Bielorussia, la polizia deve rispondere delle violenze - Amnesty International Italia

Bielorussia, la polizia deve rispondere delle violenze

1 Settembre 2020

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Amnesty International chiede alle autorità bielorusse di porre immediatamente fine alle violenze della polizia e di condurre indagini sulle gravi violazioni dei diritti umani avvenute nelle ultime tre settimane, durante le quali sono aumentate le proteste pacifiche contro le brutali violenze della polizia e il governo del presidente Alyaksandr Lukashenka.

Ad oggi, le autorità bielorusse hanno rifiutato di impegnarsi in un dialogo con i dimostranti, né hanno, a quanto sembra, intrapreso alcuna azione per svolgere indagini sulle gravi violazioni dei diritti umani commesse dalla polizia nei primi giorni di proteste in seguito alle elezioni“, ha dichiarato Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale.

In base alle informazioni in nostro possesso, non è stato avviato alcun procedimento penale nei confronti della polizia che ha brutalmente torturato centinaia di manifestanti che protestavano in maniera pacifica. Al contrario, sono stati avviati decine di procedimenti penali nei confronti di questi manifestanti, spesso senza alcuna prova attendibile di reati commessi. I bielorussi stanno chiedendo in maniera pacifica che vengano accertate le responsabilità per evitare che permanga questa pericolosa cultura dell’impunità“, ha commentato Marie Struthers.

A differenza di coloro che li governano, i bielorussi hanno mostrato una straordinaria compostezza e hanno tenuto delle manifestazioni eccezionalmente pacifiche, al punto tale che decine di migliaia di manifestanti che hanno manifestato a Minsk, la capitale, e in altre città hanno ripulito le strade dalla spazzatura e si sono tolti le scarpe per salire sulle panchine“, ha concluso Marie Struthers.

Ulteriori informazioni

Il 31 agosto, i bielorussi contrari al governo del presidente Alyaksandr Lukashenka, al potere da 26 anni, hanno tenuto una delle più grandi manifestazioni di protesta della storia moderna del paese per chiedere le dimissioni del presidente e indagini sulle violazioni dei diritti umani. Alla manifestazione hanno preso parte, a Minsk e in altre città, almeno 100.000 persone.

Nel periodo che precede il 31 agosto sono stati almeno 50 i giornalisti arrestati, a molti è stato revocato l’accredito stampa o sono stati espulsi dalla Bielorussia. Proprio il 31 agosto, almeno 140 persone che manifestavano pacificamente sono state arrestate. Molti membri anziani del Consiglio di coordinamento dell’opposizione sono stati arrestati sulla base di dubbie accuse.

Nel corso dei primi tre giorni di proteste dopo le elezioni, tra il 9 e il 12 agosto, le autorità hanno risposto con moltissimi arresti, persecuzioni e intimidazioni, facendo ricorso a proiettili di gomma, granate stordenti, gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro i manifestanti. Oltre 6700 persone sono state arrestate e centinaia hanno riferito di torture e altri maltrattamenti nei confronti di detenuti nelle stazioni di polizia e nelle strutture penitenziarie.