Capo di stato e di governo: Hans-Rudolf Merz
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 7,6 milioni
Aspettativa di vita: 81,7 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 6/5‰
L'aumento del razzismo e della xenofobia nel dibattito pubblico ha suscitato preoccupazione. Sono stati segnalati maltrattamenti da parte di agenti di polizia, compresi alcuni episodi apparentemente a sfondo razziale. Nonostante le misure legislative volte a combatterle, ci sono stati ancora episodi di violenze contro le donne e tratta di esseri umani.
In occasione della votazione popolare del 29 novembre, la maggioranza degli elettori svizzeri si è dichiarata a favore di un emendamento alla costituzione per vietare la costruzione di minareti. Durante la campagna che ha preceduto il voto, la minoranza musulmana è stata fortemente stigmatizzata dalla propaganda politica dei favorevoli al divieto. La Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (Ecri) ha espresso preoccupazione per il fatto che "un'iniziativa che viola i diritti umani possa essere oggetto di votazione".
Nel rapporto periodico sulla Svizzera, pubblicato a settembre, l'Ecri ha espresso preoccupazione per i toni sempre più razzisti e xenofobi del dibattito politico, in particolare da parte dell'Unione democratica di centro (Schweizerische Volkspartei). La Commissione si è inoltre detta preoccupata per la limitata efficacia delle disposizioni di diritto penale contro il razzismo e ha chiesto che gli operatori di giustizia siano meglio formati sulla sua applicazione. Il rapporto ha raccomandato anche il rafforzamento delle leggi civili e penali contro il razzismo, in particolare con l'introduzione di una disposizione che consenta l'inasprimento delle pene per reati a sfondo razziale. La Commissione ha accolto con favore le misure volte a migliorare l'integrazione dei cittadini stranieri. Tuttavia, il rapporto ha anche rilevato una diffusa discriminazione razziale in materia di accesso ai servizi. I bambini migranti sono stati in particolar modo ostacolati nell'accesso all'istruzione. Alle comunità nomadi non sono stati forniti sufficienti luoghi di sosta attrezzati e si sono dovute pertanto fermare in luoghi non destinati a tale scopo, generando tensioni con le popolazioni locali.
Nel mese di ottobre, il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso preoccupazione per le continue segnalazioni di maltrattamenti da parte della polizia, in particolare nei confronti di richiedenti asilo e migranti. Il Comitato ha chiesto la creazione di meccanismi indipendenti che esaminino le denunce contro la polizia.
Il 1° gennaio è entrata in vigore una legge federale che prevede che tutte le risposte negative alle richieste di naturalizzazione debbano indicare le motivazioni del rifiuto ed essere suscettibili di appello.
A ottobre, il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso preoccupazione per le inadeguate condizioni di vita e l'impossibilità di accedere alle cure sanitarie delle persone la cui domanda d'asilo era stata respinta.
Il 12 giugno, il parlamento ha approvato un emendamento al codice civile con cui si è vietato ai cittadini svizzeri o agli stranieri legalmente residenti di sposare migranti irregolari e richiedenti asilo le cui domande d'asilo erano state respinte.
A fine anno, il tribunale amministrativo federale non si era ancora pronunciato definitivamente in merito ai ricorsi in appello presentati da tre prigionieri del centro di detenzione Usa di Guantánamo Bay, dopo che la loro domanda d'asilo era stata respinta. Ciò nondimeno, il tribunale ha annullato la decisione dell'ufficio federale della migrazione, relativa a uno dei detenuti, e chiesto un riesame del caso, affermando che le argomentazioni del richiedente non erano state adeguatamente valutate.
Nel mese di dicembre, il Consiglio federale ha confermato che avrebbe concesso la protezione umanitaria a un cittadino uzbeko detenuto a Guantánamo Bay, che sarebbe stato accolto dal Cantone di Ginevra non appena fosse stato concordato un memorandum di intesa tra gli Stati Uniti e le autorità svizzere. A fine anno, il governo ha lasciato aperta la possibilità di accettare altri prigionieri di Guantánamo se altre autorità cantonali si fossero dichiarate disponibili ad accoglierli.
Ad agosto, il Comitato delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione contro le donne ha accolto con favore le norme introdotte per combattere la violenza contro le donne e la tratta di esseri umani ma ha preso atto della diffusione di tali violazioni dei diritti umani. Il Comitato ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che solo pochi cantoni avevano creato servizi di sostegno alle vittime della tratta e che la normativa sulla tutela delle vittime non è stata applicata in maniera omogenea.
Il Comitato ha chiesto l'istituzione di ulteriori servizi di supporto alle vittime della violenza basata sul genere e di azioni volte a eliminare la discriminazione nei confronti delle donne appartenenti alle minoranze etniche e migranti. Il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti umani si è detto preoccupato che la legge sugli stranieri sia d'ostacolo alle donne migranti vittime di violenza domestica, nell'ottenimento o nel rinnovo del loro permesso di soggiorno dopo il divorzio.
A settembre, la Svizzera ha ratificato il Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura. Nel mese di ottobre, il Consiglio federale ha nominato una commissione di 12 persone come organismo nazionale per la prevenzione della tortura.
A luglio, il Consiglio federale ha dichiarato che la creazione di un ente nazionale indipendente per i diritti umani era "prematura" e invece ha autorizzato un progetto pilota, con la creazione di un centro di competenze sui diritti umani di livello universitario. Tale centro fornirà consulenza e analisi sulle questioni legate ai diritti umani su richiesta di organismi governativi o privati. Le organizzazioni per i diritti umani hanno però criticato la proposta poiché non rispetta i criteri riconosciuti a livello internazionale su tali istituzioni (i cosiddetti "Principi di Parigi").
Switzerland: Banning the construction of minarets would violate international human rights law (EUR 43/001/2009)
Switzerland votes against religious freedom, 30 novembre 2009
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