Premio ambasciatore di coscienza a Keys e popoli nativi

Il premio Ambasciatore della Coscienza ad Alicia Keys e i popoli nativi del Canada

13 aprile 2017

Tempo di lettura stimato: 8'

Il premio Ambasciatore della Coscienza 2017 assegnato ad Alicia Keys e al movimento che lotta per i diritti dei popoli nativi del Canada. La cerimonia di consegna è prevista a Montréal, in Canada, il 27 maggio.

A ritirare il premio sei persone che rappresentano la forza e la diversità del movimento che ha coraggiosamente combattuto per porre fine alla discriminazione e per garantire la sicurezza e il benessere delle famiglie e delle comunità native: Cindy Blackstock, Delilah Saunders, Melanie Morrison, il senatore Murray Sinclair, Melissa Mollen Dupuis e Widia Larivière.

“Il premio Ambasciatore della Coscienza è la più alta onorificenza di Amnesty International, che celebra coloro che hanno mostrato eccezionale leadership e coraggio nella difesa dei diritti umani – ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International –. Sia Alicia Keys che il movimento per i diritti dei nativi canadesi hanno a loro modo contribuito all’ispirazione e sono stati significativi per la promozione dei diritti umani e assicurare opportunità alle generazioni future. Fondamentalmente, ci ricordano di non sottovalutare mai quanto lontano la passione e la creatività ci possano portare nella lotta contro l’ingiustizia”.

Alicia Keys: dalla musica all’attivismo

“Ricevere questo grande onore ed essere insieme al movimento per i diritti degli indigeni è emozionante – ha dichiarato Alicia Keys -. Mi incoraggia a continuare a denunciare contro l’ingiustizia e a richiamare l’attenzione sulle questioni che sono importanti per me.”

La regina del rythm & blues ha sempre intessuto il suo attivismo con la sua arte. Nella sua vasta attività filantropica ha co-fondato Keep A Child Alive (KCA), un’organizzazione non profit che fornisce trattamenti e cure per i bambini e le famiglie colpite dall’Hiv in Africa e in India. KCA collabora con le organizzazioni di base per progettare, attuare e condividere soluzioni innovative per alcune delle sfide più urgenti in materia di lotta all’Aids. KCA ha raccolto più di 60 milioni di dollari per fornire assistenza a centinaia di migliaia di bambini e alle loro famiglie e per sollecitare maggiore comprensione e sostegno.

Nel 2014, ha co-fondato il Movimento Siamo qui per incoraggiare i giovani a mobilitarsi per il cambiamento.

Sconvolta dalla crisi dei rifugiatinel mondo, nel 2016 la musicista ha contribuito e preso parte al cortometraggio “Let Me In“.

“La nostra coscienza è qualcosa di cui siamo tutti dotati al momento della nascita, non importa chi siamo”, ha detto Alicia Keys. “Quella piccola voce che ti parla e ti dice quando qualcosa non è giusto, la uso sempre come la mia guida. Fin da quando ero una bambina la mia voce interiore mi urlava! Ora dico: dunque, cosa posso fare? Questa è una domanda che possiamo porci e poi agire”.

Una luce splendente per i diritti dei popoli nativi del Canada

Nonostante vivano in uno dei paesi più ricchi del mondo le donne, gli uomini e i bambini nativi sono costantemente emarginate della società in Canada.

Dal dicembre 2012, il movimento di base “Idle No More” ha contribuito a far luce sulla lotta in corso dei nativi per poter decidere autonomamente circa le loro terre, risorse e ambiente. In prima linea in questa protesta sono stati Melissa Mollen Dupuis e Widia Larivière, i co-fondatori del movimento in Québec.

Principalmente guidato da donne, il movimento rappresenta una nuova ondata di mobilitazione nativa che dà una piattaforma agli attivisti di base, favorisce l’orgoglio culturale dei giovani nativi e porta nativi e non nativi del Canada a condividere i problemi comuni come l’ambiente e l’economia.

“Ricevere un tale prestigioso attestato internazionale è un riconoscimento del lavoro svolto da migliaia di persone che, a modo loro, si impegnano ogni giorno per i diritti dei popoli nativi in un movimento spontaneo e pacifico di cittadini – hanno commentato Melissa Mollen Dupuis e Widia Larivière –In una società che incoraggia la ricerca del potere e del profitto a scapito del benessere della comunità nel suo insieme, le parole e le azioni della comunità – e di chi al suo interno è più a rischio di subire l’ingiustizia sociale e la discriminazione – sono uno degli strumenti più efficaci di cui disponiamo nella lotta contro gli effetti della colonizzazione in Canada”.

Cindy Blackstock spera che il premio contribuirà a focalizzare l’attenzione mondiale sulle ingiustizie ancora prevalenti in Canada. Come leader della Società per la cura dei bambini e delle famiglie delle Prime nazioni, Cindy Blackstock ha condotto una battaglia legale decennale contro il taglio dei finanziamenti dei servizi sociali per i bambini delle Prime nazioni. Nel 2016, la corte per i diritti umani del Canada ha emesso una sentenza che invita il governo federale a prendere misure immediate per porre fine alle sue pratiche discriminatorie.

Tuttavia, il governo canadese ha continuato a ritardare la piena attuazione della sentenza, con la conseguenza che i bambini delle Prime nazioni stanno ancora soffrendo per la discriminazione.

“La coscienza della gente si sta svegliando di fronte alla discriminazione razziale del governo canadese nei confronti dei bambini e delle famiglie delle Prime nazioni”, ha detto Cindy Blackstock. “Ora la domanda è: Che cosa abbiamo intenzione di fare al riguardo? Stiamo permettendo al Canada di celebrare il suo 150° compleanno mentre si bea nel suo razzismo o vogliamo prendere la parola e chiedere di fermare la discriminazione?”

Il premio Ambasciatore della Coscienza

Il premio Ambasciatore della Coscienza celebra individui e gruppi che hanno dimostrato eccezionale coraggio contro le ingiustizie, usato il loro talento per ispirare gli altri e hanno promosso la causa dei diritti umani. Mira inoltre a creare dibattito, incoraggiare l’azione pubblica e sensibilizzare storie di ispirazione e le questioni dei diritti umani.

Il premio è stato ispirato dal poema “Dalla Repubblica di coscienza” scritto per Amnesty International dal compianto poeta irlandese Seamus Heaney. I vincitori delle passate edizioni sono musicisti di fama mondiale e artisti del calibro di Harry Belafonte, Joan Baez e Ai Weiwei, nonché figure ispiratrici tra cui Malala Yousafzai e Nelson Mandela.