Bosnia ed Erzegovina: migranti e richiedenti asilo ostacolati nei movimenti e lasciati senza protezione - Amnesty International Italia

Bosnia ed Erzegovina: migranti e richiedenti asilo ostacolati nei movimenti e lasciati senza protezione

25 Agosto 2020

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Amnesty International ha definito “discriminatoria e avventata” la decisione delle autorità della Bosnia ed Erzegovina di imporre limitazioni alla libertà di movimento dei migranti e dei richiedenti asilo che si trovano nel paese senza alcuna protezione.

Il 19 agosto il centro di coordinamento sui migranti del cantone di Una-Sana ha adottato una serie di misure per limitare fortemente la libertà di movimento di tutti coloro che non sono ospitati nei centri ufficiali di accoglienza. Sono stati istituiti posti di blocco per fermare i pullman e ispezionare i passeggeri a bordo. Questa tattica viene usata anche da ronde private.

La decisione di limitare ulteriormente i diritti e le libertà di persone già marginalizzate non solo è illegale ma rischia anche di essere avventata“, ha dichiarato Jelena Sesar, ricercatrice di Amnesty International sui Balcani.

Le autorità dovrebbero cercare soluzioni per ospitare e aiutare le migliaia di persone che si trovano fuori dai centri di accoglienza ufficiali invece di prenderle di mira e lasciarle senza protezione in balia di gruppi di facinorosi“, ha aggiunto Sesar.

I provvedimenti assunti dalle autorità di Una-Sana vietano nuovi ingressi nel cantone, il trasporto di migranti e richiedenti asilo anche su mezzi pubblici e taxi,  il raduno di questi ultimi in luoghi pubblici e la messa a loro disposizione di alloggi privati.

La polizia ha allestito posti di blocco per impedire nuovi arrivi, ha fatto irruzione in dimore di fortuna e in case private e ha sgomberato con la forza i migranti e i richiedenti asilo che erano all’interno, senza fornire loro un alloggio alternativo.

Contemporaneamente, ronde auto-organizzate hanno bloccato pullman e fatto scendere migranti e richiedenti asilo, tra cui famiglie con bambini, lasciandoli in una terra di nessuno.

Il cantone di Una-Sana è sotto pressione per via del numero di migranti e richiedenti asilo presenti sul territorio, ma misure arbitrarie adottate per limitare i diritti e le libertà delle persone produrranno solo ulteriori violazioni dei diritti umani“, ha commentato Sesar.

Senza un’azione immediata a tutti i livelli di governo, compreso il Consiglio dei ministri della Bosnia ed Erzegovina, per identificare tutti i luoghi di accoglienza disponibili per ospitare i migranti e i richiedenti asilo, il paese va incontro a una crisi umanitaria. Chiediamo l’annillamento di misure che stanno prendendo di mira un intero gruppo di persone e che dunque sono sproporzionate e discriminatorie“, ha concluso Sesar.