Capo di stato: re Carlo Gustavo XVI
Capo del governo: Fredrik Reinfeldt
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 9,2 milioni
Aspettativa di vita: 80,8 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 4/4‰
Il governo non ha escluso il ricorso ad "assicurazioni diplomatiche" per inviare persone in paesi in cui erano a rischio di subire torture o altri maltrattamenti. A due vittime di rendition (trasferimento illegale tra paesi di sospettati di terrorismo) è stato negato il permesso di soggiorno. È stata motivo di preoccupazione l'espulsione di richiedenti asilo le cui domande non erano ancora state esaminate in via definitiva.
Nel mese di aprile, il Comitato diritti umani delle Nazioni Unite (Hrc) ha osservato che la Svezia non aveva escluso il futuro ricorso ad "assicurazioni diplomatiche" per consentire l'invio di persone verso paesi in cui potevano subire tortura o altri maltrattamenti. Il Comitato ha raccomandato che il governo garantisse che nessuno, incluse le persone sospettate di terrorismo, fosse esposto al pericolo di tortura o altri maltrattamenti.
*A novembre, con una decisione basata in parte su informazioni mai divulgate ad Ahmed Agiza e Mohammed El Zari, il governo ha respinto il ricorso presentato dai due uomini contro l'opposizione alla concessione del permesso di soggiorno. In tal modo è stato loro negato un completo risarcimento per le gravi violazioni subite a causa della rendition di cui furono vittime nel dicembre 2001, quando furono trasferiti dalla Svezia all'Egitto con un volo organizzato dalla Cia. Le autorità non hanno preso in considerazione gli appelli per un'indagine approfondita sulle ragioni che condussero all'espulsione dei due uomini.
Nel mese di febbraio, il tribunale per l'immigrazione di Stoccolma ha riconosciuto lo status di rifugiato ad Adel Abdul Hakim, n cittadino cinese di etnia uigura rilasciato nel 2006 dal centro detentivo americano di Guantánamo. Questa decisione ha ribaltato il provvedimento assunto nel giugno 2008 dal Consiglio per l'immigrazione, con cui gli era stato negato il permesso di soggiorno.
L'Hrc ha espresso preoccupazione per la mancata tutela del diritto di accesso all'assistenza medica delle persone fermate perché sospettate di qualche reato, nonché per l'alto numero di segnalazioni di suicidi nelle carceri e per l'assenza di un organismo efficace e indipendente incaricato di esaminare le denunce contro la polizia.
A dicembre, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (Cpt) ha dichiarato che le autorità non avevano adottato misure sufficienti a dissipare le sue preoccupazioni sulle garanzie legali contro i maltrattamenti durante la custodia di polizia, sull'imposizione di restrizioni ai detenuti in via preventiva e sull'isolamento di alcune categorie di detenuti condannati.
*Nel mese di ottobre, è stata riaperta l'inchiesta sul decesso di Johan Liljeqvist, un uomo di 24 anni morto nell'aprile del 2008 dopo essere stato arrestato dalla polizia di Göteborg. Il caso è stato riaperto quando è emerso che gli investigatori della polizia avevano cercato di nascondere l'entità delle ferite che egli aveva subito.
A dicembre, il difensore civico parlamentare ha criticato l'impiego di spray urticante da parte della polizia in determinate circostanze, tra cui l'uso dello spray all'interno di veicoli e locali di polizia contro persone già sotto il controllo degli agenti, oppure in assenza di minacce di violenza da parte della persona fermata o, ancora, per persuaderla a obbedire agli ordini della polizia.
La Svezia non ha introdotto il reato di tortura nel codice penale.
L'Hrc ha espresso preoccupazione per la deportazione di richiedenti asilo il cui status non era stato determinato in via definitiva; per l'uso, in alcuni casi di espulsione, di informazioni non rese note agli interessati e per i lunghi periodi di detenzione di alcuni richiedenti asilo. Sia l'Hrc, sia il Cpt si sono detti preoccupati per la detenzione di migranti nelle carceri destinate alla custodia cautelare.
Nonostante l'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, avesse raccomandato a tutti gli stati di interrompere i rimpatri forzati verso l'Iraq centrale e meridionale e l'Eritrea, la Svezia ha rimpatriato forzatamente 285 iracheni e numerosi eritrei.
Ai richiedenti asilo che intendevano ricorrere contro il trasferimento in un altro stato membro dell'Unione europea ai sensi del regolamento "Dublino II", non è stato concesso un appello di sospensione interno (che avrebbe sospeso il loro trasferimento in attesa dell'esito del ricorso). A quanti erano detenuti in attesa di trasferimento è stato negato il diritto di avvalersi di un legale, anche in caso di ricorso contro la reclusione in attesa di trasferimento.
Nel mese di giugno, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia (Crc) ha espresso preoccupazione per l'incapacità delle autorità di prendere in sufficiente considerazione il superiore interesse dei minori richiedenti asilo e per il grande numero di minori non accompagnati scomparsi dai centri di accoglienza. A novembre, il governo ha annunciato la creazione di una commissione per la revisione dei metodi di trattamento dei minori richiedenti asilo non accompagnati e delle loro esigenze abitative.
L'Hrc ha espresso preoccupazione per l'ampia diffusione della violenza contro le donne, la mancanza di case rifugio in alcuni comuni e per il continuo verificarsi di mutilazioni genitali femminili (all'interno delle comunità migranti).
L'Hrc ha evidenziato l'aumento delle segnalazioni di reati a sfondo razziale. Il Crc ha espresso preoccupazione per le discriminazioni e gli atteggiamenti xenofobi e razzisti nei confronti di bambini appartenenti a minoranze etniche, di minori rifugiati e richiedenti asilo e di bambini figli di immigrati.