Vertice Australia-Asean: "Condannare la pulizia etnica dei rohingya"

Amnesty al vertice Australia-Asean: “Condannare la pulizia etnica dei rohingya”

15 marzo 2018

Andrew Stanbridge / Amnesty International

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Il prossimo 17 e 18 marzo si terrà a Sidney il vertice dell’Associazione della nazioni del Sudest asiatico (Asean) con l’Australia.

La necessaria difesa dei rohingya

Ai leader dei vari paesi che saranno presenti al summit – compresa la consigliera di Stato di Myanmar, Aung San Suu Kyi – chiediamo di assumere una posizione decisa nei confronti dei crimini contro l’umanità contro i rohingya in Myanmar.

La campagna coordinata per spingere i rohingya fuori da Myanmar e impedirne il rientro deve cessare. Anche se la violenza è diminuita, la pulizia etnica sta proseguendo: le autorità costringono i rohingya alla fame e stanno militarizzando le loro terre per mandare via coloro che sono rimasti ancora nel paese”, ha dichiarato James Gomez, direttore per l’Asia sudorientale e il Pacifico di Amnesty International.

Da agosto 2017 abbiamo documentato la brutale campagna di pulizia etnica lanciata dalle forze di sicurezza di Myanmar contro i rohingya, equivalente a crimini contro l’umanità.

Questa settimana, è stato diffuso un rapporto in cui si denuncia la militarizzazione del nord dello stato di Rakhine, dove fino a pochi mesi fa viveva la popolazione rohingya, attraverso la costruzione di basi militari al posto dei villaggi dati alle fiamme.

Il vertice Asean – Australia si svolge poche settimane dopo la diffusione di notizie di stampa secondo le quali l’Australia intende continuare a sostenere le forze armate di Myanmar nel 2018 attraverso programmi di formazione del valore di quasi 400.000 dollari.

Il continuo appoggio australiano all’esercito di Myanmar è inaccettabile e dev’essere interrotto immediatamente. A beneficiarne sono gli stessi soldati che pochi mesi fa hanno ucciso civili rohingya, dato fuoco ai loro villaggi, commesso stupri e costretto alla fuga, con una feroce campagna di pulizia etnica, centinaia di migliaia di persone”, ha sottolineato Gomez.

I paesi vicini, come l’Australia e quelli dell’Asean, devono mandare a Myanmar un segnale forte: i crimini contro l’umanità sono inaccettabili e non resteranno impuniti. Non si deve dare l’impressione di condonarli continuando a fornire sostegno e cooperazione a chi di quei crimini è responsabile”, ha proseguito Gomez.

Le politiche dell’Australia in materia di rifugiati

Sempre in vista del vertice chiediamo ai leader dell’Asean di premere sull’Australia affinché ponga fine alle sue crudeli e illegali politiche in materia di rifugiati.

L’organizzazione per i diritti umani ha più volte denunciato che i rifugiati sono trattenuti in condizioni squallide sulle isole di Manus e Nauru in violazione del diritto internazionale.

L’assenza di umanità dell’Australia nei confronti dei rifugiati riguarda l’intera regione. I leader dell’Asean devono premere sulle loro controparti australiane affinché esse prendano sul serio i loro obblighi di diritto internazionale e rispettino i diritti dei rifugiati”, ha dichiarato Gomez.

La libertà di espressione in vista delle elezioni: Malesia, Cambogia, Thailandia

Nei prossimi 12 mesi in tre paesi della regione – Malesia, Cambogia e Thailandia – si terranno elezioni generali e vi sono già segnali preoccupanti che queste saranno utilizzate come pretesto per limitare ulteriormente i diritti alla libertà di espressione e di associazione.

Da Hanoi a Manila, gli uomini e le donne che coraggiosamente difendono i diritti umani lo fanno sempre più spesso a loro rischio e pericolo. È assai preoccupante che la repressione contro la società civile stia diventando una tendenza in tutta la regione. I governi devono fare tutti ciò che è in loro potere per fermare questo preoccupante arretramento e lavorare insieme per creare uno spazio sicuro per i difensori dei diritti umani”, ha concluso Gomez.