Bielorussia: le autorità devono rispettare i diritti umani - Amnesty International Italia

Bielorussia: le autorità devono rispettare i diritti umani

1 settembre 2008

Tempo di lettura stimato: 3'

26 Agosto 2008

Oggi Amnesty International ha lanciato una campagna per promuovere un maggior rispetto dei diritti di riunione, associazione e di espressione in Bielorussia, chiedendo l’abolizione dell’articolo 193-1 del codice penale bielorusso.

L’articolo 193-1 è stato introdotto con decreto presidenziale nel dicembre 2005 come parte di una serie di emendamenti che hanno previsto sanzioni per le organizzazioni della società civile, prima delle elezioni presidenziali di marzo 2006. Per effetto di questa modifica del codice penale, appartenere o partecipare alle attività di un’organizzazione non governativa in Bielorussia è diventato illegale. Amnesty International ritiene che l’articolo 193-1 violi la costituzione bielorussa e sia contrario agli obblighi del paese derivanti dal diritto internazionale dei diritti umani.

La registrazione di un’organizzazione non governativa in Bielorussia è estremamente difficile. Amnesty International è a conoscenza di diversi tentativi fatti in tal senso dalle organizzazioni della società civile, alcune delle quali esistono da più di un decennio. Le richieste vengono sistematicamente respinte dal ministero della Giustizia e gli attivisti vengono successivamente presi di mira.

Nel 2006, quando le autorità bielorusse hanno cominciato a ricorrere all’articolo 193-1 per condannare al carcere attivisti, Amnesty International ha dato inizio alla mobilitazione per la loro liberazione, in quanto prigionieri di coscienza colpiti solo per aver esercitato pacificamente i propri diritti.

Nel corso del 2007, membri e sostenitori di Amnesty International di tutto il mondo, hanno spedito oltre 11.000 origami al ministro degli Interni bielorusso, chiedendo la liberazione dell’attivista Zmitser Dashkevich, condannato nel novembre 2006 a un anno e mezzo di reclusione ai sensi dell’articolo 193-1; è stato rilasciato anticipatamente nel gennaio 2008.

Da qualche tempo, le autorità bielorusse non emettono più condanne a pene detentive per la violazione dell’articolo 193-1, ma ricorrono a multe o avvertimenti. Nonostante questo positivo sviluppo, Amnesty International rimane preoccupata poiché le autorità ricorrono all’articolo per disturbare e ostacolare il legittimo lavoro di attivisti, in prevalenza giovani. Inoltre, qualsiasi provvedimento risultante in un casellario giudiziario può portare a ulteriori discriminazioni, quali l’espulsione da un’istituzione accademica, vessazioni sul luogo di lavoro e il divieto di lasciare il paese.

Amnesty International chiede l’immediata abolizione dell’articolo 193-1! La Bielorussia deve rispettare i diritti di riunione, associazione e di espressione.

Per saperne di più e agire:
http://www.amnesty.org/en/appeals-for-action/belarus-must-respect-freedom-of-assembly-association-and-expression

contattare:
ajung@amnesty.org

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