Attacco alla flottiglia diretta a Gaza: perché è necessaria un'inchiesta internazionale - Amnesty International Italia

Attacco alla flottiglia diretta a Gaza: perché è necessaria un’inchiesta internazionale

4 giugno 2010

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(4 giugno 2010)

Amnesty International ritiene che un’inchiesta internazionale tempestiva e credibile sulle morti causate dall’attacco israeliano del 31 maggio, in acque internazionali, contro la flottiglia diretta a Gaza, sia necessaria per accertare le responsabilità. Le persone scelte per condurre l’inchiesta dovrebbero essere reputate per la loro imparzialità, competenza ed esperienza. Israele dovrebbe fornire piena cooperazione. Nel frattempo, Amnesty International sollecita l’immediata rimozione del blocco militare israeliano nei confronti della Striscia di Gaza.
 
Il 2 giugno, il Consiglio Onu dei diritti umani ha adottato una risoluzione che prevede l’invio di una missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti per indagare sulle violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, derivanti dall’azione israeliana contro la flottiglia diretta a Gaza. La risoluzione autorizza il presidente del Consiglio Onu dei diritti umani a nominare i componenti della missione e chiede che presentino le loro conclusioni alla quindicesima sessione del Consiglio, a settembre.
 
La risoluzione (A/HRC/14/L.1 riguardante ‘i gravi attacchi delle forze israeliane contro il convoglio navale umanitario’) è stata approvata con 32 voti a favore, tre contro (Italia, Olanda e Stati Uniti d’America) e nove astensioni (Belgio, Burkina Faso, Corea del Sud, Francia, Giappone, Regno Unito, Slovacchia, Ucraina e Ungheria). Camerun, Madagascar e Zambia erano assenti. 
 
La risoluzione chiede anche a Israele di fornire piena cooperazione al Comitato internazionale della Croce Rossa nella ricerca di informazioni sullo status, la condizione e l’ubicazione delle persone che facevano parte del convoglio e che sono state arrestate o ferite. La risoluzione chiede infine a Israele, in quanto potenza occupante, di rimuovere immediatamente ‘l’assedio a Gaza occupata e ad altri Territori occupati [e] garantire la fornitura senza impedimenti dell’assistenza umanitaria, inclusi cibo, carburante e trattamenti medici alla Striscia di Gaza occupata’.
 
Amnesty International ha sollecitato il presidente del Consiglio Onu dei diritti umani ad assicurare che le persone individuate per far parte della missione siano qualificate, in modo da garantire che la loro indagine sia esauriente, approfondita, credibile e indipendente e costituisca dunque un punto di partenza per accertare le responsabilità. Oltre a ciò, Amnesty International ribadisce che il blocco nei confronti di Gaza è una forma di punizione collettiva che viola il diritto internazionale e chiede al governo israeliano di rimuoverlo senza indugio.
 
In un intervento a voce al Consiglio Onu dei diritti umani prima dell’adozione della risoluzione, Amnesty International ha dichiarato che Israele ha la primaria responsabilità di indagare sul comportamento dei suoi militari, sull’uso della forza letale da parte di questi ultimi e sulle circostanze in cui è stata usata, al fine di chiamare a rispondere del suo operato chi ha violato i diritti umani.
 
Tuttavia, la natura internazionale dell’accaduto e la continua mancanza di indagini credibili e indipendenti da parte di Israele, sui presunti crimini di guerra e su altre gravi violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto umanitario ad opera delle sue forze armate a Gaza nel contesto dell’operazione ‘Piombo fuso’, conflitto di Gaza, evidenziano la necessità di un’immediata inchiesta internazionale.
 
Di conseguenza, le autorità israeliane dovrebbero invitare gli esperti delle Nazioni Unite, il Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati dal 1967 e il Relatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie e arbitrarie, a visitare il paese per indagare su quanto accaduto il 31 maggio. Israele dovrebbe garantir loro piena cooperazione, autorizzandoli tra l’altro ad avere libero accesso a tutte le informazioni, i documenti e il personale militare nonché a coloro che erano sulle navi e hanno assistito a quanto accaduto a bordo o potrebbero avere informazioni utili. Infine, le autorità israeliane dovrebbero tenere in piena considerazione le conclusioni e le raccomandazioni di questi esperti.