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Il 2 marzo 2026 Yanar Mohammed, 66 anni, è stata ferita a colpi d’arma da fuoco all’esterno della sua abitazione nella zona settentrionale di Baghdad, la capitale irachena, ed è poi deceduta dopo il ricovero. Il primo ministro Mohamed Shi’a al-Sudani ha ordinato il giorno stesso l’apertura di un’indagine.

Yanar Mohammed aveva co-fondato l’Organizzazione per la libertà delle donne in Iraq, uno dei più importanti gruppi per i diritti umani delle donne del paese, di cui era direttrice.
Amnesty International ha denunciato più volte assassini e tentati omicidi di donne impegnate in favore dei diritti umani, in particolare dalle proteste di Tishreen (“Ottobre”) del 2019.
Negli ultimi due anni le attiviste irachene per i diritti delle donne sono al centro di campagne di diffamazione e ricatti, soprattutto dopo che hanno protestato contro gli emendamenti alla Legge sullo statuto personale entrati in vigore nel febbraio 2025.
“Yanar Mohammed ha dedicato tutta a sua vita a difendere i diritti delle donne. Il suo assassinio è un attacco premeditato al movimento delle persone che difendono i diritti umani, soprattutto contro coloro che si occupano dei diritti delle donne. Le autorità irachene devono fermare questi attacchi mirati, spezzare il ciclo dell’impunità che li ha consentiti e prendere provvedimenti contro le campagne diffamatorie che mettono in pericolo le attiviste. Chiediamo che l’indagine ordinata sull’omicidio di Yanar Mohammed sia rapida, approfondita, indipendente e imparziale e che consenta di sottoporre a processo i responsabili”, ha dichiarato Razaw Salihy, ricercatrice di Amnesty International sull’Iraq.