Israele fermi gli attacchi contro il sistema sanitario in Libano

19 Marzo 2026

Foto di Adri Salido/Getty Images

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Dal 2 marzo 2026 decine di operatori sanitari e soccorritori sono stati uccisi in Libano in un crescendo di attacchi delle forze israeliane che sostengono, senza fornire prove, che le ambulanze e le strutture sanitarie sono usate per scopi militari e dunque possono essere colpite.

“Israele sta riproponendo lo stesso copione mortale del 2024, quando in Libano uccise decine di operatori sanitari e devastò le strutture mediche”, ha dichiarato Kristine Beckerle, vicedirettrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.

“All’epoca, attraverso le nostre ricerche, denunciammo quegli attacchi illegali chiedendo che venissero indagati come crimini di guerra. Su questi, come su quelli ripetuti e altrettanto illegali contro le strutture mediche e gli operatori sanitari nella Striscia di Gaza, parti di un più ampio schema di devastazione dei servizi essenziali, non c’è ancora stato alcun accertamento delle responsabilità. Ora, di nuovo, vediamo la storia ripetersi in Libano”, ha proseguito Beckerle.

“Gli operatori sanitari rischiano la loro vita per salvare quelle altrui; agli ospedali, alle altre strutture mediche e alle ambulanze il diritto internazionale umanitario conferisce uno status specifico di protezione. Lanciare accuse secondo le quali si usano per scopi militari senza fornire prove non giustifica in alcun modo trattare gli ospedali, le strutture mediche o le ambulanze come campi di battaglia e il personale medico e paramedico come bersaglio. Il diritto internazionale umanitario obbliga le parti in conflitto a garantire l’applicazione del principio di distinzione tra obiettivi militari e obiettivi civili”, ha aggiunto Beckerle.

“Gli ospedali e i mezzi sanitari di trasporto perdono la loro protezione solo se vengono usati per azioni considerate ‘dannose per il nemico’ e persino in tale circostanza possono essere colpiti solo se non è stato dato seguito a un preavviso che desse tempo sufficiente per evacuare pazienti e personale. Un attacco contro una struttura medica che ha perso il suo status di protezione deve comunque rispettare le norme di precauzione, distinzione e proporzionalità e considerare attentamente gli effetti avversi contro le persone civili, quelle ammalate e quelle ferite”, ha sottolineato Beckerle.

“Il diritto internazionale umanitario non prevede che le persone civili, compresi gli operatori sanitari, perdano il loro status di protezione semplicemente sulla base della loro affiliazione. Di conseguenza, gli attacchi diretti contro il personale medico e coloro che fanno parte della difesa civile per il mero fatto che lavorano per istituzioni legate a Hezbollah sono rigorosamente vietati. Attaccare intenzionalmente personale medico che sta svolgendo compiti umanitari è una grave violazione del diritto internazionale umanitario e può costituire un crimine di guerra”, ha rimarcato Beckerle.

“Tutte le parti in conflitto devono rispettare i loro obblighi giuridici di proteggere sempre i civili, il personale sanitario, i pazienti e le strutture mediche. La protezione dell’assistenza sanitaria non è un optional ma una norma di guerra vincolante”, ha concluso Beckerle.

Ulteriori informazioni

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in Libano tra il 2 e il 15 marzo 2026 sono stati registrati 28 attacchi alle strutture mediche, che hanno causato 30 morti e 35 feriti.

Il ministero della Sanità libanese ha dichiarato che alla data del 16 marzo 2026 erano stati uccisi 40 operatori sanitari e ne erano stati feriti altri 96. Questi numeri comprendono operatori sanitari affiliati all’Associazione medica islamica, un’istituzione civile legata ad Hezbollah che fornisce cure mediche e servizi di emergenza in collaborazione col ministero della Sanità, all’Associazione scoutistica islamica “Risala” e, in un caso, alla Croce rossa libanese. Sempre secondo il ministero della Sanità, cinque ospedali sono stati costretti a chiudere.

Recentemente il portavoce militare dell’esercito israeliano Avichay Adraee ha dichiarato, similmente a quanto affermato nel 2024, che le ambulanze e le strutture mediche del Libano vengono usate per scopi militari. Il ministero della Sanità libanese ha respinto l’accusa.

Amnesty International aveva svolto indagini su quattro attacchi israeliani contro strutture e veicoli sanitari avvenuti in Libano tra il 3 e il 9 ottobre 2024, che avevano causato 19 morti e 13 feriti tra gli operatori sanitari. L’organizzazione non aveva riscontrato prove che gli obiettivi o il personale colpiti fossero usati per scopi militari o per compiere azioni dannose per il nemico e aveva chiesto che venissero indagati come crimini di guerra.