Morte di Freddie Gray e proteste a Baltimora - Amnesty International Italia

Morte di Freddie Gray e proteste a Baltimora

28 aprile 2015

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A seguito della morte di Freddie Gray e delle successive proteste nella città di Baltimora, Maryland, Steven W. Hawkins, direttore di Amnesty International Usa, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

La morte, che chiama in causa la polizia, di un altro giovane afroamericano non armato ha comprensibilmente suscitato commozione e proteste nelle strade di Baltimora. In attesa dei risultati di un’indagine rapida, imparziale e indipendente sulle circostanze della morte di Freddie Gray, chiediamo alla polizia di Baltimora di esercitare moderazione nel corso delle proteste, dando priorità a metodi non violenti e usando la forza solo quando assolutamente inevitabile e in maniera tale da minimizzare i danni alle persone‘.

Il diritto di protesta e di manifestazione pacifica dev’essere tutelato dalle forze di polizia e non inibito con le intimidazioni e l’uso eccessivo della forza. Gli agenti di polizia hanno il diritto di difendersi e il dovere di proteggere le persone, ma nel reagire alla violenza devono rispettare gli standard internazionali sull’uso della forza. L‘impiego su larga scala di tattiche che comprendono gas lacrimogeni e bombe fumogene non dovrebbe essere preso in considerazione per porre fine ad atti di violenza commessi da una minoranza di persone, quando la maggioranza è pacifica. Tattiche del genere aumentano i rischi nei confronti di tutti i manifestanti‘.

In troppi casi, le leggi statali sull’uso della forza letale sono palesemente generiche e poco chiare, come nel caso del Missouri, o addirittura non esistono, come in Maryland. Continuiamo a chiedere una revisione a livello nazionale delle politiche che governano l’operato delle forze di polizia affinché casi come quello di Freddie Gray non abbiano a ripetersi‘.

FINE DEL COMUNICATO         Roma, 28 aprile 2015

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