Bradley Manning, un verdetto che dimostra le priorità al contrario dell'amministrazione Usa - Amnesty International Italia

Bradley Manning, un verdetto che dimostra le priorità al contrario dell’amministrazione Usa

29 luglio 2013

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Nonostante l’assoluzione dalla più grave delle accuse, quella di aver aiutato il nemico, il verdetto emesso il 30 luglio 2013 nei confronti di Bradley Manning, giudicato colpevole di altre accuse, dimostra che in materia di sicurezza nazionale l’amministrazione Usa si è data delle priorità al contrario.

‘Il tentativo del governo di far condannare Manning per aver aiutato il nemico è stato una grave distorsione della legge, anche perché non vi era alcun segno credibile che Manning intendesse danneggiare gli Usa diffondendo a Wikileaks informazioni riservate’ – ha dichiarato Widney Brown di Amnesty International.

‘Il governo rifiuta di indagare su credibili denunce di tortura e altri crimini di diritto internazionale, nonostante le schiaccianti prove disponibili. Invece, decide di processare Manning per aver cercato di fare la cosa giusta: rivelare prove credibili sull’operato illegale del governo. Si dovrebbe, piuttosto, incriminare e processare chi ha demolito la credibilità del governo compiendo atti come la tortura che sono vietati dalla Costituzione Usa e dal diritto internazionale’ – ha aggiunto Brown.

Le centinaia di migliaia di documenti diffusi da Manning a Wikileaks includono video e dossier riferiti a possibili violazioni dei diritti umani, comprese violazioni del diritto internazionale umanitario, da parte di truppe Usa all’estero e di agenti della Cia.

La corte ha giudicato Manning colpevole di tutta una serie di accuse, comprese 10 minori relative all’uso improprio di informazioni riservate, di cui egli si era già dichiarato colpevole. Qualunque sentenza venga emessa per queste altre accuse, dovrà tenere in considerazione il ragionevole punto di vista di Manning, che ha ritenuto di denunciare gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario.

Il governo Usa è assai selettivo nel decidere chi va indagato e processato. Questo è particolarmente vero, secondo Amnesty International, quando pare voler indagare e punire chi rivela comportamenti illegali mentre protegge coloro che hanno ordinato o portato a termine tali comportamenti.

‘Dagli attacchi dell’11 settembre, il governo Usa utilizza il tema della sicurezza nazionale per difendere un’ampia gamma di azioni illegali secondo il diritto internazionale e le leggi statunitensi. Non è difficile arrivare alla conclusione che il processo Manning contiene un messaggio: il governo Usa non ti lascerà in pace se penserai di rivelare le prove del suo operato illegale’ – ha concluso Brown.