Bufale e verità: 4 cose da sapere sulla carovana honduregna

Realtà vs bufale: 4 cose che dovresti sapere sulla carovana honduregna

30 ottobre 2018

Tempo di lettura stimato: 2'

Mentre una nostra delegazione si trova nello stato di Chiapas, nel Messico meridionale, per documentare la situazione dei migranti, dei rifugiati e dei richiedenti asilo che stanno viaggiando in carovana dall’Honduras e per osservare la reazione delle autorità messicane, vogliamo riepilogare almeno 4 cose che è necessario sapere sulla carovana:

Bufala: “Se il Messico o gli Stati Uniti non manderanno indietro le persone, o non le tratterranno, ne arriveranno altre”

Realtà: esistono scarse evidenze che possono mettere in collegamento le restrizioni alle frontiere con il numero delle persone che lasciano il proprio paese.

In molti casi parliamo di persone che non hanno altra scelta che lasciare le loro case e continueranno a cercare un posto sicuro in cui vivere, nonostante le politiche del Messico, degli Stati Uniti o di qualsiasi altro paese che possa essere più sicuro del loro.

Le condizioni che spingono le persone a fuggire o ad andarsene dai loro paesi includono:

  • Violenza;
  • Estorsione da gruppi criminali organizzati;
  • Mancanza di protezione dai loro governi;
  • Condizioni di vita precarie.

L’unica soluzione vera per frenare il flusso di migliaia di persone che migrano verso altri Paesi è invitare i loro governi, e quelli che collaborano con loro, a trovare modi per proteggere i diritti umani della loro popolazione.

L’Honduras è un paese con uno dei più alti tassi di omicidi in America Latina e nel mondo. Il tasso di omicidi è superiore dell’800% a quello degli Stati Uniti.

Bufala: le persone della carovana partono solo per guadagnare di più e portare via il lavoro ai cittadini dei paesi in cui arrivano.

Realtà: se la povertà è certamente un problema importante e un fattore che può incidere sulla scelta di lasciare l’Honduras e altri paesi, le ragioni che portano alla partenza sono spesso più urgenti di quelle semplicemente economiche e riguardano decisioni sulla vita e sulla morte.

Molte delle persone che hanno lasciato l’Honduras negli ultimi giorni stanno cercando un posto più sicuro in cui vivere. Questo perché la loro vita può essere stata messa a rischio da minacce di morte o per essersi rifiutati di pagare il pizzo a gruppi criminali violenti che estorcono soldi a commercianti, conducenti di autobus e venditori di giornali o reclutano con la forza bambini.

L’Honduras è molto piccolo. Quando la vita di qualcuno è a rischio, fuggire altrove è l’unica soluzione.

Bufala: i membri della carovana rappresentano una minaccia per la sicurezza in Messico o negli Stati Uniti

Realtà: non ci sono prove che suggeriscano che l’arrivo di famiglie, richiedenti asilo o rifugiati sia collegato a un aumento dei tassi di criminalità, in Messico o negli Stati Uniti.

Numerosi studi negli Stati Uniti – contrariamente alla credenza più diffusa – mostrano che le aree che hanno ricevuto i più alti tassi di migranti e rifugiati sono in genere collegate ai più bassi tassi di criminalità nel paese.

Nel caso del Messico, non sono state pubblicate prove che colleghino l’arrivo di persone dall’America centrale con qualsiasi variazione dei tassi di criminalità nel paese.

Inoltre va detto che la carovana honduregna comprende centinaia di bambini che viaggiano con le loro famiglie. Non parliamo di gruppi organizzati che rappresentano una minaccia alla sicurezza, ma di persone con bisogni reali: autisti di autobus, studenti, adolescenti, negozianti, commercianti.

Bufala: le persone che sperano di chiedere asilo una volta raggiunto il confine meridionale degli Stati Uniti non dovrebbero essere lasciate entrare.

Realtà: in base alla legge statunitense e al diritto internazionale, chiunque richieda asilo negli Stati Uniti deve essere ricevuto, autorizzato a richiedere asilo e rinviato a un esaminatore affinché riveda la sua richiesta.

Respingere queste persone fuori dal confine significherebbe per le autorità statunitensi infrangere la legge. Rifiutare persone che si trovano in situazioni in cui la loro vita o la loro sicurezza potrebbero essere a rischio non è solo crudele, ma anche illegale.

Mentre la carovana continua a spostarsi attraverso il Messico, le autorità messicane devono proteggere le persone da pericoli e garantire loro la tutela dei diritti – ciò include la non detenzione di bambini in cerca di asilo o la separazione delle famiglie. Quando la carovana raggiungerà il confine degli Stati Uniti, le autorità statunitensi avranno gli stessi obblighi.

Questa carovana non è una minaccia alla sicurezza: è un movimento di persone e famiglie reali, con paure, speranze e sogni – e tutti meritano sicurezza.