Bandite le munizioni a grappolo - Amnesty International Italia

Bandite le munizioni a grappolo

2 agosto 2010

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Il divieto mondiale di bombe a grappolo, entrato in vigore il 1° agosto, rappresenta il più significativo trattato umanitario e di disarmo degli ultimi 10 anni, ha dichiarato Amnesty International.

La Convenzione sulle munizioni a grappolo, che vieta queste bombe e obbliga gli stati ad assistere le vittime e a bonificare i terreni contaminati dalle munizioni, avrà efficacia vincolante per i paesi che l’hanno firmata e ratificata, compresi Giappone, Messico, Niger, Spagna e Regno Unito.

Questo trattato è un cruciale passo avanti verso la protezione dei civili, durante e dopo il conflitto, da quest’arma crudele e indiscriminata‘ – ha dichiarato Sauro Scarpelli, responsabile della campagna sulle armi di Amnesty International.

Come col trattato che ha vietato le mine antiuomo nel 1997, questa convenzione è un vittoria storica per gli organismi della società civile nel mondo e mostra che i governi sono disposti a porre fine alle sofferenze dei civili causate dalle bombe a grappolo‘.

Amnesty International e centinaia di altre organizzazioni non governative e sopravvissuti alle esplosioni di indiscriminate bombe a grappolo hanno lavorato per un divieto totale delle munizioni a grappolo.

Adottata a Dublino il 30 maggio 2008 e aperta alla firma a Oslo nel dicembre dello stesso anno, la Convenzione vieta l’uso, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento delle munizioni a grappolo.

Dispone, inoltre, che gli stoccaggi siano distrutti entro otto anni, le aree contaminate dalle munizioni a grappolo siano bonificate in 10 anni e che sia garantita assistenza ai sopravvissuti e alla comunità colpite da queste armi.

Fino ad oggi, 107 paesi hanno firmato la Convenzione e 37 l’hanno ratificata. Tra questi anche stati che hanno usato e prodotto munizioni a grappolo, così come i paesi colpiti.

L’ultimo  ricorso confermato a queste armi nell’ambito di  un grande conflitto armato condannato  a livello internazionale risale all’agosto 2008 quando, nel conflitto sull’Ossezia del sud, Russia e Georgia usarono munizioni a grappolo.

Nelle recenti settimane, Moldova e Norvegia hanno distrutto gli ultimi loro stoccaggio di munizioni a grappolo, aggiungendosi alla Spagna che vi aveva provveduto lo scorso anno.

Quasi una decina di altri stati hanno iniziato la distruzione, compreso il Regno Unito, il più grande ex utilizzatore e produttore di munizioni a grappolo.

Amnesty International ha chiesto a tutti i governi, che non hanno ancora firmato il trattato, di farlo immediatamente e di impegnarsi a proteggere i civili dagli effetti mortali di un conflitto armato.