Ddl antisemitismo: il testo proposto al Senato

2 Marzo 2026

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A seguito dell’adozione, da parte della Commissione affari costituzionali del Senato, del ddl n.1004 contenente disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, Amnesty International Italia ha reso noto questo commento:

“In primo luogo, è preoccupante che tutte le attività e misure della legge rimangano ancorate alla definizione operativa dell’Alleanza internazionale per il ricordo dell’Olocausto (Ihra), inclusi i suoi indicatori. In pratica, il ddl fa della definizione dell’Ihra – che gli stessi estensori hanno invitato a non trasformare in legge e a non utilizzare in contesti di formazione universitaria visto il rischio che si trasformi in strumento di censura e di repressione – il punto di riferimento per interventi nell’ambito culturale ed educativo, per il monitoraggio, per le misure atte a contrastare la diffusione di un linguaggio antisemita sulle piattaforme social e per ulteriori ambiti applicativi. Le iniziative di formazione riguardano anche le forze di polizia, le forze armate, il personale prefettizio e la magistratura e le attività associative sportive, estendendo di fatto la definizione dell’Ihra all’interezza della vita civile e alle istituzioni dello stato come strumento di formazione e monitoraggio, creando una situazione senza precedenti”.

“È utile ricordare che, sulla base di tale definizione, le attuali attività di monitoraggio già qualificano il movimento Boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (Bds) come una forma di lotta antisemita contro Israele. Allo stesso modo, sempre in base alla definizione dell’Ihra, vengono ricondotti tra le matrici del cosiddetto antisemitismo moderno anche alcuni rapporti critici sulle politiche israeliane, tra cui il rapporto di Amnesty International sulle violazioni della Convenzione sul Genocidio da parte dello stato di Israele nella Striscia di Gaza e quello sulle pratiche di discriminazione razziale e di apartheid messe in atto dallo stato di Israele nei confronti della popolazione palestinese sotto il suo controllo”.

“Siamo anche preoccupati dal fatto che il testo proposto inquadri l’antisemitismo in una logica securitaria, in base alla quale il dissenso – espresso ad esempio durante le manifestazioni contro le politiche del governo d’Israele – rischia di essere trattato come minaccia alla sicurezza nazionale. Già oggi la strategia nazionale definisce l’antisemitismo in questi termini, equiparandolo al terrorismo. Questo approccio rischia di criminalizzare qualsiasi azione di sensibilizzazione contro l’apartheid, l’espansione illegale degli insediamenti e il genocidio perpetrati dal governo israeliano contro la popolazione palestinese”.