Fiorella Mannoia vince il Premio Amnesty Italia 2012 con 'Non è un film', il brano scritto da Frankie HI-NRG - Amnesty International Italia

Fiorella Mannoia vince il Premio Amnesty Italia 2012 con ‘Non è un film’, il brano scritto da Frankie HI-NRG

19 aprile 2012

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‘Non è un film’, la canzone di Fiorella Mannoia scritta da Frankie HI-NRG e con lui interpretata, ha vinto la decima edizione del Premio Amnesty Italia, indetto nel 2003 dalla Sezione Italiana di Amnesty International e dall’Associazione culturale Voci per la Libertà per premiare il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell’anno precedente.

Gli altri brani in concorso erano ‘Sono cool questi Rom’ di Assalti frontali, ‘Un paese cortigiano’ di Bandabardò, ‘L’impiccata’ di Cesare Basile, ‘Non siete Stato voi’ di Caparezza, ‘Brigantessa’ di Teresa De Sio, ‘La donna di plastica’ di Simona Molinari, ‘Fuori controllo’ dei Negrita, ‘Crudo’ di Susanna Parigi e ‘Io danzo’ di Jovanotti.

Nelle scorse edizioni il premio era stato assegnato a ‘Il mio nemico’ di Daniele Silvestri, ‘Pane e coraggio’ di Ivano Fossati, ‘Ebano’ dei Modena City Ramblers, ‘Rwanda’ di Paola Turci, ‘Occhiali rotti’ di Samuele Bersani, ‘Canenero’ dei Subsonica, ‘Lettere di soldati’ di Vinicio Capossela, ‘Mio zio’ di Carmen Consoli e ‘Genova brucia’ di Simone Cristicchi.

Fiorella Mannoia verrà premiata sul palco di Rosolina Mare (Rovigo) domenica 22 luglio, nel corso della serata finale della XV edizione di Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, festival che inizierà il 19 luglio.

‘Ho sempre appoggiato le cause promosse da Amnesty International e ricevere questo premio mi onora’ – ha dichiarato Fiorella Mannoia. ‘Quando ho contattato Frankie per questo mio ultimo progetto intitolato ‘Sud’ gli ho fatto una richiesta ben precisa, volevo che toccasse il tema dell’immigrazione, ne parlammo e ci scambiammo le nostre idee. Concordavamo sul fatto che stiamo vivendo un momento storico molto delicato, in cui una parte del paese, non tutto per fortuna, si lascia influenzare dal terrorismo delle parole (non meno pericoloso del terrorismo delle armi) di una parte della politica che per meri fini di propaganda elettorale usa gli immigrati, non avendo altri argomenti, per diffondere l’antico germe dell’odio razziale, mettendo in pratica l’antica tattica del ‘divide et impera’, dimenticando (o meglio, facendo finta di dimenticare) che tutto il benessere dell’Occidente poggia sulle spalle di interi paesi del Sud del mondo, Africa in testa, saccheggiati da una politica predatoria della quale tutti i governi sono responsabili’.

‘L’Europa, gli Stati Uniti e ora anche la Cina’ – ha proseguito Fiorella Mannoia – ‘si spartiscono, oggi come ieri, le risorse di interi popoli, derubandoli indisturbati di tutte le materie prime, cibo compreso. Tutti intenti a ‘divorare a sazietà ma pronti a lamentarsi della puzza della varia umanità che ci occorre, ci soccorre e ci sostenta’. Ma di questi argomenti naturalmente la politica non parla. Sapevo che Frankie sarebbe andato al cuore del problema in maniera diretta, come lui sa fare, e non mi sbagliavo, ha scritto quello che io stessa avrei voluto dire e lo ha fatto molto meglio di quanto avrei saputo fare io stessa. Grazie Amnesty…di cuore’.

‘Scegli da che parte stare: questo appello a chi ascolta il brano ‘Non è un film’ riassume in parole semplici e incisive tutte le campagne di Amnesty International’ – ha affermato Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia. ‘Una grande artista, Fiorella Mannoia, ha scelto di stare dalla parte di chi vede violati i suoi diritti umani, con una canzone scritta in modo essenziale ed efficace da Frankie HI-NRG che va direttamente al cuore di una società nella quale tutte le informazioni sono disponibili e tutto il mondo è interconnesso, ma la grande maggioranza delle persone non si sente coinvolta in quello che è responsabilità di tutti’.

‘Questo brano racconta la fuga di chi spera di salvarsi da persecuzione e sofferenza attraversando il Mediterraneo a bordo di un’imbarcazione precaria’ – ha aggiunto Christine Weise. ‘È la vita vera di giovani cittadini africani che cercano umanità e protezione e trovano spesso razzismo e propaganda. I 1500 morti del 2011, annegati in mare sulla via verso l’Europa, non sono un film, sono veri anche loro. E sono vere le migliaia di vittime della tratta sulle strade italiane, costrette alla prostituzione e accolte come ‘carne fresca’ da clienti che chiudono gli occhi davanti alla propria complicità nel mercato delle schiave. Con grande gioia Amnesty International conferisce il Premio Amnesty Italia 2012 a Fiorella Mannoia, che ringraziamo di aver scelto di stare dalla parte dei diritti umani e di comunicare questa scelta tramite la sua arte’.

La canzone vincitrice è stata scelta da una giuria specializzata comprendente Giò Alajmo (Il Gazzettino), Roberta Balzotti (Rai), Luca Barbieri (Corriere del Veneto), Alessandro Besselva Averame (Il Mucchio), Francesca Cheyenne (RTL 102.5), Ugo Coccia (Rai International), Gianmaurizio Foderaro (Radio 1), Giorgio Galleano (Rai 3), Federico Guglielmi (Il Mucchio, Audioreview), Michele Lionello (Voci per la Libertà), Enrico Maria Magli (Radio 1, Deejay TV), Carlo Mandelli (Ansa, QN Quotidiano Nazionale, Il Giorno), Riccardo Noury (Amnesty International), Andrea Riscassi (Tgr, Annaviva), Giordano Sangiorgi (Meeting degli Indipendenti), Renzo Stefanel (Rockit), Christine Weise (Amnesty International) e Savino Zaba (Rai 1, Radio 2).

FINE DEL COMUNICATO                                                                                      Roma, 20 aprile 2012

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