Amnesty International rende note le adesioni alla sua agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia - Amnesty International Italia

Amnesty International rende note le adesioni alla sua agenda in 10 punti per i diritti umani in Italia

21 febbraio 2013

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Cinque leader, Silvio Berlusconi, Pier Luigi Bersani, Antonio Ingroia, Mario Monti, Marco Pannella, oltre a Nichi Vendola, Paolo Ferrero e a più di 380 candidati delle circoscrizioni territoriali alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio hanno sottoscritto, integralmente o per la sua maggior parte, l’Agenda di Amnesty International in 10 punti per i diritti umani in Italia.
L’elenco completo delle adesioni, disponibile sul sito www.ricordatichedevirispondere.it, continuerà a essere aggiornato con quelle pervenute presso i gruppi locali dell’associazione o all’indirizzo relazioni.istituzionali@amnesty.it entro sabato 23 febbraio alle ore 12.

Le adesioni sono così distribuite tra le coalizioni e i partiti in lizza: 22 della coalizione guidata da Silvio Berlusconi (PDL, Lega Nord, La Destra e altri); 183 della coalizione guidata da Pier Luigi Bersani (PD, SEL e altri); 7 di Fare per fermare il declino; 80 del MoVimento 5 Stelle; 60 di Rivoluzione Civile; 17 della coalizione guidata da Mario Monti (Scelta Civica, FLI, UDC e altri) e 16 della Lista Amnistia, Giustizia, Libertà.

Oltre 35 adesioni sono pervenute da capilista; più del 90 per cento dei candidati che hanno risposto, ha aderito a tutti i 10 punti dell’Agenda.

‘Siamo estremamente contenti per questo risultato, perché chi ha aderito alla nostra Agenda ha mostrato interesse concreto per i diritti umani e ha sottoscritto un impegno a portare avanti nel corso della prossima Legislatura, qualora eletto, le riforme necessarie per realizzarli’ – ha dichiarato Christine Weise, presidente di Amnesty International Italia. ‘Ringraziamo chi ha aderito e auspichiamo ancora di ricevere, entro domani, l’unica risposta che manca, quella di Beppe Grillo’.

‘Il nostro messaggio a chi ha aderito alla nostra Agenda, a chi non ha aderito, a tutti coloro che avranno ruoli istituzionali nella prossima Legislatura, è questo: i diritti umani devono avere un posto prioritario nell’agenda di governo e in quella parlamentare. Occorrono profonde riforme nel campo dei diritti umani nel nostro paese e la nostra Agenda traccia un percorso chiaro’ – ha affermato Carlotta Sami, direttrice generale di Amnesty International Italia.

L’Agenda di Amnesty International in 10 punti per i diritti umani in Italia è stata lanciata il 23 gennaio con la campagna ‘Ricordati che devi rispondere’, con l’obiettivo di chiedere ai leader delle coalizioni e delle forze politiche, così come a tutti i candidati delle circoscrizioni elettorali, un preciso impegno su 10 richieste:

garantire la trasparenza delle forze di polizia e introdurre il reato di tortura
fermare il femminicidio e la violenza contro le donne
proteggere i rifugiati, fermare lo sfruttamento e la criminalizzazione dei migranti e sospendere gli accordi con la Libia sul controllo dell’immigrazione
assicurare condizioni dignitose e rispettose dei diritti umani nelle carceri
combattere l’omofobia e la transfobia e garantire tutti i diritti umani alle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate)
fermare la discriminazione, gli sgomberi forzati e la segregazione etnica dei rom
creare un’istituzione nazionale indipendente per la protezione dei diritti umani
imporre alle multinazionali italiane il rispetto dei diritti umani
lottare contro la pena di morte nel mondo e promuovere i diritti umani nei rapporti con gli altri statigarantire il controllo sul commercio delle armi favorendo l’adozione di un trattato internazionale.

L’appello per sostenere l’Agenda di Amnesty International in 10 punti per i diritti umani in Italia è stato sottoscritto, online e offline, da oltre 22.400 persone, tra le quali i due testimonial storici dell’associazione, Alessandro Gassman e Ivano Fossati.

FINE DEL COMUNICATO                                                                                        Roma, 22 febbraio 2013
Per approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
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