Afghanistan: l'incremento delle truppe Usa non deve recare danno alla popolazione civile - Amnesty International Italia

Afghanistan: l’incremento delle truppe Usa non deve recare danno alla popolazione civile

2 dicembre 2009

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(3 dicembre 2009)

Commentando l’annuncio del presidente degli Usa Barack Obama di voler inviare ulteriori 30.000 soldati in Afghanistan, Amnesty International ha chiesto alle autorità statunitensi di stabilire una procedura coerente, chiara e credibile per indagare sulle perdite civili causate da azioni militari.

Questo è particolarmente urgente, vista la mancanza di trasparenza e di un meccanismo per accertare le responsabilità in cui operano le forze regolari statunitensi dell’esercito e le agenzie private d’intelligence, oltre ai contractor privati.

I gruppi antigovernativi, compresi i talebani, sono responsabili della gran parte delle perdite civili e dei feriti. Ma questo non diminuisce l’onere di dare sostegno alle persone colpite dalle forze afgane e da quelle Nato/Usa e di portare di fronte alla giustizia coloro che sono sospettati di aver violato il diritto internazionale umanitario e dei diritti umani.

Il rispetto del diritto internazionale, incluso il diritto internazionale dei diritti umani e il diritto  internazionale umanitario da parte di tutti i soggetti coinvolti, è un prerequisito per  portare la sicurezza in Afghanistan. Amnesty International sottolinea la necessità che ci sia maggiore chiarezza nella catena di comando e nelle regole di ingaggio di tutte le forze che operano nel paese, nel rispetto del diritto internazionale, al fine di garantire la sicurezza dei civili afgani.

Se non si accerta chi è coinvolto in queste operazioni, è impossibile per le vittime e per I loro familiari presentare denunce, informarsi sulle indagini e cercare giustizia.
 
Maggiori informazioni sono disponibili online