La Fifa aveva promesso un torneo in cui tutte le persone avrebbero potuto sentirsi al sicuro, incluse e libere di esercitare i propri diritti. Questo evento festoso invece si sta trasformando in una manifestazione di paura e repressione.
La Coppa del mondo appartiene a tutte le persone: è tempo di mantenere questa promessa.
Negli Usa, la gioia del calcio contrasta con la realtà delle detenzioni e delle espulsioni di massa, della repressione delle proteste e dei divieti di viaggio discriminatori.
Il Messico ha mobilitato 100.000 agenti di sicurezza, compreso l’esercito, per reagire agli elevati livelli di violenza, aumentando al contempo i rischi per le persone che protestano.
In Canada, una crescente crisi abitativa ha alimentato il timore che le persone senza fissa dimora vengano nuovamente sgomberate e relegate ulteriormente ai margini.
Chi gioca, arbitra, tifa, racconta o lavora per partecipare alla festa della Coppa del mondo è in pericolo, così come le comunità locali.
Scegliamo di resistere. L’umanità deve vincere.
Chiediamo al presidente della Fifa Infantino e alle autorità degli stati ospitanti di rispettare le proteste pacifiche, porre fine alle detenzioni e alle deportazioni di massa e proteggere tutte le persone dalle discriminazioni.
Firma l’appello!
Presidente degli Stati Uniti Messicani, Claudia Sheinbaum Pardo
E-mail: contacto@claudiasheinbaum.com.mx
Primo Ministro del Canada, Mark Carney
E-mail: mark.carney@parl.gc.ca
Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump
Modulo di contatto: Contact Us – The White House
Presidente della FIFA, Gianni Infantino
Modulo di contatto: Contact us
Gentile Presidente Sheinbaum,
Gentile Primo Ministro Carney,
Gentile Presidente Trump,
Gentile Signor Infantino,
vi scrivo perché credo che la Coppa del mondo possa rappresentare lo sport nella sua forma migliore: unità, gioia e libertà di unirsi per le persone di tutto il mondo.
Per questo non posso restare in silenzio.
La Coppa del mondo di quest’anno è stata organizzata per essere la più grande della storia e la Fifa ha promesso una competizione dove tutte le persone si sarebbero sentite “sicure, incluse e libere di esercitare i propri diritti”. Ciò nonostante, i fatti che stanno accadendo negli Usa, in Canada e in Messico raccontano una storia diversa.
Questa Coppa del mondo si svolge nel mezzo di una crisi dei diritti umani senza precedenti.
Negli Usa, la gioia del calcio contrasta con la realtà delle detenzioni e delle espulsioni di massa, della repressione delle proteste e dei divieti di viaggio discriminatori.
Il Messico ha mobilitato 100.000 agenti di sicurezza, compreso l’esercito, per reagire agli elevati livelli di violenza, aumentando al contempo i rischi per le persone che protestano.
In Canada, una crescente crisi abitativa ha alimentato il timore che le persone senza fissa dimora vengano nuovamente sgomberate e relegate ulteriormente ai margini.
Tifosi e tifose, giocatori, rappresentanti della stampa, lavoratori e lavoratrici, nonché comunità locali sono a rischio.
Il calcio dovrebbe unire il mondo. Tuttavia, la Coppa del mondo di quest’estate rischia di diventare un palcoscenico di paura e repressione.
In quanto autorità dotate di potere e responsabilità, vi esorto a collaborare per adottare le seguenti misure:
- garantire il diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica all’interno e all’esterno dei luoghi che ospitano la Coppa del mondo in tutti gli stati ospitanti, evitando il ricorso all’esercito per attività di ordine pubblico e proteggendo la stampa e le persone che difendono i diritti umani;
- negli Usa, porre fine alle incursioni indiscriminate, alla profilazione etnica, agli arresti arbitrari, alle detenzioni di massa e alle deportazioni illegali; fornire garanzie pubbliche che gli eventi, i luoghi e gli incontri della Coppa del mondo in tutti e tre gli stati ospitanti non saranno presi di mira dai controlli sull’immigrazione;
- adottare misure efficaci per proteggere le persone Lgbtqia+ da discriminazioni, molestie e violenzei, anche attraverso campagne antidiscriminazione e la corretta applicazione del protocollo antidiscriminazione della Fifa durante le partite, nel corso del torneo e successivamente.
Voglio che questa edizione della Coppa del mondo sia un momento in cui il mondo si unisca davvero. Voglio che le persone che amano il calcio di tutto il mondo si sentano al sicuro, benvenute e libere di celebrare il gioco che tutti e tutte amiamo.
Ma ciò non accadrà se non si interverrà subito.
Avete il potere, la visibilità e la responsabilità di garantire che la Coppa del mondo non venga ricordata per la repressione, bensì per la tutela dei diritti umani di tutte le persone che vi prendono parte.
Il mondo sta guardando.
Cordiali saluti
Ogni quattro anni, miliardi di persone parlano la stessa lingua: il calcio. Non importa se vieni dall’Italia, dal Brasile o da Haiti, che aspetto hai o cosa ami. La Coppa del mondo unisce le persone come nessun altro evento. Questo è il calcio. Questo spettacolo unisce l’umanità.
Eppure, quel sogno condiviso è in pericolo. Il torneo è iniziato e le autorità di Usa, Messico e Canada continuano a prendere di mira le persone migranti, limitare le proteste e allontanare dalla vista le comunità già emarginate.
Solo nel 2025, l’amministrazione Trump ha espulso oltre 500.000 persone, più di sei volte il numero di coloro che assisteranno dal vivo alla finale della Coppa del mondo, e gli agenti federali dell’immigrazione hanno ucciso persone migranti, manifestanti e osservatori.
In Messico, il dispiegamento dell’esercito mette in pericolo le persone che protestano pacificamente. In Canada, le persone senza fissa dimora vengono spinte ancora più ai margini. In tutti e tre gli stati, le persone Lgbtqia+ subiscono discriminazioni, violenze e molestie.