Una giornata importante per i diritti

15 Novembre 2019

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di Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia

Giovedì 14 novembre sarà una giornata difficile da dimenticare per chi ha a cuore i diritti umani.

È iniziata quando in Italia era l’alba, con l’arrivo in Nuova Zelanda di Behrouz Boochani, lo scrittore curdo-iraniano detenuto per oltre sei anni sull’isola di Manus, a causa delle crudeli politiche dell’Australia in materia di asilo e immigrazione. Behrouz, campione di resistenza e resilienza, ha trasmesso da Manus migliaia e migliaia di messaggi Whatsapp che hanno dato vita a un libro di straordinaria intensità, “Nessun amico se non le montagne“.

Behrouz è arrivato in Nuova Zelanda grazie all’ostinazione dei nostri colleghi locali, che hanno ottenuto l’emissione di un visto d’ingresso.

Nel pomeriggio, dopo 10 anni in cui siamo stati costantemente vicini alla sorella Ilaria, è arrivata la sentenza del cosiddetto “processo bis” per la morte di Stefano Cucchi: una sentenza che – riprendendo le loro parole – ha dato finalmente sollievo ai familiari di Stefano, stremati ed esausti dopo un decennio di battaglia, e ha riacceso le speranze di chi crede nella giustizia, anche quando arriva tardi. Finalmente, non c’è più – paradossalmente – Stefano sul banco degli imputati ma i veri responsabili della sua morte.

In serata, le immagini provenienti da Bologna e dalle sue 11.000 “sardine” che hanno stipato piazza Maggiore, ci hanno confermato che c’è una bella Italia che “non abbocca” all’amo dell’odio, della contrapposizione, della narrazione tossica e divisiva. Un’Italia che da molti mesi ha cominciato a reagire a questo clima velenoso, e che chiede una società più umana e migliore.

A meno di un mese dal 10 dicembre, la giornata del 14 novembre ci dà ulteriore forza per fare del 71° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani un forte momento di mobilitazione per il cambiamento.