Iran: la Nobel per la pace Mohammadi è in pericolo di vita

2 Aprile 2026

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Il 24 marzo, secondo quanto riferito da una fonte informata, la difensora dei diritti umani iraniana e premio Nobel per la pace 2023 Narges Mohammadi sarebbe stata trovata priva di sensi nella prigione di Zanjan, con gli arti freddi, intorpidita e con gli occhi rovesciati. Secondo il medico della prigione, probabilmente si è trattato di un infarto. Nonostante tutto ciò, è stato negato il trasferimento in ospedale.

 

Libertà per Narges Mohammadi

 

Il 29 marzo, dopo averla incontrata, i suoi avvocati hanno riferito che Mohammadi ha perso molto peso e appare emaciata. Gli agenti penitenziari le avrebbero negato cure mediche necessarie per il dolore al petto, i forti mal di testa, la nausea, il vomito, la vista sdoppiata, le oscillazioni della pressione arteriosa, gli svenimenti e altri sintomi.

Mohammadi ha dichiarato che le sue condizioni di salute sono peggiorate dopo il violento arresto avvenuto nella città di Mashhad nel dicembre 2025, quando è stata sottoposta a tortura e trattamenti disumani, tra i quali continui colpi alla testa che le hanno causato sanguinamento e lasciato segni visibili per i tre mesi successivi.

L’8 febbraio Mohammadi è stata condannata a sei anni di carcere per “raduno e collusione contro la sicurezza nazionale” e a un ulteriore anno e mezzo per “propaganda contro il regime della Repubblica islamica”, seguiti da due anni di esilio interno nella città di Khusf e da due anni di divieto di espatrio. Due giorni prima Mohammadi aveva perso conoscenza mentre era trattenuta nel centro di detenzione del ministero dell’Intelligence a Mashhad ed è stata traferita all’ospedale di Razavi, dove uno specialista ha raccomandato che le venisse fatta un’angiografia.

L’esame non è stato mai effettuato.

Anzi, il 10 febbraio Mohammadi è stata trasferita nella prigione di Zanjan, dove da allora è detenuta insieme a persone condannate per omicidio e altri crimini violenti: una prigione che rischia di essere colpita dai bombardamenti statunitensi e israeliani. Mohammadi stessa ha dichiarato che dal carcere si sentono le esplosioni, il che non può che aumentare lo stress cui è sottoposta e mettere ulteriormente a rischio la sua salute già fragile.

Amnesty International chiede alle autorità iraniane la scarcerazione immediata e senza condizioni di Narges Mohammadi. In attesa della sua liberazione, le devono essere fornite cure mediche specialistiche in un ospedale esterno alla prigione.

Amnesty International continua inoltre a chiedere alle autorità di spostare, per quanto possibile, tutti i detenuti e le persone civili dai luoghi vicini a obiettivi militari, scarcerare tutte le persone detenute arbitrariamente e garantire la scarcerazione per motivi umanitari agli altri detenuti.