L’Italia dovrebbe arrestare l’ex generale israeliano Winter

24 Marzo 2026

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La Hind Rajab Foundation ha depositato un esposto presso la Procura di Roma chiedendo al ministro della Giustizia Nordio di intervenire per permettere alla giustizia italiana di arrestare e indagare il sospetto criminale di guerra Ofer Winter, un ex generale dell’esercito israeliano atteso – secondo dettagliate fonti di stampa – a Paestum il 31 marzo per un pacchetto-vacanze, organizzato da un’agenzia israeliana che non ha mai smentito il suo arrivo.

Secondo quanto riferito dalla Hind Rajab Foundation, durante la campagna militare israeliana nella Striscia di Gaza del 2014, Winter – all’epoca a capo della Brigata Givati dell’esercito israeliano – è responsabile di crimini previsti dallo Statuto di Roma della Corte penale internazionale. In particolare, il generale Winter ha presieduto ad attacchi intenzionali contro obiettivi civili e edifici non militari tra cui città, villaggi, abitazioni, luoghi religiosi, scuole, ospedali e monumenti storici, sapendo che tali attacchi avrebbero causato perdite civili, danni eccessivi o gravi e duraturi danni all’ambiente naturale.

Inoltre, durante l’attuale genocidio nella Striscia di Gaza, in cui ha preso parte alle operazioni militari come volontario riservista, Winter ha dichiarato: “L’obiettivo finale deve essere: nessun palestinese a Gaza”.

Nel 1967 l’Italia, che è parte della Convenzione contro il genocidio del 1948, ha approvato una legge sul crimine di genocidio e sulla sua punibilità, che all’articolo 8 afferma: “Chiunque pubblicamente istiga a commettere alcuno dei delitti preveduti negli articoli da 1 a 5 [inclusa la deportazione a fini di genocidio], è punito, per il solo fatto della istigazione, con la reclusione da tre a dodici anni. La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l’apologia di alcuno dei delitti preveduti nel comma precedente.”

L’Italia, inoltre, è parte delle Quattro Convenzioni di Ginevra del 1949 e dei loro Protocolli addizionali del 1977 nonché della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984 e ha introdotto nel proprio ordinamento i crimini di guerra e la tortura. Infine, l’Italia ha ratificato lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale, che si fonda sul principio di complementarità tra giurisdizioni interne e Corte penale internazionale.

Alla luce di queste considerazioni le autorità italiane hanno un obbligo morale e giuridico di avviare indagini approfondite finalizzate ad accertare i crimini internazionali eventualmente commessi dall’ex generale Winter con l’obiettivo, qualora le accuse mosse nei suoi confronti risultassero fondate di celebrare nei suoi confronti un processo penale pienamente rispettoso degli standard internazionali in materia.