Amnesty International alla Tunisia: la costituzione dev'essere al passo coi tempi - Amnesty International Italia

Amnesty International alla Tunisia: la costituzione dev’essere al passo coi tempi

11 aprile 2012

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Amnesty International ha inviato oggi un memorandum di 37 pagine all’Assemblea nazionale costituente della Tunisia in cui chiede che la stesura della nuova Costituzione sia l’opportunità per prevenire il ripetersi delle diffuse violazioni dei diritti umani verificatesi sotto la presidenza di Zine El Abidine Ben Ali. L’organizzazione chiede ai parlamentari tunisini di inserire nella nuova Costituzione una serie di misure per garantire i diritti umani e rispettare gli obblighi assunti dalla Tunisia in base ai trattati internazionali.

‘L’Assemblea ha la concreta opportunità di riflettere nella Costituzione la visione di una nuova Tunisia, basata sui diritti umani e lo stato di diritto, e le aspirazioni delle tunisine e dei tunisini alla libertà, alla dignità, all’uguaglianza e alla giustizia sociale’ – ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

‘Le perduranti limitazioni alla libertà d’espressione e la violenza usata dalla polizia nei giorni scorsi contro manifestanti pacifici mettono in evidenza la necessità che la nuova Costituzione parli un linguaggio al passo coi tempi e renda la Tunisia un leader regionale nella protezione dei diritti umani’ – ha aggiunto Sahraoui.

Decine di persone sono state ferite lunedì 9 aprile, quando la polizia ha sparato gas lacrimogeni e usato i manganelli per disperdere un gruppo di manifestanti che cercava di entrare in viale Bourguiba per celebrare la Giornata dei martiri, sfidando il divieto di manifestare nella zona disposto dal ministro dell’Interno il 28 marzo. Diversi giornalisti, esponenti politici e attivisti della società civile sono stati aggrediti dalle forze di polizia.

L’Assemblea nazionale costituente, eletta alla fine del 2011, sta attualmente redigendo il nuovo testo costituzionale in un clima nel quale molte proteste cercano d’influenzarne i contenuti. La Tunisia è il primo paese della regione interessata dalle rivolte del 2011 in cui si sta procedendo alla stesura di una nuova Costituzione.

Quella precedente, risalente al 1959, conteneva alcune disposizioni in materia di diritti umani, ma era stata via via emendata sotto la presidenza di Ben Ali, consentendo l’ampliamento dei suoi poteri e permettendo solo cambiamenti di facciata.

Nel suo memorandum, Amnesty International sottolinea l’importanza che la nuova Costituzione assicuri la separazione dei poteri, il divieto di discriminazione, l’uguaglianza di fronte alla legge e salvaguardie fondamentali in materia di diritti umani, come la protezione dalla tortura e dagli arresti arbitrari, le garanzie in ambito giudiziario e l’indipendenza della magistratura.

L’Assemblea nazionale costituente ha anche l’irripetibile opportunità di rispondere alle richieste di milioni di tunisine e di tunisini che nel 2011 hanno preteso dignità, garantendo i diritti economici, sociali e culturali nella Costituzione.

‘Non c’illudiamo minimamente che basti una nuova Costituzione per impedire del tutto le violazioni dei diritti umani. C’è bisogno di un’autentica volontà politica per difendere i diritti sanciti in qualsiasi testo costituzionale. Ma una Costituzione che protegga veramente i diritti umani e la libertà delle tunisine e dei tunisini sarà uno strumento potente e una guida per impedire la loro violazione’ – ha concluso Sahraoui.

FINE DEL COMUNICATO                                                           Roma, 12 aprile 2012

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