Giustizia per Stefano - Amnesty International Italia

Giustizia per Stefano

14 gennaio 2019

Tempo di lettura stimato: 3'

Intervista a Ilaria Cucchi

Le dichiarazioni del carabiniere Francesco Tedesco hanno finalmente abbattuto il muro di menzogne e depistaggi riguardo alla morte di Stefano, confermando quella verità che non era stata ancora provata in un’aula giudiziaria. Come ti sei sentita quando hai saputo di questa svolta nel processo?

È stato un momento importante e molto forte dal punto di vista emotivo. Un punto di svolta che ha confermato quello che avevo sempre saputo. Se in tutti questi anni avessi avuto il minimo dubbio di non avere ragione, non avrei intrapreso questa battaglia. Finalmente è stato dimostrato che la famiglia Cucchi non aveva torto e che questi nove anni di vita spesi nella ricerca di giustizia, anni che avrebbero devastato chiunque, non sono stati buttati. Probabilmente per arrivare fin qui oggi, e quindi alla verità, doveva succedere tutto ciò. Tutti in quelle aule hanno sempre saputo qual era la verità. E finalmente oggi è entrata anche nelle parole di uno dei protagonisti nelle aule di giustizia. Emotivamente è stato un impatto fortissimo: nelle parole del carabiniere Tedesco vedo la sofferenza di mio fratello. Tedesco descrive dettagliatamente quello che hanno fatto a Stefano; parla di calci, di spinte e di un rumore fortissimo che ha sentito quando Stefano è caduto a terra e cioè il rumore della sua testa che sbatteva. E descrive Stefano sotto shock dopo il pestaggio. Penso a tutti coloro che per anni hanno raccontato che Stefano era scontroso e maleducato. Penso al pubblico ministero Francesca Loi, che iniziò la sua arringa finale dicendo che Stefano Cucchi era un cafone maleducato. Penso a quante ne abbiamo mandate giù, come se fossimo stati la mia famiglia e io ad aver sbagliato.

Cosa succederà adesso e cosa ti aspetti dalle istituzioni?

Adesso si va verso la verità. Mi aspetto che ora le istituzioni vadano avanti non solo rispetto alla verità sul pestaggio di Stefano ma anche sui meccanismi delle coperture interne che per anni sono state garantite e che hanno permesso che la verità di quella notte non emergesse. Le istituzioni oggi hanno il dovere di battersi al nostro fianco anche per riaffermare il loro ruolo e il loro onore. Esiste la parte buona e pulita delle istituzioni e questa deve emergere.

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