Capo di stato: Traian Băsescu
Capo del governo: Emil Boc
Pena di morte: abolizionista per tutti i reati
Popolazione: 21,3 milioni
Aspettativa di vita: 72,5 anni
Mortalità infantile sotto i 5 anni (m/f): 20/15‰
Alfabetizzazione adulti: 97,6%
Sono rimasti segreti i risultati dell'inchiesta del senato sul presunto coinvolgimento della Romania nel programma di rendition (trasferimento illegale tra paesi di sospettati di terrorismo) e detenzione segreta condotto dagli Usa. Indagini commissionate dal governo hanno dimostrato una diffusa discriminazione contro i rom da parte della maggioranza della popolazione. Sono stati segnalati diversi casi di sgomberi forzati di rom.
Il tentativo di riformare il sistema pensionistico, una delle condizioni richieste dal Fondo monetario internazionale per la concessione di un prestito, ha innescato una crisi politica che, nel mese di ottobre, ha costretto alle dimissioni il governo di Emil Boc. Dopo le elezioni presidenziali, il presidente lo ha nuovamente nominato primo ministro e il nuovo governo ha ottenuto la fiducia del parlamento a dicembre. Nel mese di novembre la Società accademica romena ha segnalato che il sistema sanitario del paese potrebbe arrivare al collasso nel 2010.
A giugno, sono stati adottati i nuovi codici civile e penale. Il codice penale ha introdotto "circostanze aggravanti" in caso di reati perpetrati con intento discriminatorio e pene per l'istigazione all'odio o alla discriminazione. Tuttavia, questi codici a fine anno non erano ancora entrati in vigore, in quanto non erano stati adottati i nuovi rispettivi codici di procedura.
Il contenuto dei codici ha sollevato la forte opposizione di Ngo locali. L'Associazione per la difesa dei diritti umani in Romania-Comitato Helsinki (Apador-Ch) ha criticato, tra l'altro, un articolo dei codici di procedura che sembrava ammettere, quale prova agli atti, informazioni ottenute tramite tortura nel corso di procedimenti penali.
Ad agosto, il quotidiano New York Times ha pubblicato una notizia secondo la quale a Bucarest era stata costruita una prigione segreta dell'Agenzia centrale d'intelligence statunitense (Cia). Il governo ha smentito la notizia e ha sottolineato di aver collaborato con tutte le commissioni internazionali istituite per indagare sulla presunta esistenza di centri detentivi della Cia sul proprio territorio. La Commissione europea ha reagito ripetendo la richiesta di indagini complete, indipendenti e imparziali per accertare la verità.
Nella risposta a una richiesta dell'Apador-Ch, il governo ha confermato che alcuni velivoli usati dalla Cia erano decollati e atterrati in territorio romeno, come era stato già rivelato da un rapporto del Consiglio d'Europa.
Non è stato reso pubblico il rapporto della commissione d'inchiesta del senato che ha indagato in merito alle denunce del 2006 e del 2007 sull'esistenza di centri di detenzione della Cia in Romania. Il rapporto era stato recepito dal senato nel 2008.
I pregiudizi contro i rom sono risultati diffusi tra la maggioranza della popolazione. I rom hanno continuato a essere discriminati nell'accesso all'istruzione, all'assistenza sanitaria e agli alloggi, senza titolarità del possesso. Secondo il sondaggio commissionato dal governo "Barometro interetnico 2009", 55 intervistati su cento ritenevano che ai rom non doveva essere permesso di viaggiare all'estero poiché danneggiavano la reputazione del paese e oltre il 43 per cento ha dichiarato che non avrebbe mai assunto dei rom perché li considerava "pigri e ladri". Il quotidiano Jurnalul National ha lanciato un appello per una legge di iniziativa popolare per imporre l'uso del termine ţigan (zigano) invece di rom. Le associazioni rom e per i diritti umani hanno espresso preoccupazione per le connotazioni negative del termine ţigan. Sono stati segnalati episodi di violenza contro le comunità rom, compresa la distruzione di proprietà.
*Secondo quanto riferito, il 31 maggio, nel villaggio di Sanmartin, in risposta a un presunto conflitto tra un gruppo di rom locali e un residente del villaggio, 400 residenti hanno attaccato le case abitate dai rom, danneggiando decine di abitazioni e proprietà. Secondo l'Ngo rom Criss, in conseguenza dell'aggressione 170 rom sono fuggiti dalle loro case e hanno cercato rifugio nei boschi, nei campi e in strada, temendo per la loro incolumità. È stata costituita una commissione informale locale per il dialogo (composta in maggioranza dalla popolazione non rom), che ha redatto un accordo di comunità che stabiliva obblighi per i rom. A quanto risulta, dopo l'adozione dell'accordo, da giugno ad agosto, i rom di Sanmartin hanno continuato a subire vessazioni da parte dei residenti, che periodicamente si riunivano in gruppi di 100-150 persone e giravano per le case dei rom del villaggio per controllare che tali obblighi fossero rispettati. Le Ngo romene hanno espresso preoccupazione per le mancate risposte delle autorità nel garantire la sicurezza della comunità e le indagini per queste aggressioni.
*La Corte europea dei diritti umani ha preso in esame la dichiarazione sul caso Tănase e altri vs. Romania, con cui il governo ha ammesso la mancanza di soluzioni che garantiscano il rispetto dei diritti riconosciuti dalla Convenzione europea, compreso il divieto di tortura, il diritto a un processo equo, il diritto al rispetto della vita privata e familiare, il diritto a un'efficace azione giudiziaria e il divieto di discriminazione. Nel 1991, a Bolintin Deal, una folla di oltre 2000 persone, insieme al prete e al sindaco, bruciò o danneggiò le case di 24 persone rom. A causa degli attentati, l'intera comunità rom del villaggio abbandonò le abitazioni e rimase senzatetto per un mese. A maggio, il governo si è impegnato a risarcire i danni per un totale di 565.000 euro e ha intrapreso l'attuazione di una serie di misure per prevenire e combattere la discriminazione e per migliorare le condizioni di vita della comunità rom.
La popolazione rom ha continuato a essere vittima di segregazione abitativa. Il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto a un alloggio adeguato ha sollevato preoccupazioni circa le condizioni abitative dei gruppi poveri e vulnerabili, compresi i rom, e ha esortato la Romania a considerare la ratifica l'art. 31 sul diritto a un alloggio adeguato, ai sensi della Carta sociale europea revisionata. Vi sono stati diversi casi di violazioni di questo diritto.
*Cinque anni dopo essere stati sgomberati con la forza da un edificio nel centro di Miercurea Ciuc, circa 75 rom, incluse famiglie con figli piccoli, hanno continuato a vivere in condizioni abitative inadeguate, nascoste dietro un impianto di trattamento dei liquami, alla periferia della città. Da quando le autorità comunali li hanno trasferiti in quella zona, hanno vissuto in baracche e casupole di metallo sovraffollate, senza ricambio d'aria e con scarsa protezione dal freddo e dalla pioggia. Gli impianti igienico-sanitari sono rimasti inadeguati, con solo quattro latrine per tutta la comunità. La vicinanza all'impianto di trattamento dei liquami ha violato il criterio della zona di protezione di 300 metri, prevista dalla legge nazionale per separare le abitazioni da potenziali pericoli tossici. Il comune è venuto meno al proprio obbligo di garantire adeguati alloggi alternativi. Nel 2008, i membri della comunità, assistiti dall'Ngo rom Criss avevano depositato un esposto presso la Corte europea dei diritti umani denunciando la violazione dei diritti umani sanciti nella Convenzione europea.
*Nel mese di aprile, la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che la Romania aveva violato il divieto di tortura. Nicu Olteanu fu arrestato dalla polizia nel 1997 con l'accusa di aver rubato sei bottiglie di acqua minerale. Egli denunciò che, nel tentativo di fuggire dalla stazione di polizia, un agente gli sparò al piede sinistro e che, nonostante fosse ferito, non ricevette adeguata assistenza medica. Oltre alla ferita da proiettile, il suo referto medico rilevò ferite da taglio alla gamba e all'avambraccio destri. La sentenza della Corte ha stabilito che le autorità violarono il suo diritto a non essere sottoposto a trattamenti disumani o degradanti e che contro Nicu Olteanu fu fatto un uso eccessivo e ingiustificato della forza. La sentenza ha inoltre affermato che le autorità omisero di effettuare un'indagine efficace e imparziale in merito alle sue denunce.
*A dicembre, due Ngo, il Centro per le risorse giuridiche e Interights, hanno depositato un esposto alla Corte europea dei diritti umani, per conto di cinque pazienti deceduti nel 2004 nell'ospedale psichiatrico di Poiana Mare. I pazienti sarebbero morti in conseguenza della carenza di cure, del trattamento inadeguato e delle condizioni di vita al di sotto della norma. Nel 2004, l'ospedale fu visitato dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura, che sollevò preoccupazioni circa il trattamento dei pazienti e le condizioni di vita e chiese alle autorità di adottare misure urgenti per affrontare questi problemi.
Delegati di Amnesty International hanno visitato la Romania a gennaio, maggio e ottobre.
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