A 'Djeca' di Aida Begic il premio 'Cinema e diritti umani' - Amnesty International Italia

A ‘Djeca’ di Aida Begic il premio ‘Cinema e diritti umani’

1 luglio 2012

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Il premio ‘Cinema e diritti umani’ di Amnesty International Italia alla 48ma Mostra internazionale del nuovo cinema di Pesaro è stato assegnato al film ”Djeca’ della regista bosniaca Aida Begic.

La giuria del premio, presieduta da Paolo Fosso e composta da Andrea Paolotti e da un rappresentante di Amnesty International Italia, ha così motivato la decisione:

‘Con una narrazione apparentemente asciutta ma al contempo densa di suggestioni poetiche, in cui l’estetica dell’azione si mescola senza soluzione di continuità all’estetica del linguaggio, il film riesce a raccontare con decisione la condizione di una giovane e antica nazione europea. Attraverso gli occhi e la quotidianità di una donna che vive sulla propria pelle i contrasti drammatici della Bosnia post-bellica senza rinunciare alle proprie convinzioni, si sviluppa una storia che parla di diritti umani soffocati, della commistione tra criminalità e politica e del sacrificio di quello che è il fiore di una nazione ovvero la nuova generazione, resa drammaticamente e disperatamente orfana da una guerra non sua e non ancora superata’.

La giuria del premio ‘Cinema e diritti umani’ di Amnesty International Italia ha voluto anche menzionare il documentario ‘Ferrhotel’, di Mariangela Barbanente, con la seguente motivazione:

‘Raccontando la vita quotidiana di una comunità di rifugiate e rifugiati della Somalia, che hanno trovato riparo in un hotel abbandonato al centro di Bari, il film delega la qualità poetica alle voci dei protagonisti. Il loro linguaggio tradizionalmente spirituale ci accompagna e ci guida nelle loro problematiche attraverso i racconti del loro tragico passato, delle loro speranze, dei loro tentativi di integrazione. Il Ferrhotel diventa rifugio per alcuni e gabbia per altri; qualcuno va, qualcuno resta. In tutti, in un presente vissuto tra incertezza e speranza, vi è la determinazione a riprendersi la propria dignità di persone’.

FINE DEL COMUNICATO                                                                         Pesaro, 1 luglio 2012

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