Afghanistan: evitare e rendere conto delle vittime civili dopo il trasferimento sulla sicurezza - Amnesty International Italia

Afghanistan: evitare e rendere conto delle vittime civili dopo il trasferimento sulla sicurezza

17 giugno 2013

Tempo di lettura stimato: 4'

Le forze di sicurezza afgane devono fare quanto in loro potere per evitare e rendere conto delle vittime civili – ha affermato Amnesty International dopo che l’Isaf, la missione internazionale a guida Nato in Afghanistan,  ha trasferito la responsabilità per il mantenimento della sicurezza nel paese.

L’organizzazione ha inoltre chiesto alle autorità afgane di indagare sulle accuse di vittime civili durante le operazioni delle forze di sicurezza nazionali afgane (Ansf).

‘Secondo il diritto internazionale, l’Ansf deve garantire che vi sia responsabilità per le sue azioni e fornire risarcimenti alle vittime civili di azioni militari’ – ha affermato Polly Truscott, vicedirettrice del programma Asia e Pacifico di Amnesty International.

Secondo la Missione delle Nazioni Unite di assistenza all’Afghanistan (Unama) le vittime civili di operazioni dell’Ansf sono aumentate nel 2012; tuttavia la dirigenza dell’Ansf è stata riluttante nel riconoscere e tantomeno ad assumersi le responsabilità delle vittime civili, quando ci sono state. Il numero di vittime civili causate dall’Ansf potrebbe essere sottostimato.

‘Devono essere monitorati e indagati tutti i casi di vittime civili e di distruzione di obiettivi civili, l’Ansf deve inoltre assicurare rimedi tempestivi ed efficaci per tali atti’ – ha affermato Truscott.

Amnesty International ha affermato che la coalizione internazionale dovrebbe accellerare i tentativi di assistere il governo afgano nel creare un meccanismo indipendente ed effettivo per monitorare e investigare le morti civili e i ferimenti e provvedere in pieno a riparazioni.

L’organizzazione riconosce alcuni passi positivi fatti dalle autorità afgane dallo scorso anno per investigare e ridurre le vittime civili e proteggere i civili.

Nel marzo 2012, il governo ha emesso un ordine presidenziale indirizzato a tutte le forze di sicurezza per sostenere le leggi, le politiche e le procedure afgane durante le operazioni speciali. Due mesi più tardi ha istituito il Gruppo di indagini sulle vittime civili nell’ambito del Centro di coordinamento delle informazioni del presidente e a ottobre dello scorso anno ha nominato un consigliere per il presidente Karzai a protezione dei civili.

‘Purtroppo queste misure sono risultate insufficienti, considerata l’impennata delle vittime civili, comprese quelle dell’Ansf e la chiara inosservanza da parte della sua dirigenza’ – ha dichiarato Truscott.

Amnesty International chiede sia alle autorità afgane che alle forze internazionali che operano nel paese di prevedere, monitorare e stimare l’impatto delle operazioni militari sulle popolazioni locali e prendere tutte le misure necessarie per ridurre il dislocamento nelle aree interessate.

Il 18 giugno il presidente Hamid Karzai ha annunciato la quinta e ultima fase del passaggio di consegne delle competenze in materia di sicurezza dalle forze internazionali a quelle afgane. La Nato/Isaf sta ora trasmettendo all’Ansf il controllo dei rimanenti 95 distretti – comprese le aree roccaforti dei talebani a sud e a est.

La coalizione militare Nato/Isaf sarà ancora responsabile del supporto aereo militare e del supporto delle operazioni di combattimento fino alla fine del 2014, quando bisognerà ritirare tutte le truppe militari dall’intero paese.