Anniversario dell'annullamento della condanna di Rios Montt - Amnesty International Italia

Anniversario dell’annullamento della condanna di Rios Montt

19 maggio 2014

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Il 20 maggio 2013 la Corte costituzionale del Guatemala decise di annullare, per motivi tecnici, la condanna dell’ex presidente Efraín Ríos Montt  a 80 anni di carcere per il ruolo avuto nella tortura e nell’omicidio  di 1771 nativi maya-ixil nel dipartimento di Quiché Sud, durante il periodo di presidenza dal 1982 al 1983.

Da allora, la lotta per ottenere giustizia in nome di queste e delle altre circa 200.000 vittime del conflitto guatemalteco, è stata ulteriormente compromessa. Dopo la sentenza del maggio 2013, due figure di primo piano dell’apparato giudiziario sono state fatte uscire di scena. La procuratrice generale Carla Paz y Paz, che istruì e portò avanti il procedimento contro Ríos Montt, si è vista accorciare la durata del mandato e non ricandidare per il secondo. La presidente del processo poi annullato, Yassmin Barrios, è stata sospesa per un anno e multata dal tribunale etico dell’Ordine degli avvocati per una decisione di procedura adottata durante un’udienza. Si è stabilito così il precedente per cui gli avvocati possono punire i giudici quando qualcosa non è di loro gradimento. Difficile immaginare che si sia trattato di provvedimenti casuali e non di una strategia, andata a segno, per punire chi aveva cercato di garantire un processo per i crimini contro l’umanità commessi durante il conflitto.

In più, una settimana fa, il Congresso ha approvato una risoluzione che, seppur non vincolante, dichiara che nei 36 anni di conflitto, dal 1960 al 1996, non vi è mai stato genocidio. Questa risoluzione contraddice le conclusioni dell’inchiesta portata a termine nel 1999 dalle Nazioni Unite, secondo la quale genocidio vi fu e furono commessi crimini contro l’umanità. Quattro vittime su cinque del conflitto erano nativo americani e nelle regioni abitate in maggioranza da questi ultimi si verificarono oltre 600 massacri.

Il presidente Otto Perez Molina ha iniziato il suo mandato ratificando lo statuto della Corte penale internazionale. Se in futuro in Guatemala verranno commessi crimini contro l’umanità, l’impunità non avrà il sopravvento come oggi purtroppo si paventa possibile per il passato.