Bulgaria: morte di un richiedente asilo afgano - Amnesty International Italia

Bulgaria: morte di un richiedente asilo afgano

18 ottobre 2015

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All’indomani del primo caso noto di una persona uccisa lungo la frontiera dell’Unione europea, Amnesty International ha chiesto al ministro dell’Interno della Bulgaria di assicurare che l’inchiesta sulla morte di un richiedente asilo afgano alla frontiera con la Turchia, avvenuta la notte del 15 ottobre, sia condotta in modo approfondito, indipendente ed efficace, che tutti i testimoni possano riferite quanto hanno visto senza timore di persecuzione, intimidazioni e minacce e che i risultati siano resi pubblici.

Alle 22 del 15 ottobre un gruppo di circa 50 persone, tutte provenienti dall’Afghanistan, è stato intercettato dalla polizia di frontiera bulgara nei pressi del villaggio di Sredets, a 30 chilometri dal confine con la Turchia. Secondo la versione ufficiale, resa nota il 16 ottobre, poiché il gruppo di richiedenti asilo stava opponendo resistenza all’arresto, un agente ha esploso un colpo d’arma da fuoco in aria che, rimbalzando, ha ferito un uomo poi morto durante il trasporto in ospedale.

Amnesty International ha accolto positivamente la notizia dell’apertura di un’inchiesta da parte della procura regionale di Burgas.
L’inchiesta dovrebbe, secondo l’organizzazione per i diritti umani, chiarire se la polizia di frontiera abbia agito nel rispetto delle norme nazionali e degli standard internazionali sull’uso della forza e se dunque questo sia stato proporzionato e non eccessivo rispetto a quanto stava accadendo.

Nonostante nel 2014 sia stato eretto un reticolato di filo spinato lungo 33 chilometri alla frontiera con la Turchia e siano state aumentate le misure di sicurezza e sorveglianza, nel 2015 attraverso questo confine sono entrati in Bulgaria circa 21.000 richiedenti asilo, rifugiati e migranti.

Le organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani, compresa Amnesty International, hanno riferito denunce di espulsioni sommarie di migranti e rifugiati al confine tra Bulgaria e Turchia. Nel marzo 2015, due yazidi sono morti di ipotermia sul lato turco della frontiera, dove erano stati respinti doop essere stati brutalmente picchiati da agenti della polizia di frontiera bulgara.