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Amnesty International ha dichiarato che gli attacchi israeliani contro le filiali di al-Qard al-Hassan, un istituto finanziario libanese di microcredito legato ad Hezbollah, devono essere indagati come crimini di guerra in quanto non diretti contro legittimi obiettivi militari ai sensi del diritto internazionale.
Il 2 marzo 2026 l’esercito israeliano ha annunciato che avrebbe colpito tutte le filiali di al-Qard al-Hassan in Libano. Il 10 marzo ha fatto sapere di averne colpite “una trentina”.
Molte filiali di al-Qard al-Hassan si trovano in edifici residenziali o in quartieri affollati. Gli attacchi contro i quartieri meridionali di Beirut e nella valle della Bekaa hanno distrutto strutture usate da decine di migliaia di civili per accedere a servizi finanziari, compresi prestiti per pagare rette scolastiche e cure mediche o per acquistare mezzi di trasporto per andare al lavoro.
“Ancora una volta Israele pare aver stabilito che etichettare qualcosa o qualcuno come affiliato a Hezbollah – operatori sanitari, case nei villaggi di frontiera o istituti finanziari che siano – lo renda automaticamente un bersaglio. Questo è sbagliato”, ha dichiarato Heba Moratef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord.
“Accuse di relazioni finanziarie di per sé non trasformano un civile o un edificio civile in un obiettivo militare. Distinguere tra obiettivi civili e obiettivi militari è una pietra angolare del diritto internazionale umanitario. Hezbollah è un soggetto sia politico che militare ma gestisce anche servizi e istituzioni benefiche in cui lavora personale civile”, ha aggiunto Morayef.
L’Associazione al-Qard al-Hassan è da tempo uno dei principali istituti di microcredito del Libano e opera come organizzazione non governativa riconosciuta dal governo libanese dal 1987. Non ha l’autorizzazione da parte della Banca centrale del Libano ad operare come istituzione finanziaria. Dal 2007 è colpita da sanzioni statunitensi basate sui legami con Hezbollah. Nel luglio 2025 la Banca centrale libanese ha ordinato alle istituzioni finanziarie da essa autorizzate a cessare ogni rapporto con soggetti privi di autorizzazione e sottoposti a sanzioni estere.
Il diritto internazionale umanitario tutela gli obiettivi civili, che comprendono anche gli istituti finanziari, a differenza degli obiettivi militari che possono essere legittimamente colpiti: questi ultimi sono definiti come obiettivi che danno un reale contributo all’azione militare e la cui distruzione, cattura o neutralizzazione nelle circostanze del momento offrono un concreto vantaggio militare.
Amnesty International non ha riscontrato prove da parte delle autorità israeliane che le filiali di al-Qard al-Hassan soddisfacessero tali criteri.
Nelle sue comunicazioni in cui annunciava gli attacchi, l’esercito israeliano non ha dichiarato che le filiali di al-Qard al-Hassan venissero usate in quel momento per contribuire direttamente a un’azione militare. Il 2 marzo il portavoce in lingua araba delle forze armate israeliane ha scritto su X che al-Qard al-Hassan “usa somme depositate da civili per fornire servizi a Hezbollah e ai suoi operativi a scopo di terrorismo”. Il 9 marzo sempre il portavoce ha descritto al-Qard al-Hassan come “infrastruttura terrorista” ed “elemento centrale nel finanziamento delle attività terroriste di Hezbollah che danneggiano l’economia libanese al servizio di interessi iraniani”.
Anche se queste dichiarazioni fossero vere, gli edifici che ospitavano tali uffici non perderebbero le tutele per loro previste dal diritto internazionale umanitario.
Il 21 ottobre 2024 l’esercito israeliano annunciò di aver colpito “quasi 30” filiali a Beirut e nei suoi sobborghi meridionali, nel sud del Libano e nella valle della Bekaa. Amnesty International chiese che quegli attacchi venissero indagati come crimini di guerra.
Nel dicembre 2024, dopo che era stato dichiarato il cessate il fuoco, al-Qard al-Hassan ha annunciato la riapertura di 16 filiali. A seguito dei recenti attacchi, alcune di queste filiali non sono state distrutte ma non sono più operative.
Le filiali di al-Qard al-Hassan sono state colpite in due serie di attacchi israeliani il 2 e il 9 marzo 2026.
Il 2 marzo, intorno alle 13.55, un portavoce dell’esercito israeliano ha annunciato che le sue forze stavano avviando “attacchi contro infrastrutture appartenenti ad al-Qard al-Hassan di Hezbollah” e ha ordinato agli abitanti di 18 zone identificate e situate entro un raggio di 300 metri di evacuare immediatamente. Tra le 13.55 e le 14.30 il portavoce ha diffuso una serie di mappe in tal senso, più un’immagine che univa le 18 zone.
Singoli ordini di evacuazione sono stati emessi per Borj al-Barajneh, un quartiere di Beirut sud; per tre luoghi di Labweh, Ain Bourdat e Housh al-Ghanam nella regione di Baalbeck; per altri luoghi nelle zone di Bednayel ed Hermel; e ancora per luoghi a Tyre/Sour, Mashghara, Deir Qanun al-Nahr, Bint Jbeil, Qana, Maaroub, Nabatieh al-Tahta, Deir al-Zahrani, al-Sultaniya, Toul e Habboush.
Pochi minuti dopo le 16 sono iniziati gli attacchi. Alla 19.38 il portavoce dell’esercito israeliano ha annunciato la fine dichiarando che gli obiettivi erano stati colpiti a causa delle attività finanziarie di al-Qard al-Hassan a sostegno di Hezbollah.
Immagini verificate dall’Evidence Lab di Amnesty International mostrano il momento in cui una munizione lanciata da un aereo colpisce un edificio di tre piani in una zona residenziale e commerciale di Tyre/Sour. Immagini successive mostrano l’edificio distrutto e, di fronte, un centro commerciale con parecchi danni a un supermercato, a un ristorante e a una farmacia.
A meno di due chilometri di distanza è stato distrutto un palazzo di 11 piani, situato di fronte a una scuola elementare.
Dopo gli ordini di evacuazione di massa emessi più volte il 5 marzo e poi il 7 marzo riguardanti quattro grandi quartieri di Beirut sud, le forze israeliane hanno ripetutamente colpito più zone di quei quartieri, senza emettere preavvisi specifici.
Alle 10.49 del 9 marzo un portavoce dell’esercito israeliano ha annunciato ulteriori quattro attacchi contro filiali di al-Qard al-Hassan, questa volta dando un preavviso ma riferito unicamente a “infrastrutture terroriste dell’Associazione al-Qard al-Hassan” nei quartieri meridionali di Beirut, senza indicare zone specifiche o fornire mappe.
Due ore dopo Israele ha colpito oltre una dozzina di edifici, alcuni dei quali ospitavano filiali di al-Qard al-Hassan.
Dopo il collasso finanziario ed economico del 2019, le banche libanesi hanno ripetutamente rifiutato ai correntisti di accedere ai loro conti o hanno semplicemente chiuso i battenti. Pertanto, anche persone non appartenenti alla comunità sciita hanno iniziato a usare i servizi di al-Qard al-Hassan, ottenendo tra l’altro prestiti senza interesse giacché l’Islam vieta di prestare denaro in cambio di un interesse.
Il 2 marzo 2026 Hezbollah ha lanciato una serie di attacchi contro Israele in risposta all’uccisione, in un attacco israelo-statunitense, della Guida suprema iraniana Ali Khamenei. Allora, l’esercito israeliano ha annunciato su X l’avvio dell’operazione “Ruggito del leone” portando a termine nei giorni successivi centinaia di attacchi in Libano ed emanando una serie di ordini di evacuazione di massa.
Hezbollah ha proseguito a lanciare razzi contro Israele su base quotidiana. Nel 2024 Amnesty International aveva denunciato l’uso, da parte di Hezbollah, di munizioni intrinsecamente inaccurate nei suoi attacchi contro Israele.
Secondo il monitoraggio effettuato a partire dal 28 febbraio 2026 da Amnesty International sui mezzi d’informazione e sui canali Telegram israeliani, in Israele gli attacchi iraniani hanno causato almeno 12 vittime civili.
L’Unità libanese di gestione dei disastri ha riferito l’11 marzo che 634 persone, minorenni incluse, erano state uccise dagli attacchi israeliani e 816.700 risultavano sfollate.