Bielorussia, Amnesty International sulle condanne di Kalesnikava e Znak: “Sentenze disastrose per la libertà d’espressione, chiediamo scarcerazione immediata”

6 Settembre 2021

@Artur Widak/NurPhoto

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Amnesty International ha definito “un disastro per la libertà d’espressione” la condanna di Maryia Kalesnikava, il volto pubblico delle proteste pacifiche del 2020 in Bielorussia, e dell’avvocato Maksim Znak a rispettivamente 11 e 10 anni.

“L’obiettivo di queste condanne è di stroncare le speranze di milioni di bielorussi in nome dei quali Kalesnikava e Znak avevano preso la parola. Queste due coraggiose persone ora rischiano di trascorrere lunghi anni in carcere per aver preso posizione contro Alyasandr Lukashenka e le forze repressive del suo governo”, ha dichiarato Bruce Millar, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale.

“Nessuno dimenticherà la coraggiosa decisione di Kalesnikava di rimanere in Bielorussia nonostante la minaccia di una lunga condanna nei suoi confronti, che ora si è concretizzata. La sua integerrima lotta per la libertà d’espressione e per la dignità umana è stata una luce di speranza per persone di ogni parte del mondo. Ciò che Kalesnikava e Znak rappresentano e difendono sarà sempre più forte rispetto a qualsiasi cosa le autorità bielorusse faranno loro”, ha aggiunto Millar.

“Nondimeno, questa ingiustizia dev’essere annullata. Chiediamo l’immediata scarcerazione di Kalesnikava, di Znak e di centinaia di altre persone finite in prigione solo per aver esercitato i loro diritti umani. La comunità internazionale deve premere sul governo di Lukashenka perché fermi la barbara repressione in atto contro la società civile e il dissenso in Bielorussia”, ha aggiunto Millar.

 

Ulteriori informazioni

A partire dalle contestate elezioni presidenziali del 9 agosto 2020, centinaia di migliaia di persone sono scese in strada in tutta la Bielorussia. Il presidente uscente Alyaksandr Lukashenka ha rivendicato una vittoria schiacciante mentre la candidata dell’opposizione Svyatlana Tsikhanouskaya, ora in esilio, si affermava sempre più come leader della protesta.

Maryia Kalesnikava è stata la persona più vicina a Tsikhanouskaya durante la campagna elettorale e, in seguito, è diventata una delle leader delle proteste popolari.

Kalesnikava era stata arrestata il 7 settembre 2020 nel centro di Minsk da uomini in borghese e portata con la forza al confine con l’Ucraina, dove aveva strappato il passaporto per non obbedire all’ordine di lasciare la Bielorussia. Maksim Znak, esponente del Consiglio di coordinamento dell’opposizione e collega del candidato presidente Viktar Babaryka – ora in carcere – era stato arrestato due giorni dopo.

Il 6 settembre 2021 il tribunale regionale di Minsk ha condannato Kalesnikava a 11 anni e Znak a 10 anni di carcere. Il processo, iniziato il 3 agosto, si è celebrato a porte chiuse e tutta la documentazione è stata secretata. Tutti i partecipanti al processo, compresi gli avvocati, sono stati obbligati a firmare un accordo sulla non divulgazione degli atti processuali.

Kalsnikava e Znak sono stati giudicati colpevoli di “cospirazione per prendere il potere con metodi incostituzionali” (articolo 357.1 del codice penale), “creazione e direzione di un’organizzazione estremista” (articolo 366.1.1) e “istigazione ad azioni aventi l’obiettivo di danneggiare la sicurezza nazionale” attraverso gli organi d’informazione e Internet (articolo 361.3).