Giustizia per le vittime del naufragio di Cutro

25 Febbraio 2026

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Nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, intorno alle 4.30, un’imbarcazione di legno, la “Summer Love”, è stata travolta dalle onde e distrutta a pochi metri dalla riva di Steccato di Cutro, in Calabria. A bordo c’erano 180 persone, imbarcatesi a Çeşme, in Turchia, il 22 febbraio. Il loro viaggio però era iniziato da più lontano: Afghanistan, Iran, Pakistan, Palestina, Siria e Somalia.

Al naufragio sono sopravvissute meno di 80 persone, mentre le morti accertate sono state 94, tra cui 34 minorenni.

Cosa è successo la notte tra il 25 e 26 febbraio 2023

Secondo le ricostruzioni, alle 22:26 del 25 febbraio un aereo di sorveglianza gestito dall’agenzia europea Frontex ha avvistato la “Summer Love” nell’area di ricerca e soccorso italiana e ne ha dato comunicazione al centro di coordinamento internazionale dell’operazione Themis, al ministero dell’Interno italiano e al centro di coordinamento del soccorso marittimo italiano (Mrcc). Frontex non ha segnalato criticità, ma ha avvisato circa la plausibile presenza di persone sottocoperta e l’assenza di giubbotti di salvataggio visibili.

Secondo quanto riportato dai mezzi d’informazione, nelle prime ore del 25 febbraio l’Mrcc ha ricevuto informazioni circa un “mayday” lanciato da un’imbarcazione proveniente dalla stessa rotta della “Summer Love” e di conseguenza ha inviato una richiesta di soccorso a tutte le navi presenti nella zona. Intorno alle 2.20, due motoscafi della Guardia di finanza italiana sono usciti per cercare la nave ma sono rientrati circa un’ora dopo affermando di non poter continuare le ricerche a causa delle condizioni metereologiche avverse. In quegli istanti, la barca è stata travolta dalle onde e decine di persone sono annegate.

Poco dopo i drammatici fatti, il tribunale di Crotone ha aperto un’inchiesta per favoreggiamento dell’ingresso irregolare, disastro, omicidio colposo e altri reati. Sono state arrestate quattro persone che si riteneva avessero condotto l’imbarcazione.

La procura di Crotone ha aperto un’indagine anche sulle responsabilità istituzionali, a partire dai mancati soccorsi.

Il processo

Il 30 gennaio 2026 si è tenuta a Crotone la prima udienza contro sei funzionari della Guardia costiera e della Guardia di finanza, accusati di non aver avviato operazioni di soccorso che avrebbero potuto prevenire il naufragio.

Oltre 50 persone sopravvissute e i familiari delle vittime si sono costituiti parte civile, insieme a numerose organizzazioni non governative impegnate in operazioni di ricerca e soccorso in mare. Amnesty International Italia segue il processo in qualità di osservatrice. In questa pagina aggiorneremo costantemente sull’andamento delle nostre osservazioni.