Brasile: difensore dei diritti umani vittima degli squadroni della morte - Amnesty International Italia

Brasile: difensore dei diritti umani vittima degli squadroni della morte

1 febbraio 2009

Tempo di lettura stimato: 6'

Brasile: un altro difensore dei diritti umani vittima della violenza degli squadroni della morte

L’uccisione di Manoel Mattos, vicepresidente del partito dei lavoratori dello stato di Pernambuco e attivista per i diritti umani, è una conseguenza prevedibile dell’incapacità delle autorità di combattere la piaga degli squadroni della morte e la corruzione delle forze di polizia in tutto il nord est del Brasile‘- ha affermato Amnesty International.

Il 24 gennaio, due uomini incappucciati hanno fatto irruzione nell’abitazione di Manoel Mattos e gli hanno sparato a bruciapelo al torace. Mattos aveva ricevuto minacce di morte in ripetute occasioni a causa del suo lavoro di denuncia delle uccisioni e delle violenze compiute dagli squadroni della morte in tutto il nord est del Brasile. Nonostante le intimidazioni, la polizia federale aveva recentemente sospeso la protezione che gli era stata assegnata, con la motivazione che non era più necessaria.

L’omicidio di Manoel Mattos evidenzia il doppio fallimento delle autorità statali e federali, che non sono state in grado di proteggere efficacemente chi lotta sul fronte dei diritti umani né di combattere la piaga degli squadroni della morte, guidati da membri attivi o in congedo delle forze di sicurezza‘ – ha dichiarato Tim Cahill, ricercatore di Amnesty International sul Brasile.

Amnesty International chiede alla polizia federale brasiliana di avviare immediatamente delle indagini sull’omicidio di Manoel Mattos e sulle circostanze che hanno portato al ritiro della sua protezione. È importante che questo caso sia affrontato a livello federale, come parte di una più ampia inchiesta sulle attività degli squadroni della morte in tutta la regione nordorientale del paese.

Amnesty International chiede inoltre alle autorità brasiliane di annunciare immediatamente come intendono applicare le raccomandazioni della Commissione parlamentare di inchiesta del Congresso brasiliano sugli squadroni della morte nel nord est e per porre fine alle attività di queste bande criminali nella regione.

Ulteriori informazioni

Manoel Mattos, membro della commissione per i diritti umani della locale associazione di avvocati, da molto tempo era impegnato contro la diffusione degli squadroni della morte e della violenza da parte della polizia nel nord est del Brasile. Aveva testimoniato e fornito prove in un’inchiesta parlamentare federale sugli squadroni della morte, descrivendo come questi gruppi operavano nelle zone di frontiera tra gli stati di Pernambuco e Paraíba. In un documento elaborato in collaborazione con la procura aveva denunciato oltre 100 omicidi compiuti da membri degli squadroni della morte locali. Aveva anche fornito testimonianza al Relatore speciale dell’ONU sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie durante la visita fatta in Brasile nel 2003.

Amnesty International da tempo documenta e denuncia il proliferare di squadroni della morte e milizie paramilitari in tutto il Brasile. Si tratta di gruppi che apparentemente offrirebbero servizi di sicurezza alternativi alle imprese locali, spesso con l’obiettivo di giustiziare presunti criminali in via extragiudiziale. In tutti i casi gli squadroni della morte sono composti ampiamente da agenti di polizia in servizio o in congedo. Amnesty International ha ottenuto prove in base alle quali molti o la maggior parte di questi gruppi sarebbero direttamente coinvolti con la criminalità organizzata.

Nel novembre 2006 la Commissione parlamentare d’inchiesta della camera bassa del Congresso sull’attività degli squadroni della morte nel nord est del paese ha pubblicato il suo rapporto finale, con informazione dettagliata sul loro operato in nove stati. Secondo uno dei parlamentari responsabili del rapporto, in tutti i casi erano coinvolti agenti di polizia in servizio o ex agenti. Il rapporto individuava profondi legami fra funzionari dello stato, attori economici e il crimine organizzato in tutta la regione nordorientale.

Nel rapporto sulla sua visita in Brasile nel novembre 2007, il Relatore speciale dell’ONU sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie ha affermato che ‘la procura di Pernambuco stimava che circa il 70 per cento degli omicidi nello stato di Pernambuco è commesso dagli squadroni della morte‘ e che secondo una commissione parlamentare federale d’inchiesta ‘l’80 per cento dei reati coinvolge poliziotti o ex-poliziotti.’

Amnesty International continua a ricevere costantemente rapporti su difensori dei diritti umani che non ottengono effettiva protezione. Pur riconoscendo che il programma per i difensori dei diritti umani istituito dal governo sia stato un primo passo importante, resta tuttavia molto da fare per raggiungere gli obiettivi promessi, mentre numerosi difensori restano in pericolo.