Said Abdelrazek, cittadino egiziano convertito al cristianesimo, è stato arrestato il 15 luglio 2025 nella sua casa del Cairo. Dopo nove mesi di carcerazione preventiva arbitraria, è stato rinviato a giudizio con accuse che derivano interamente dalla sua conversione al cristianesimo e dai suoi tentativi di esercitare il suo diritto alla libertà di credo.
Se condannato, rischia l’ergastolo.
Said Abdelrazek è attualmente detenuto nel carcere della Città del decimo Ramadan e la sua salute è gravemente peggiorata. Le condizioni di detenzione sono pessime, il cibo è scarso e le visite dell’avvocato e della famiglia sono fortemente limitate.
Il diritto alla libertà di religione e di credo deve essere garantito.
Le autorità egiziane devono scarcerare Said Abdelrazek immediatamente e senza condizioni.
Pubblico Ministero Mohamed Shawky Ayyad
Cairo, Egitto
E-mail: m.office@ppo.goveg/
X: @EgyptianPPO
Egregio Signor Mohamed Shawky Ayyad,
Le scrivo per esprimere la mia preoccupazione per la detenzione arbitraria del trentenne Said Abdelrazek, musulmano convertito al cristianesimo, perseguitato semplicemente per aver esercitato i suoi diritti umani, compreso il suo diritto alla libertà di religione e di credo.
Nel luglio 2024 Said Abdelrazek è stato espulso dalla Russia all’Egitto, dove gli agenti della Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa) lo hanno arrestato all’arrivo all’aeroporto. Lo hanno portato ad Alessandria, dove è stato sottoposto a sparizione forzata per dieci giorni. Secondo fonti informate, durante questo periodo gli agenti della Nsa lo hanno sottoposto a maltrattamenti e torture tentando di rimuovere i suoi tatuaggi cristiani, provocandogli forti dolori e sanguinamento alle braccia e sospendendolo per ore nella posizione della “crocifissione”.
Prima di essere rimesso in libertà, è stato interrogato sul suo credo e ha subito pressioni rispetto alla sua conversione e con l’obiettivo di ottenere informazioni su altre persone convertite.
Nel luglio 2025 le forze di sicurezza hanno arrestato Said Abdelrazek nella sua casa del Cairo dopo che aveva cercato vie legali per cambiare la religione sui suoi documenti di identità in modo che riflettessero la sua fede cristiana. È stato poi interrogato dalla Procura suprema per la sicurezza dello stato, che lo ha accusato della “fondazione e direzione di un gruppo in violazione della legge”, “finanziamento di un gruppo con l’obiettivo di commettere crimini”, “disprezzo per l’essenza divina [di Dio]” e “pubblicazione di contenuti che danneggiano la religione islamica”.
Nell’aprile 2026 Said Abdelrazek è stato rinviato a giudizio con accuse che derivano interamente dalla sua conversione al cristianesimo e dai suoi tentativi di esercitare il suo diritto alla libertà di credo. Rischia l’ergastolo. I suoi diritti a un equo processo sono stati violati, compreso il suo diritto a una difesa adeguata. Le autorità penitenziarie della Città del decimo Ramadan gli negano un adeguato accesso al suo avvocato, che ha potuto fargli visita solo una volta nel gennaio 2026.
La salute di Said Abdelrazek è gravemente peggiorata dopo la sua ingiusta carcerazione. Secondo la sua fidanzata, soffre di forti dolori non diagnosticati alla parte bassa della zona lombare e alle vie urinarie. Durante la sua prima udienza in tribunale, nell’aprile 2026, il suo avvocato ha chiesto che un medico lo visitasse urgentemente, ma la sua richiesta è stata respinta. Inoltre, il suo avvocato è riuscito a portargli vestiti invernali, una coperta e articoli per l’igiene solo una volta nel gennaio 2026. Da allora, le autorità penitenziarie hanno vietato alla sua famiglia e ai suoi avvocati di portargli cibo, vestiti e medicine.
La esorto a scarcerare immediatamente e incondizionatamente Said Abdelrazek. In attesa della sua scarcerazione, chiedo che gli sia concesso accesso regolare al suo avvocato e che sia trattenuto in condizioni conformi agli standard internazionali per il trattamento dei detenuti, compreso l’accesso a cibo e assistenza sanitaria adeguati. Devono essere condotte indagini tempestive, indipendenti e imparziali sulle accuse di maltrattamenti e tortura durante la detenzione. Infine, la invito a porre fine alla persecuzione giudiziaria delle persone che esercitano pacificamente la loro fede.
La ringrazio per l’attenzione.
Said Abdelrazek è un cittadino egiziano di 30 anni che si è convertito al cristianesimo nel 2016 dopo aver studiato religioni comparate e dopo anni di riflessione personale. Dopo la sua conversione, le autorità egiziane lo hanno preso di mira attraverso arresti arbitrari e sorveglianza.
Nel 2018 è fuggito in Russia, dove ha chiesto asilo e ha ottenuto lo status di protezione temporanea. Nel 2024 le autorità russe lo hanno espulso in Egitto, violando il principio di non respingimento, che vieta di rimpatriare, estradare o trasferire persone in un paese in cui corrono un rischio reale di persecuzione, tortura o altre gravi violazioni dei diritti umani.
Secondo fonti informate, la sua espulsione è avvenuta in seguito a una condanna emessa in contumacia per “offesa ai sentimenti dei credenti” dopo che aveva condiviso contenuti considerati offensivi per i musulmani.
Said Abdelrazek ha presentato per il momento invano, nel maggio 2024, domanda di visto umanitario per l’Australia . Dopo il suo arresto, nel 2025, la sua fidanzata australiana ha sollecitato un intervento diplomatico urgente. Anche le organizzazioni per i diritti umani hanno esortato il governo australiano ad accelerare la procedura per ottenere il visto e a fare pressione sulle autorità egiziane affinché lo scarcerino immediatamente.
Said Abdelrazek è attualmente detenuto nel carcere della Città del decimo Ramadan. Amnesty International ha ampiamente documentato condizioni di detenzione crudeli e disumane in uella prigione. Tutti i detenuti sono privati della luce solare perché non è loro consentito di fare esercizio fisico quotidiano all’aperto e molti sono confinati nelle loro celle per 23 ore al giorno, con un massimo di un’ora di esercizio in un corridoio all’interno dell’edificio. Anche le visite sono fortemente limitate a soli 20 o 30 minuti una volta al mese, ma ad alcuni detenuti vengono negate del tutto.
Le famiglie delle persone detenute hanno inoltre segnalato perquisizioni corporali invasive da parte delle guardie e ispezioni antigieniche del cibo portato dalle famiglie, che rimane la principale fonte di nutrimento a causa della scarsa qualità e delle porzioni insufficienti dei pasti carcerari.
Il Patto internazionale sui diritti civili e politici, ratificato dall’Egitto, tutela il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, che comprende il diritto di scegliere o sostituire la propria religione. Le minoranze religiose, tra cui la comunità copta cristiana, la comunità musulmana sciita e la comunità baha’i, subiscono costantemente discriminazioni nella legge e/o nella prassi in Egitto. Le persone appartenenti alle minoranze religiose, le atee e le altre che non aderiscono a convinzioni religiose riconosciute dallo stato subiscono minacce e molestie, tra cui convocazioni e interrogatori indebiti da parte dei servizi di sicurezza, nonché procedimenti giudiziari per accuse vaghe “di vilipendio delle religioni”.
Negli ultimi mesi le autorità egiziane hanno intensificato la repressione contro le persone che non sposano credenze riconosciute dallo stato, ad esempio prendendo di mira chi discute di questioni religiose online, in violazione degli obblighi internazionali del paese in materia di diritti umani. Tra la metà di luglio 2025 e il 1° gennaio 2026, le forze di sicurezza hanno arrestato almeno 29 persone in sei governatorati a causai di contenuti online che divergevano dalle narrazioni religiose riconosciute dallo stato: almeno quattro detenuti hanno denunciato torture dopo l’arresto e almeno undici di essere stati privati di assistenza legale durante l’interrogatorio. Uno di loro è morto in custodia.
Le persone cristiane nate musulmane in Egitto subiscono da tempo persecuzioni da parte del governo. Tutte le persone di nazionalità egiziana di età superiore ai 16 anni devono avere sempre con sé i numeri di identificazione nazionale richiesti per accedere all’istruzione superiore, all’assistenza sanitaria, al lavoro e per svolgere qualsiasi transazione amministrativa e finanziaria. Le autorità egiziane negano da tempo ai baha’i, alle persone convertite dall’islam al cristianesimo e ad altri gruppi religiosi il riconoscimento legale e il rilascio di documenti di identità.