Arrestati oltre 250 manifestanti in Bielorussia - Amnesty International Italia

Arrestati oltre 250 manifestanti in Bielorussia

1 luglio 2011

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Amnesty International ha chiesto alle autorità della Bielorussia di rilasciare tutte le persone arrestate per aver preso parte il 29 giugno a proteste pacifiche e silenziose. Nella capitale Minsk e in altre città, la polizia ha arrestato oltre 250 persone tra le migliaia che si erano riunite, in silenzio e solo applaudendo, per protestare contro le politiche economiche del presidente Alexander Lukashenka.

Nelle ultime settimane, la polizia ha operato arresti di massa nel corso di manifestazioni convocate attraverso i social media.

Il ministro della Giustizia della Bielorussia, intervenendo a un congresso operaio il 28 giugno, ha detto: ‘Se un cittadino vuole rimanere in una strada o in una via senza recare disturbo all’ordine pubblico, allora non c’è reato… Ma se si tratta di un gruppo ampio di persone, allora dovete tener conto anche della libertà delle altre persone che stanno tornando a casa dal lavoro… In quel caso, la polizia può chiedere di stare in piazza o di applaudire da un’altra parte’.

Il 29 giugno, per sabotare la manifestazione di Minsk, le autorità municipali hanno organizzato un concerto all’aperto, nella stessa piazza e alla stessa ora. Filmati pubblicati su youtube.com mostrano uomini in borghese avvicinarsi ai manifestanti, con fare aggressivo e portarli via per trascinarli verso autobus privi di insegne.

Secondo il Centro per i diritti umani Viasna, in tutto il paese sono state arrestate oltre 250 persone, di cui 160 a Minsk. Sebbene la maggior parte di esse sia stata rilasciata, in 30 rischiano brevi periodi di detenzione amministrativa (10-15 giorni) o sanzioni economiche per ‘vandalismo lieve’.

Il 22 giugno, nel corso di una precedente protesta, erano state arrestate oltre 460 persone di cui 220 a Minsk, tra cui diversi giornalisti e cittadini stranieri, tra cui un diplomatico svedese. Anche in questo caso, la maggior parte delle persone sono state rilasciate senza accusa, alcune delle quali dopo essere state picchiate; alcune altre sono state incriminate per ‘condotta disordinata’.