Afghanistan, stragi continue di civili. I negoziati di pace non li proteggono - Amnesty International Italia

Afghanistan, stragi continue di civili. I negoziati di pace non li proteggono

26 Ottobre 2020

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In Afghanistan nei sette giorni precedenti il 23 ottobre una serie di sanguinosi attentati ha causato la morte di almeno 50 civili.

Il 22 ottobre i talebani hanno sparato un razzo contro un mercato nella città di Shareen Tagab (provincia di Faryab) uccidendo quattro persone e ferendone una decina. Lo stesso giorno, un attacco dell’aviazione afgana nella provincia di Takhar ha centrato una scuola uccidendo 12 bambini e ferendo altre 18 persone.

Dal 20 settembre al 20 ottobre, secondo dati ufficiali del ministero dell’Interno, sono stati uccisi 180 civili e ne sono stati feriti 375.

Le parti che stanno negoziando la pace continuano a parlare, la popolazione civile continua a morire“, ha dichiarato Omar Waraich, direttore di Amnesty International per l’Asia meridionale.

Secondo la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan, nella prima metà del 2020 vi sono stati 1282 morti e 2176 feriti tra la popolazione civile.

Proseguono intanto i combattimenti a Lashkar Gah, capoluogo della provincia dell’Helmand, tra le forze afgane e i talebani. Secondo i media locali, almeno 40.000 persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni. Amnesty International ha nuovamente chiesto percorsi sicuri di uscita da Lashkar Gah.

Amnesty International ha anche sollecitato il governo afgano e quello pachistano a collaborare per istituire urgentemente una procedura sicura ed efficace per i cittadini afgani che vogliono chiedere un visto. Il 21 ottobre almeno 15 afgani sono rimasti uccisi nel corso di una calca di 3000 persone nella città di Jalalabad mentre cercavano di ottenere un permesso per ricevere cure mediche in Pakistan.