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Turkmenistan

Turkmenistan

Capo di stato e di governo: Gurbanguly Berdymukhamedov
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 5,1 milioni
Aspettativa di vita: 64,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 72/56‰
Alfabetizzazione adulti: 99,5%

  1. Sparizioni forzate
  2. Repressione del dissenso
  3. Prigionieri di coscienza
  4. Libertà di religione - Testimoni di Geova
  5. Rapporto di Amnesty International

È rimasta sconosciuta la sorte di decine di persone vittime di sparizioni forzate, nel 2002. Prigionieri di coscienza hanno continuato a essere incarcerati per aver espresso pacificamente le loro convinzioni. Sono perdurate le limitazioni alla libertà di espressione, di associazione e di religione.

Sparizioni forzate

Le autorità hanno continuato a non divulgare informazioni ai parenti e all'opinione pubblica circa la sorte di decine di persone arrestate e condannate a seguito del presunto attacco armato contro l'ex presidente Saparmurad Niyazov, nel novembre 2002. Le richieste dei loro familiari a vari funzionari governativi sono rimaste senza risposta.

*È ancora ignota la sorte di Boris Shikhmuradov, ministro degli Esteri sotto l'ex presidente Saparmurad Niyazov. Nel dicembre 2002, dopo un processo a porte chiuse, fu condannato a 25 anni di reclusione, pena che, il giorno dopo, fu tramutata in ergastolo dal Consiglio del popolo, organismo abolito nel 2008. Da allora, la famiglia di Boris Shikhmuradov non ha più avuto sue notizie. La moglie ha scritto più volte a esponenti del governo, senza ottenere alcuna risposta. Nel settembre 2007, durante una visita alla Columbia University negli Stati Uniti, il presidente Berdymukhamedov ha affermato di essere "sicuro" che Boris Shikhmuradov fosse vivo. Questa continua a essere l'unica informazione sulla sua sorte a partire dal momento della condanna.

Repressione del dissenso

Tutti gli organi di informazione, sia a stampa, sia elettronici, sono rimasti sotto il controllo statale. Le autorità hanno continuato a bloccare i siti web gestiti da membri dell'opposizione in esilio e dissidenti. Giornalisti che lavorano con media stranieri indipendenti sono stati vessati dalla polizia e dai servizi di sicurezza nazionale. Le autorità hanno continuato a fare pressione sulle famiglie dei membri dell'opposizione in esilio inserendole in una "lista nera" di persone a cui era proibito lasciare il paese.

*Osmankuly Khallyev, corrispondente dalla provincia di Lebap di Radio Free Europe/Radio Liberty News Service (Rfe/Rl), ha continuato a subire vessazioni da parte dei funzionari governativi locali per le sue attività con la Rfe/Rl. A gennaio è stato messo agli arresti domiciliari per i reportage sulle elezioni parlamentari del dicembre 2008. Ha dichiarato a Rfe/Rl che suo figlio, sua nuora e suo genero sono stati licenziati per punirlo della collaborazione con Rfe/Rl. Egli ha sporto denuncia alla procura locale, ma non ha ricevuto alcuna risposta.

*Il 15 novembre, il quarantaseienne Ovez Annaev è morto dopo che gli è stato negato il permesso di recarsi a Mosca per curare una malattia cardiaca, poiché in Turkmenistan non vi erano cure disponibili. A lui e agli altri membri della sua famiglia è stato vietato di lasciare il paese dopo che suo cognato, Kudayberdy Orazov, leader in esilio del movimento di opposizione Vatan (Patria), è stato condannato all'ergastolo in contumacia per l'attentato del novembre 2002 contro l'ex presidente Saparmurad Niyazov.

Prigionieri di coscienza

*Il 6 novembre, l'attivista ecologista Andrei Zatoka è stato rilasciato dopo che il tribunale regionale di Dashoguz ha riesaminato il suo caso e ha commutato la pena iniziale in una multa di 1000 manat (circa 350 dollari Usa). Egli era stato condannato il 29 ottobre, dopo un processo iniquo, a cinque anni di reclusione per "vandalismo" e per il ferimento di un uomo che lo aveva aggredito in un mercato il 20 ottobre. Egli ha riferito ad Amnesty International di essere stato rilasciato a condizione di rinunciare alla cittadinanza turkmena e di lasciare il paese. Dopo aver pagato la multa, il 7 novembre lui e la moglie hanno dovuto lasciare il Turkmenistan diretti in Russia, portando con sé soltanto poche cose e temendo che il governo avrebbe confiscato l'appartamento di loro proprietà. Amnesty International ritiene che egli sia stato preso di mira a causa della sua attività ecologista pacifica.

Le autorità hanno continuato a usare false accuse penali per reprimere il pacifico dissenso.

*Gli attivisti per i diritti umani Annakurban Amanklychev e Sapardurdy Khadzhiev sono rimasti in stato di detenzione dopo essere stati condannati, nell'agosto 2006, al termine di un processo iniquo, a sette anni di reclusione per possesso o vendita illegale di munizioni o di armi da fuoco. Entrambi erano appartenuti alla Ngo Fondazione Helsinki turkmeno, messa al bando.

Libertà di religione - Testimoni di Geova

*Secondo l'organizzazione internazionale per i diritti umani Forum 18, a luglio due giovani testimoni di Geova, Shadurdi Ushotov e Akmurat Egendurdiev, sono stati condannati a trascorrere, rispettivamente, due anni e 18 mesi in un campo di lavoro per essersi rifiutati di svolgere il servizio militare obbligatorio.

*Nel mese di maggio, il tribunale della città di Serdar ha revocato la sospensione della condanna a due anni di reclusione inflitta ai fratelli Sakhetmurad e Mukhammedmurad Annamamedov, entrambi testimoni di Geova, ed essi sono stati arrestati per scontare i restanti 18 mesi delle loro condanne. Il 3 giugno, i due fratelli hanno presentato ricorso al tribunale regionale di Balkanabad contro la revoca della sospensione della loro pena detentiva. Il 30 giugno il tribunale ha respinto il loro ricorso.

Rapporto di Amnesty International

Individuals continue to be at risk of violations in Turkmenistan (EUR 61/001/2009)

 

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