A Cinemambiente una sezione su ambiente e diritti umani - Amnesty International Italia

A Cinemambiente una sezione su ambiente e diritti umani

16 ottobre 2006

Tempo di lettura stimato: 12'

A Cinemambiente (Torino, 27-31 ottobre) una sezione su ambiente e diritti umani

CS115-2006: 17/10/2006

Cinemambiente e Amnesty International propongono una riflessione sul tema ‘ambiente e diritti umani’ all’interno della sezione Global Vision, per sottolineare la stretta correlazione fra impegno ecologista e promozione dei diritti umani. Sempre più spesso, infatti, nel corso delle emergenze ambientali, si verificano anche gravi fenomeni di violazione dei diritti fondamentali. Numerosi sono gli ambientalisti, in varie parti del mondo, perseguitati con accuse e ingiuste condanne.

Cinemambiente offre una selezione di documentari da diversi paesi, che illustrano e mettono in evidenza realtà geopolitiche di crisi e pratiche di sfruttamento incontrollato dell’ambiente, spesso accompagnate da gravi violazioni ai danni degli attivisti locali.

Accanto alle proiezioni, Cinemambiente ospiterà domenica 29 alle ore 17.30 una tavola rotonda con prestigiosi ospiti internazionali come Felipe Arreaga (Messico), Ka Hsaw Wa (Birmania), Alexander Nikitin (Russia), Farid Tukhbatullin (Turkmenistan), che hanno contribuito alla causa ambientalista, mettendo spesso a rischio la propria incolumità e subendo restrizioni alla propria libertà.

Tutte le proiezioni e la tavola rotonda si svolgeranno a Torino, presso il Cinema Massimo, in via Verdi 18.

IL PROGRAMMA

VENERDÌ 27 OTTOBRE
ore 19.30
Voice of the Amazon (Stati Uniti, 1989, col, 56′) Miranda Smith
Chico Mendes si è battuto per la salvaguardia della foresta amazzonica. I responsabili della devastazione: gli stessi poteri forti che nel dicembre del 1988 posero fine alla sua vita.

DOMENICA 29 OTTOBRE
ore 16.00
Defender los bosques (Messico 2000, col, 19′ ) Carlos Pérez Rojas
La campagna messa in atto dal governo messicano per distruggere l’Organización de los Campesinos Ecologistas, arrestando e torturando due dei fondatori del movimento, Rodolfo Montiel e Teodoro Cabrera.

Secret Ecology (Russia 1997, col, 45′) Alexander Kiselyov
Con il crollo dell’Unione Sovietica una potenza militare con enormi riserve nucleari sparisce. Alexander Nikitin, ex ufficiale della marina russa, cerca di attirare l’attenzione internazionale sul pericolo dei sottomarini nucleari. Viene arrestato per aver rivelato segreti di Stato e per spionaggio.
Incontro con Felipe Arreaga e Alexander Nikitin

ore 17.15
Tavola rotonda Impegno ambientalista e difesa dei diritti umani
Intervengono testimoni e attivisti che per il loro impegno in difesa dell’ambiente hanno subito violazioni dei diritti umani:
Felipe Arreaga (Messico): co-fondatore e attivista dell’Organizzazione Ecologista della Sierra del Petatlán
Ka Hsaw Wa (Myanmar / Stati Uniti), fondatore e direttore di Earth Rights International
Alexander Nikitin (Russia): direttore dell’Environment and Rights Centre della Bellona Foundation
Farid Tukhbatullin (Turkmenistan), coordinatore dell’organizzazione in esilio Turkmen Initiative for Human Rights
Coordina Paolo Pobbiati, presidente della Sezione italiana di Amnesty International

LUNEDÌ 30 OTTOBRE
ore 16.00
La lucha de los campesinos ecologistas (Messico 2005, col, 14′) Carlos Pérez Rojas
La difesa dei boschi della Sierra del Petatlán nello stato di Guerrero, in Messico, si è trasformata in carcere e morte per i contadini ecologisti Felipe Arreaga e Albertano Peñaloza.

Total Denial (Italia/Bulgaria 2006, col, 65′) Milena Kaneva
Quindici abitanti di un villaggio della Birmania, fanno causa a un gigante dell’industria del petrolio responsabile di violazioni dei diritti umani. Il film è anche la storia di Ka Hsaw Wa, uno dei leader del movimento per la democrazia in Birmania.
Incontro con Felipe Arreaga e Ka Hsaw Wa

MARTEDÌ 31 OTTOBRE
ore 17.30
The Student, the Nun and the Amazon (Regno Unito 2005, col, 30′) James Newton
Sam, uno studente inglese, decide di recarsi nella Foresta Amazzonica per incontrare suor Dorothy Stang, poi uccisa da alcuni sicari assoldati dai gruppi di potere che stanno distruggendo la foresta pluviale.
Sipakapa no se vende (Guat 2005, col, 55′) Alvaro Revenga
Il documentario mette a confronto la quotidianità e la lotta della popolazione maya di Sipakapense con le ragioni e le pretese della società mineraria che opera in quel territorio.

GLI OSPITI DELLA TAVOLA ROTONDA DI DOMENICA 29

Felipe Arreaga – È uno dei fondatori del movimento contadino ambientalista della Sierra del Petatlán in Messico. Nel 1998 inizia la lotta contro il disboscamento illegale della regione al fianco degli abitanti della comunità locale, attraverso l’attività dell’Ocesp (Organizacion Campesinos Ecologistas de la Sierra de Petatlán).
Dopo aver subito minacce, nel novembre 2004 viene arrestato, accusato dell’omicidio di uno dei maggiori commercianti locali di legname e di associazione a delinquere. Adottato da Amnesty International come prigioniero di coscienza, nel settembre 2005, viene assolto e liberato grazie alla determinazione personale e a quella della sua famiglia, degli avvocati difensori del Centro per i diritti umani della Montagna Tlachinollán e della mobilitazione nazionale e internazionale. Durante la detenzione Arreaga, insieme alla moglie e a due altri membri dell’Ocesp, è stato insignito del premio Chico Mendes. Promosso dal Sierra Club, l’organizzazione ambientalista più antica e diffusa del continente americano, il Premio viene assegnato a personaggi o organizzazioni non governative che si siano distinti, al di fuori degli Stati Uniti, per il coraggio e la forza nella difesa dell’ambiente.

Alexander Nikitin – Ingegnere nucleare, è ufficiale della Marina militare russa in servizio su sottomarini nucleari fino al 1992. Nel 1996 è arrestato per aver partecipato alla redazione di un rapporto della Fondazione Bellona (organizzazione non governativa ecologista norvegese) sulla situazione dei sottomarini della flotta nucleare russa, che denuncia gli incidenti a bordo e lo stato di abbandono della flotta, con i conseguenti rischi di inquinamento nucleare nel mare di Barents. 

I Servizi di sicurezza russi lo accusano di spionaggio e di alto tradimento. Incarcerato per 10 mesi in attesa di giudizio e successivamente sottoposto a restrizioni, è adottato da Amnesty International come prigioniero di coscienza, incarcerato per il solo fatto di aver esercitato il diritto alla libertà di espressione. Anche altre organizzazioni ambientaliste e per i diritti umani si mobilitano in una campagna per la sua liberazione, e al Parlamento europeo viene votata una risoluzione in favore del suo rilascio.
Sono ben 13 le udienze, prima che il caso sia definitivamente chiuso dalla Corte Suprema russa nel 2000, con la piena assoluzione di Nikitin. Si tratta dell’unico caso nella Russia sovietica in cui un cittadino, accusato di spionaggio e alto tradimento dai servizi di sicurezza, sia stato assolto con formula piena.
A 10 anni dalla chiusura del sua vicenda, Nikitin continua la battaglia in difesa dell’ambiente e dirige il Centro per i diritti ambientali della Fondazione Bellona a San Pietroburgo. Per la sua attività ha ricevuto il Premio Goldman, equivalente al Nobel per l’ambiente, e il Premio Chico Mendes.

Ka Hsaw Wa – Appartiene al gruppo etnico Karen del Myanmar (ex Birmania). Nel 1988 è uno dei leader delle manifestazioni studentesche a Rangoon. Chiede democrazia, rispetto dei diritti umani e la fine del regime militare, ma viene catturato e torturato dalla polizia. Al suo rilascio, abbandona il paese. Da allora vi è entrato solo clandestinamente, per documentare con migliaia di interviste e testimonianze le violazioni dei diritti umani compiute dalla dittatura, scoprendo che uccisioni, stupri, torture, lavoro forzato e trasferimenti coatti di interi villaggi, sono legati allo sfruttamento delle risorse naturali in nome dello sviluppo. In particolare, la costruzione dell’oleodotto di Yadana, che attraversa la regione del Tennaserim tra il Myanmar e la Tailandia, è causa di violenze brutali.
Nel 1995, insieme a due avvocati americani, fonda EarthRights International (ERI), attraverso la quale intenta una causa agli Stati Uniti per conto di 15 indigeni birmani contro la compagnia Unocal che, insieme alla francese Total, promuove il progetto Yadana, dando all’esercito birmano il potere di supervisionare i lavori e di controllare il territorio.
Dopo 10 anni di lotte, nel 2005 la vittoria: un caso praticamente unico, che farà storia nella giurisprudenza e condizionerà il comportamento delle grandi imprese.
Ka Hsaw Wa, ora cittadino degli Stati Uniti perché ricercato sia dalla Birmania sia dalla Tailandia, ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali, quali il Goldman Environmental Prize, il Reebok Human Rights Award, lo Sting and Trudie Styler Award for Human Rights and the Environment e il Conde Nast Environmental Award.

Farid Tukhbatullin – Attivista ecologista e membro di un’associazione per la promozione dei diritti civili e sociali, viene arrestato nel dicembre 2002, dopo aver partecipato a una conferenza sui diritti umani a Mosca. Accusato pretestuosamente di espatrio illegale e di attività sovversiva, viene incarcerato per tre mesi, prima di essere condannato a tre anni di detenzione al termine di un processo ingiusto dove non sono ammessi osservatori esterni. Grazie a una massiccia mobilitazione di Amnesty International, viene liberato e il presidente turkmeno Nyazov ne annuncia la liberazione in televisione, il 1 aprile 2003. Prima di essere rilasciato, viene costretto a firmare una confessione in cui riconosce la sua colpevolezza, promettendo di non intraprendere alcuna attività illegale in futuro. Oggi vive in Europa Occidentale, dove ha costituito ‘Turkmen Initiative for Human Rights’, un gruppo per la promozione dei diritti in Turkmenistan.

FINE DEL COMUNICATO                                                       Roma, 17ottobre 2006
 
Festival Cinemambiente
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