Bahrein: le autorità devono fermare le esecuzioni di manifestanti - Amnesty International Italia

Bahrein: le autorità devono fermare le esecuzioni di manifestanti

29 aprile 2011

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Amnesty International ha chiesto alle autorità del Bahrein di non autorizzare le esecuzioni di quattro manifestanti condannati a morte da un tribunale militare per l’uccisione di due agenti di polizia durante le manifestazioni antigovernative del mese scorso. Le sentenze nei confronti di Ali Abdullah Hassan al-Sankis, Qassim Hassan Matar, Saeed Abduljalil Saeed e Adbulaziz Abdulridha Ibrahim Hussain sono state emesse il 28 aprile.

Le autorità del Bahrein hanno la responsabilità di portare davanti alla giustizia chi commette crimini violenti, ma devono anche garantire il diritto a un processo equo e non devono ricorrere alla pena di morte‘ – ha dichiarato Malcolm Smart, direttore per il Medio Oriente e il Nord Africa di Amnesty International.

In questo caso, gli imputati, pur essendo dei civili, sono stati giudicati da tribunali militari in un processo che sembra essere stato condotto a porte chiuse. Inoltre, possono appellarsi solo a un altro tribunale militare speciale, circostanza che fa crescere i timori circa l’imparzialità dell’intero procedimento‘.

Gli altri tre imputati, Issa Abdullah Kadhim Ali, Sadeq Ali Mahdi e Hussein Jaafar Abdulkarim, sono stati condannati all’ergastolo. Tutti e sette avrebbero negato le accuse. Si crede che siano stati tenuti in isolamento dopo il loro arresto e che sia stato impedito ai familiari di vederli.

In Bahrein, i tribunali militari possono emettere condanne a morte e non è possibile presentare appello contro il verdetto finale presso tribunali ordinari. I quattro uomini sarebbero, quindi, a rischio imminente di esecuzione.

Secondo quanto riferito da ufficiali governativi, durante le proteste di marzo sarebbero morti quattro agenti di polizia. Dall’imposizione dello stato di emergenza, il 15 marzo, oltre 500 persone sono state arrestate, spesso nelle loro abitazioni da dove venivano prelevate, prevalentemente di notte, da polizia e forze di sicurezza col volto coperto, senza mandato di arresto e dopo averle aggredite. Molte sono state tenute in isolamento e in località sconosciute. Dalla fine di marzo, almeno quattro detenuti sono morti in circostanze sospette.

Secondo gli organi di stampa locali, 312 detenuti sono stati rilasciati il 28 aprile. L’autorità dell’Informazione del governo ha riferito agli organi di stampa che oltre 400 casi sono stati deferiti a tribunali militari.

Nel 2010, due uomini del Bangladesh sono stati condannati a morte: Jassim Abdulmanan è stato messo a morte a giugno e Russell Mezan è stato condannato a morte a marzo e la sentenza confermata a ottobre. Nell’ultimo anno, in Bahrein, sono stati condannati e messi a morte solo cittadini stranieri. Le esecuzioni avvengono normalmente tramite fucilazione.

Amnesty International ha lanciato un’azione urgente per chiedere la commutazione di queste condanne a morte. Firma l’appello.

(21 aprile 2011) Crisi dei diritti umani in Bahrein: occorre una forte azione internazionale 

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