Marwa Arafa è un’attivista egiziana per i diritti umani, traduttrice e madre di 33 anni, detenuta arbitrariamente dal 2020 unicamente a causa del suo attivismo pacifico. Sua figlia sta crescendo senza di lei dopo che Marwa è stata arrestata davanti ai suoi occhi quando aveva solo due anni.
La sua colpa? Aver mostrato solidarietà alle persone detenute, aver aiutato le famiglie a sostenere i costi delle visite in carcere e aver fatto campagne per i diritti delle persone minorenni.
Il 20 aprile del 2020 le forze di sicurezza egiziane hanno fatto irruzione nella casa di un’amica dove Marwa stava alloggiando e l’hanno sottoposta a sparizione forzata per due settimane. In seguito, è stata accusata di reati legati al terrorismo. Ora rischia un processo iniquo con accuse che possono comportare l’ergastolo.
Le condizioni di salute di Marwa sono gravemente peggiorate in prigione e le viene un’assistenza sanitaria adeguata. La sua situazione mette in luce l’abuso delle leggi antiterrorismo in Egitto per colpire le voci critiche e chi difende i diritti umani. Marwa continua a non perdere la speranza, traendo forza dall’amore per sua figlia e dalla sua fede nella giustizia.
Chiediamo insieme la sua scarcerazione immediata e senza condizioni e il ritiro di tutte le accuse contro di lei, poiché è detenuta unicamente per aver esercitato i suoi diritti.