortura e altri maltrattamenti
  3. Esecuzioni extragiudiziali
  4. Diritto a un alloggio adeguato - Sgomberi forzati
  5. Rifugiati e migranti
  6. Violenza contro donne e ragazze
  7. Diritto alla salute - Persone sieropositive all'Hiv/Aids
  8. Giustizia internazionale
  9. Missioni e rapporti di Amnesty International

Sono pervenute sempre più frequenti notizie di episodi di tortura ed esecuzioni extragiudiziali da parte della polizia. Rifugiati e migranti hanno continuato a subire discriminazioni e sfollamenti nel contesto di violenze su vasta scala. Attivisti per il diritto all'alloggio sono stati minacciati e aggrediti nell'impunità. Sono stati registrati elevati livelli di violenza contro donne e ragazze, oltre all'incapacità delle autorità di fornire assistenza adeguata alle sopravvissute a questo tipo di abusi. Si calcola che circa 5,7 milioni di persone fossero sieropositive all'Hiv e che le donne continuassero a essere sproporzionalmente colpite.

Contesto

Le elezioni di aprile hanno portato alla formazione di un nuovo governo sotto la guida del presidente del Congresso nazionale africano (Anc), Jacob Zuma. L'Anc si è assicurato il 65,9 per cento dei voti e il controllo di otto delle nove province. Un funzionario del KwaZulu-Natal è stato perseguito per contraffazione e violazione del codice elettorale, il primo caso di questo tipo dal 1994.

La persistente povertà, i crescenti tassi di disoccupazione e di crimini violenti, accompagnati dalla crisi del settore sanitario pubblico, hanno costituito sfide significative per il nuovo governo. Sono emerse tensioni politiche all'interno dell'alleanza tra l'Anc, confederazione dei sindacati e Partito comunista in materia di politica economica, con frequenti scioperi indetti dai sindacati dei lavoratori. Corruzione e nepotismo hanno ostacolato l'accesso agli alloggi e ai servizi, portando al collasso alcuni amministrazioni locali e scatenando diffuse proteste tra le comunità interessate. Lo stato di instabilità ha contribuito a crescenti episodi di violenza nei confronti di cittadini stranieri, i quali venivano percepiti come avversari in un contesto di scarsità di risorse economiche.

Fattori politici hanno continuato a influenzare l'indipendenza e l'integrità dell'amministrazione della giustizia. Ad aprile, il direttore nazionale incaricato della pubblica accusa (Ndpp), Mokotedi Mpshe, ha ritirato le accuse di corruzione a carico di Jacob Zuma, per impropria interferenza nel caso.

Ad agosto, la Commissione servizi giudiziari (Jsc), senza udienza formale, ha deliberato che il giudice presidente dell'Alta corte del Western Cape, John Hlophe, non era colpevole di cattiva condotta in seguito all'apparente tentativo di influenzare due giudici che stavano emettendo una sentenza nel caso giudiziario a carico di Jacob Zuma. Una minoranza di membri della Jsc era in disaccordo con la delibera.

A novembre, il presidente Zuma ha nominato Menzi Simelane quale Ndpp. Egli era stato in precedenza al centro di un'inchiesta disciplinare da parte della Commissione sui servizi pubblici (Psc), dopo che la commissione d'inchiesta Ginwala aveva ritenuto la sua testimonianza non veritiera e priva di fondamento legale. A fine anno i risultati della Psc non erano stati ancora resi pubblici.

Tortura e altri maltrattamenti

Sono pervenute notizie di episodi di tortura e altri maltrattamenti da parte della polizia nei confronti di detenuti sospettati di crimini. Tra i casi comprovati si citano l'impiego del metodo del soffocamento e la tortura tramite scosse elettriche. Gli episodi di tortura sono aumentati, stando all'organismo di controllo della polizia, la Direzione indipendente sui reclami (Icd). Dall'aprile 2008 al marzo 2009, l'Icd ha indagato 828 episodi di aggressioni con intento di causare grave dolore fisico, alcuni dei quali si sono configurati come tortura. In diversi casi i sospettati sono stati interrogati e aggrediti mentre venivano trattenuti senza alcuna registrazione del loro fermo. Malgrado gli sforzi continui da parte della Commissione sudafricana dei diritti umani e di organizzazioni della società civile, il Sudafrica non ha ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura.

L'ispettorato giudiziario delle carceri ha ricevuto oltre 2000 denunce di aggressioni nei confronti di prigionieri da parte di guardie carcerarie, tra aprile 2008 e marzo 2009. A ottobre, è divenuta operativa una disposizione della nuova legge di riforma sui servizi correzionali, che impone ai funzionari carcerari di denunciare immediatamente qualsiasi impiego della forza al giudice inquirente. Il sovraffollamento ha continuato a essere un grave problema, con 19 carceri "criticamente sovraffollate".

*Sidwel Mkwambi è deceduto mentre era in custodia dell'unità del crimine organizzato (Ocu), a sud di Belleville. La polizia ha sostenuto che era saltato da un mezzo della polizia in movimento ma le sue ferite non erano compatibili con questa tesi. A maggio, il ministro provinciale della polizia ha ordinato agli agenti di collaborare con l'inchiesta condotta dall'Icd. Questa ha deferito il caso alle autorità giudiziarie per una delibera in merito ad accuse formulate a carico di 14 membri dell'Ocu.

Esecuzioni extragiudiziali

A settembre, il ministro della Polizia e il Commissario nazionale della polizia hanno annunciato misure legislative e di altro tipo al fine di rispondere con il massimo della forza nei confronti di criminali armati e di perpetratori di aggressioni ai danni di agenti di polizia.

A giugno, l'Icd ha riportato un aumento del 15 per cento dei decessi in custodia e "a seguito dell'azione della polizia" negli ultimi due anni presi in esame. La provincia del KwaZulu-Natal ha registrato l'aumento più elevato, pari al 47 per cento, passando da 175 a 258 decessi.

*Bongani Mkhize, presidente della Maphumulo Taxi Association, è morto sotto i colpi sparati da membri dell'unità nazionale d'intervento il 3 febbraio, stando alle fonti, dopo che aveva aperto il fuoco contro gli agenti. La sua uccisione, che è sembrata collegata alle indagini sull'omicidio di un commissario di polizia, è avvenuta nonostante una sentenza risalente a tre mesi prima dell'Alta corte di Durban, che impediva alla polizia di "uccidere illegalmente". La corte ha provato che il suo nome figurava in una lista di sospettati, la totalità dei quali alla data di ottobre erano stati uccisi a colpi d'arma da fuoco, diversi di loro dopo essere stati arrestati e interrogati dalla polizia.

*Un uomo non identificato è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco il 29 ottobre a Durban mentre apparentemente fuggiva dalla polizia, dopo un sospetto furto di veicolo. Testimoni hanno udito degli spari e hanno visto il suo corpo attaccato a un recinto di sicurezza nei pressi di un edificio abitato. La polizia ha tentato di sviare le indagini condotte da una squadra inquirente indipendente e ha inoltre raccontato ai media che l'uomo era rimasto folgorato sul recinto. Tuttavia, un referto medico ha rilevato che egli era morto in seguito a una ferita alla spina dorsale causata da un proiettile ad alta velocità. Non vi erano segni di lesioni da scarica elettrica.

Diritto a un alloggio adeguato - Sgomberi forzati

A settembre, leader e sostenitori del movimento per i diritti socioeconomici delle comunità, Abahlali baseMjondolo (Abahlali), sono fuggiti dalle loro abitazioni nell'insediamento informale di Kennedy Road nei pressi di Durban, in seguito a un attacco da parte di uomini armati. Le loro case sono state distrutte ed essi sono stati minacciati di ulteriori violenze. Gli aggressori hanno identificato i loro obiettivi chiamandoli per nome e riferendosi a loro con termini etnici, come "amaMpondo" (in lingua xhosa). Successivamente 13 sostenitori Abahlali, tutti di lingua xhosa, sono stati arrestati e accusati in relazione alla morte, avvenuta il 27 settembre, di due uomini durante la notte dell'attacco. Tuttavia, nessuno è stato incriminato per le aggressioni nei confronti dei sostenitori Abahlali. A fine anno, le accuse di uno dei 13 sostenitori di Abahlali arrestati sono state archiviate, mentre gli altri 12 continuavano a dover rispondere di accuse, e di questi sette sono stati rilasciati su cauzione.

A ottobre, la Corte costituzionale ha dichiarato la non costituzionalità dell'art.16 della legge 6 del KwaZulu-Natal sull'eliminazione e prevenzione della riemergenza delle baraccopoli (2007), invalidandolo. Il ricorso contro la legge era stato intentato in tribunale da Abahlali nel 2008. La sentenza di ottobre ha interessato migliaia di persone abitanti in sistemazioni informali e senza titoli legali per l'occupazione del terreno.

Nonostante gli effetti dell'esito positivo della loro causa, il lavoro basato sulle comunità di Abahlali è risultato gravemente minacciato dagli eventi violenti di settembre.

Rifugiati e migranti

Per tutto l'anno sono state registrate violazioni dei diritti alla vita e all'integrità fisica di rifugiati e migranti, nonché attacchi alle loro proprietà. Gli episodi di violenza hanno provocato sfollamenti su vasta scala di comunità non sudafricane a De Doorns, Siyathemba/Balfour e Polokwane, oltre ad altri gravi episodi in altre località. Particolarmente colpiti sono stati cittadini di nazionalità somala o zimbabweana. La risposta della polizia agli incidenti è stata varia, dalla complicità alla negligenza, e in alcuni casi ha visto un tangibile tentativo di impedire l'escalation della violenza. Verso fine anno il lavoro di organizzazioni umanitarie e della società civile, con l'Unità antixenofobia del dipartimento degli Affari interni, stava iniziando a ottenere un miglioramento della risposta della polizia alle emergenze.

Il presidente Zuma ha condannato pubblicamente la xenofobia e la distruzione delle proprietà di cittadini stranieri. Sono stati compiuti progressi nell'elaborazione di un Piano d'azione nazionale per combattere il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e la relativa intolleranza. Tuttavia, per alcuni rifugiati sfollati continuava a essere difficile ottenere soluzioni durature, in particolare per quanti provenivano da paesi colpiti da conflitti. Non sono cessati i casi di rimpatrio forzato.

La crisi politica ed economica dello Zimbabwe ha alimentato il flusso di migranti e richiedenti asilo verso il Sudafrica. Ad aprile, il governo ha introdotto un visto libero d'ingresso di 90 giorni per i cittadini dello Zimbabwe e ha annunciato piani per permessi d'immigrazione per i zimbabweani già presenti nel paese. A fine anno i permessi non erano stati ancora resi validi. Un insediamento informale per zimbabweani è stato bruscamente chiuso a marzo, e molti suoi occupanti hanno cercato riparo a Johannesburg, in particolare presso la Missione metodista centrale (Cmm). A fine anno, diverse migliaia di zimbabweani continuavano a ricevere riparo presso la Cmm mentre le autorità non provvedevano alle loro necessità umanitarie.

*A luglio, la polizia ha arrestato centinaia di persone, per lo più cittadini dello Zimbabwe per "vagabondaggio" nei pressi della Cmm. Referti medici hanno rilevato che in alcuni casi i detenuti erano stati percossi, presi a calci, colpiti con spray al peperoncino e pistole elettriche stordenti. Alcuni sono stati insultati verbalmente come "makwerekwere" (stranieri) dalla polizia. Tutti e 350 i detenuti sono stati rilasciati tre giorni dopo senza accusa. A ottobre, la Cmm e Avvocati per i diritti umani hanno presentato istanza presso l'Alta corte per far dichiarare illegali gli arresti e vietare l'ulteriore ricorso alla disposizione municipale antivagabondaggio. A fine anno il caso era ancora in corso.

Violenza contro donne e ragazze

È stato annunciato un nuovo ministero per le Donne, la gioventù, l'infanzia e le persone con disabilità.

Sono giunte continue notizie di violenze nei confronti di donne e ragazze, sebbene sia risultato difficile fare paragoni con gli anni precedenti, a causa del quadro legislativo in materia di denuncia di questo tipo di reati. I dat forniti dalla polizia per l'anno con termine marzo 2009 hanno fatto registrare un aumento del 10,1 per cento dei reati sessuali, stupro compreso, ai danni di adulti e bambini, con 30.000 casi di donne al di sopra dei 18 anni.

A giugno, il Consiglio sudafricano di ricerca ha pubblicato i risultati di uno studio che dimostra che più di due/quinti degli uomini intervistati aveva usato violenze fisiche nei confronti della partner.

L'Icd ha riferito in parlamento a febbraio che la propria ispezione condotta in 430 stazioni di polizia aveva dimostrato che quest'ultima non adempiva agli obblighi sanciti dalla legge sulla violenza domestica (Dva). Vi sono stati inoltre una serie di comprovati reclami contro la polizia per non aver, tra le altre cose, arrestato i perpetratori di violenza che non rispettavano l'ordine di protezione o per non aver consigliato alla parte querelante le opzioni messe a disposizione dalla Dva e per "aver scacciato" chi intendeva sporgere denuncia.

Ngo e organizzazioni di assistenza hanno riferito che la polizia non aveva ricevuto una formazione adeguata, o in alcuni casi non ne aveva ricevuta alcuna, sui propri obblighi in materia di reati sessuali e sulla legislazione riguardante la violenza domestica. A fine anno, le autorità avevano istituito soltanto 17 centri unici per il trattamento, l'assistenza e l'accesso alla giustizia per le sopravvissute alla violenza di genere, a fronte dell'obiettivo che era di attivarne 50. A luglio, il ministro della Polizia ha annunciato che avrebbe rivisto la decisione di chiudere le unità specializzate sulla violenza familiare e i reati sessuali. Ricerche hanno confermato che la decisione del 2006 di chiudere le unità aveva portato a un deterioramento dei servizi e aveva ridotto la percentuale di arresti e condanne.

A novembre, la Corte di eguaglianza si è riservata di pronunciare sentenza in una causa per discorsi incitanti all'odio intentata dalla Ngo Sonke Gender Justice. L'istanza era stata presentata contro il presidente dell'ala giovanile dell'Anc, per alcuni commenti pubblici che avrebbero denigrato le donne che denunciavano di essere state stuprate.

Diritto alla salute - Persone sieropositive all'Hiv/Aids

Secondo l'Unaids le persone sieropositive all'Hiv erano circa 5,7 milioni. A luglio, il numero di pazienti affetti da Aids che ricevevano farmaci antiretrovirali (Art) era aumentato a circa 870.000, più o meno la metà di quanti ne avevano bisogno. La scarsa pianificazione attuata dal governo e le carenze di personale hanno lasciato alcuni ospedali senza scorte di farmaci Art e impossibilitati a iniziare le terapie per nuovi pazienti. A ottobre, gli stanziamenti di bilancio per i farmaci Art sono stati aumentati.
 
Le donne hanno continuato a essere sproporzionalmente colpite e infettate da Hiv e Aids. A giugno, lo studio sull'incidenza dell'Hiv condotto dal South African Human Sciences Research Council ha dimostrato che le donne tra i 15 e i 19 anni avevano un tasso d'incidenza di oltre il 6 per cento, più del doppio dei loro coetanei maschi, e che questo aumentava a oltre il 32 per cento per le donne dai 25 ai 29 anni. Le donne africane dai 20 ai 34 anni sono state individuate come gruppo maggiormente a rischio nel paese.
 
Il 1° dicembre, Giornata mondiale contro l'Aids, il governo ha annunciato un nuovo screening volontario su vasta scala, tra le varie nuove misure attuate per combattere l'epidemia.

Giustizia internazionale

A seguito delle proteste attuate all'interno della società civile, il governo ha confermato ad agosto che sarebbe intervenuto in base al mandato d'arresto spiccato dalla Corte penale internazionale nei confronti del presidente sudanese se questi si fosse recato in Sudafrica, nonostante la posizione as-sunta dal Summit dei capi di stato e di governo dell'Unione africana tenutosi a Sirte, in Libia, nel mese di luglio.

A dicembre, organizzazioni per i diritti umani hanno presentato istanza presso l'Alta corte di Pretoria, per far dichiarare illegittima la decisione delle autorità sudafricane di non avviare un'indagine sui presunti crimini contro l'umanità commessi in Zimbabwe da individui che notoriamente si recavano in Sudafrica.

Missioni e rapporti di Amnesty International

Delegati di Amnesty International hanno visitato il Sudafrica a marzo, tra luglio e agosto e a novembre.

Human rights concerns in South Africa: Memorandum sent to the South African government, agosto 2009 (AFR 53/008/2009)

South Africa: Failure to conduct impartial investigation into Kennedy Road violence is leading to further human rights abuses (AFR 53/011/2009)

 

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