Patrick Zaki, udienza aggiornata al 21 giugno

5 Aprile 2022

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Aggiornamento del 5/04/2022 – Il processo che vede coinvolto Patrick Zaki è stato aggiornato al 21 giugno. Continueremo a restare al suo fianco per farlo tornare al più presto in libertà. 

“Si potrebbe chiamare cronaca di un rinvio annunciato l’udienza di oggi perché ben prima che si svolgesse tutti immaginavano o addirittura sapevano che ci sarebbe stato un rinvio. Questa situazione non va bene, Patrick è bloccato nelle maglie di un sistema giudiziario che prima lo ha tenuto per 22 mesi in attesa del processo e ora lo sta trattenendo dentro un processo che non si sa quando finirà” ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

“Patrick ha bisogno, da persona innocente qual è, dopo 26 mesi di tornare alla sua libertà piena, di ricerca, di studio, di movimento e non è possibile che vada ancora così a lungo avanti” ha continuato Noury.

“Ci rassicurerebbe sapere che in questo momento, in cui l’attenzione del mondo è doverosamente concentrata su altro, in qualche ufficio o in qualche stanza della Farnesina si continui a pensare a Patrick Zaki e a cercare soluzioni per farlo tornare al più presto in libertà” ha concluso.


 

Aggiornamento del 24/03/2022 – L’udienza del processo di Patrick Zaki è stata anticipata al 5 aprile. 

 


 

Oggi 1 febbraio è stato reso noto il rinvio al 6 aprile del processo che vede imputato Patrick Zaki, studente egiziano dell’Università di Bologna.

“La notizia del rinvio non è affatto piacevole. Apprendiamo questa decisione con grande rammarico perché speravamo tutti, Patrick in primis, che oggi avrebbe riacquistato la sua libertà. Purtroppo non è stato così”, ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

“Non ci sono dettagli particolari sul motivo di questo ennesimo rinvio, se non, immagino, l’intento di prolungare ancora una volta questo limbo giudiziario che dura da febbraio 2020. Continueremo a stare accanto a Patrick, augurandoci che il tempo che lo separa dal 6 aprile sia un tempo tranquillo, sereno e di studio”, ha continuato Noury.

“Speriamo che l’udienza del 6 aprile possa porre fine a questa vicenda in modo definitivo, perché allora saranno 24 mesi dall’arresto di Patrick e dalla fine di una vita normale che voleva avere a Bologna”, ha concluso.