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Venezuela

Repubblica bolivariana del Venezuela

Capo di stato e di governo: Hugo Chávez Frías
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 28,6 milioni
Aspettativa di vita: 73,6 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 24/19‰
Alfabetizzazione adulti: 95,2%

  1. Contesto
  2. Difensori dei diritti umani
  3. Libertà di espressione
  4. Repressione del dissenso
  5. Violenza contro donne e ragazze

Vi sono state numerose aggressioni, vessazioni e intimidazioni ai danni di chi criticava le politiche del governo, compresi giornalisti e difensori dei diritti umani. Accuse prive di fondamento sono state avanzate a carico di chi si opponeva alle politiche dell'esecutivo. Sono stati creati diversi tribunali specializzati e uffici del pubblico ministero per trattare casi di violenza di genere. Tuttavia, l'applicazione della legge del 2007 per sradicare la violenza sulle donne ha continuato a essere lenta.

Contesto

A febbraio, dopo un referendum, il limite dei mandati presidenziali è stato eliminato.

Sono aumentati i disordini sociali; tra gennaio e agosto si sono avute quasi il doppio di proteste rispetto a tutto il 2008. Queste sono state innescate dal malcontento in relazione ai diritti sindacali e ai servizi essenziali, compresa una nuova legge sull'istruzione osteggiata dal settore scolastico privato e dall'opposizione politica.

L'assemblea nazionale ha discusso la possibilità di riforme legislative per regolamentare l'impiego e il possesso di armi di piccolo calibro, comprese decisioni più rigide per la detenzione di armi. Secondo la Commissione sicurezza e difesa dell'assemblea nazionale, erano in circolazione tra i nove e i 15 milioni di armi da fuoco illegali.

Le riforme delle forze armate di ottobre hanno compreso provvedimenti che consentono la creazione di milizie.

Dieci agenti di polizia, accusati di reati nel contesto del tentato colpo di stato del 2002 contro il presidente Chávez, sono stati condannati ad aprile con pene fino ai 30 anni di carcere. Sono stati giudicati colpevoli di omicidio e di lesioni personali aggravate contro i manifestanti antigolpe ma si è temuto che non tutti i responsabili delle violenze commesse nell'ambito del tentato colpo di stato fossero stati assicurati alla giustizia.

Difensori dei diritti umani

Difensori dei diritti umani e vittime di violazioni dei diritti umani e loro familiari che chiedevano giustizia e risarcimenti hanno continuato a subire attacchi, minacce e vessazioni da parte delle forze di sicurezza.

*Ad agosto, due uomini hanno esploso colpi di arma da fuoco contro José Luis Urbano, presidente della Fondazione per la difesa del diritto all'istruzione, una Ngo impegnata nella promozione e difesa del diritto costituzionale a un'istruzione gratuita per tutti. Assieme ad altri membri della Fondazione, era finito nel mirino di una serie di attacchi e minacce. A fine anno nessuno era stato assicurato alla giustizia per la sua aggressione né per la sparatoria del 2007, in cui José Luis Urbano era rimasto gravemente ferito. Inoltre, nessuna misura di protezione era stata approntata nei suoi confronti, della sua famiglia o di altri membri della Fondazione.

*A ottobre, Oscar Barrios è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco nella cittadina di Guanayén, stato di Aragua, da due uomini armati che indossavano vestiti simili alle divise indossate degli agenti di polizia. La sparatoria è avvenuta dopo sei anni di vessazioni e intimidazioni contro la famiglia Barrios, seguite alla denuncia di uccisione di Narciso Barrios per mano dei poliziotti nel 2003. In seguito, altri membri della famiglia sono stati uccisi: Luis Barrios nel 2004 e Rigoberto Barrios nel 2005. La Commissione interamericana dei diritti umani ha sollecitato il Venezuela a intraprendere le necessarie misure per garantire il diritto alla vita e alla sicurezza della famiglia Barrios e ad assicurare alla giustizia i responsabili degli omicidi.

*A novembre, il difensore dei diritti umani Mijail Martínez è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco nello stato di Lara. Stava lavorando assieme al Comitato delle vittime contro l'impunità di Lara a un documentario su storie di persone che avevano subito violazioni dei diritti umani per mano di agenti di polizia. A fine anno nessuno era stato chiamato a rispondere della sua uccisione e non era stata fornita protezione alla famiglia.

Libertà di espressione

Giornalisti hanno subito vessazioni, intimidazioni e minacce. Almeno 34 stazioni radiofoniche si sono viste revocare le licenze per mancata conformità alle norme statutarie in materia di telecomunicazioni. Tuttavia, come è stato osservato ad agosto dal Relatore speciale per la libertà di espressione della Commissione interamericana dei diritti umani, la dichiarazione pubblica delle autorità, secondo cui queste stazioni "gioca[va]no a destabilizzare il Venezuela", indicava che la loro linea editoriale poteva essere la reale motivazione della chiusura.

Si è temuto che una bozza di legge che avrebbe criminalizzato la diffusione di notizie tramite i mezzi di informazione considerate "false" e volte a "danneggiare gli interessi dello stato" potesse mettere a repentaglio la libertà di informazione ed espressione. A fine anno la legge era ancora all'esame dell'assemblea nazionale.

Ad agosto, i dipendenti della sede di Caracas del canale televisivo Globovisión sono stati aggrediti da uomini armati. Sono stati lanciati candelotti di gas lacrimogeni e una guardia di sicurezza è stata picchiata. Globovisión era da più parti considerato contrario alle politiche del governo. A gennaio, la Corte interamericana dei diritti umani ha emesso una sentenza che imponeva alle autorità di indagare le denunce di intimidazione e di attacchi fisici e verbali nei confronti del personale di Globovisión. A fine anno non era stata avviata alcuna indagine.

Repressione del dissenso

Esponenti dei partiti politici di opposizione hanno subito vessazioni, minacce e intimidazioni, anche con il ricorso ad accuse penali pretestuose. In diverse occasioni le forze di sicurezza non sono intervenute quando i sostenitori del governo hanno attaccato fisicamente sospetti oppositori.

*A gennaio, attivisti filogovernativi dotati di sbarre di ferro, machete e armi da fuoco sono entrati nel centro culturale Fundación Ateneo di Caracas. Protestavano contro la decisione del centro di organizzare un seminario per commemorare l'anniversario della creazione di Bandera Roja, un partito politico di sinistra opposto al governo. La polizia non è intervenuta.

*A settembre, Julio César Rivas, studente e leader della Gioventù attiva unita del Venezuela, è stato arrestato e accusato di "organizzazione di gruppi armati". È rimasto in un carcere di massima sicurezza per più di due settimane prima di essere rilasciato su cauzione. Stava protestando a Valencia contro la nuova legge sull'istruzione. A fine anno il processo a suo carico non era ancora iniziato.

*Ad agosto, Richard Blanco, prefetto di Caracas e presidente dell'Alleanza della gente coraggiosa, all'opposizione, è stato arrestato insieme a 11 dipendenti pubblici. Stavano protestando contro la nuova legge sull'istruzione, entrata in vigore lo stesso mese. A ottobre, gli 11 dipendenti pubblici sono stati rilasciati in attesa del processo. Nonostante le notizie secondo cui non vi erano prove attendibili a suo carico, a fine anno Richard Blanco rimaneva in carcere in attesa di processo, con accuse di incitamento alla violenza e conseguenti lesioni a un agente di polizia.

Violenza contro donne e ragazze

I progressi nelle indagini e nei procedimenti giudiziari riguardanti casi di violenza domestica hanno continuato a essere lenti. Sono stati istituiti un maggior numero di tribunali e uffici del pubblico ministero preposti a trattare casi di violenza di genere. Tuttavia, il loro numero è rimasto insufficiente per trattare l'elevata quantità dei casi. L'ufficio del pubblico ministero di Caracas ha dichiarato di aver ricevuto oltre 12.000 denunce tra gennaio e agosto e di aver potuto trattarne soltanto la metà.

 

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