Ceuta: il vertice dei ministri dell’Interno dell’Ue deve rispondere con umanità

3 Agosto 2026

Getty Images

Tempo di lettura stimato: 4'

In vista dell’incontro del 4 agosto tra i ministri dell’Interno degli stati membri dell’Unione europea su quanto accaduto a Ceuta, Dinushika Dissanayake, vicedirettrice di Amnesty International per l’Europa, ha dichiarato:

“Chiediamo ai leader europei di rispondere con umanità e solidarietà alla situazione creatasi a Ceuta e a ogni eventuale aumento degli arrivi alla frontiera esterna dell’Unione europea. La prima reazione di molti stati europei è stata profondamente preoccupante e pericolosa. I fatti recenti non devono essere sfruttati allo scopo di ottenere vantaggi politici, ad esempio per ulteriori chiusure o esternalizzazioni dei confini né in modo cinico per legittimare la nuova agenda europea che vede al primo posto le espulsioni”.

Tragicamente, almeno 72 persone hanno perso la vita mentre tentavano di entrare in Europa alla ricerca di un futuro migliore. I leader europei devono assicurare che la loro risposta alla situazione di Ceuta non perpetuerà la discriminazione. L’inconcepibile retorica che parla di ‘invasione’ e il rafforzamento degli stereotipi razzisti devono essere fermamente rifiutati”.

“Le scene che abbiamo visto sono il risultato dei continui tentativi dell’Europa di chiudere ed esternalizzare le sue frontiere piuttosto che investire su percorsi legali e sicuri”.

“Inoltre, i tentativi della politica di attribuire l’aumento degli arrivi al programma di regolarizzazione spagnolo, che era terminato il 30 giugno, sono infondati e rappresentano un vergognoso tentativo di diffondere paura riguardo a quelle politiche sull’immigrazione che non puntano al contenimento e alla deportazione. La regolarizzazione è uno strumento importante e ordinario di gestione dell’immigrazione, usato per assicurare che persone vulnerabili continuino ad avere accesso a diritti e servizi: è applicato da molti anni da governi di diverso orientamento politico in parecchi stati europei”.

Gli stati hanno la responsabilità di gestire le loro frontiere con umanità e di evitare di porre le persone in pericolo. Le autorità spagnole e marocchine devono assicurare l’accesso alle procedure d’asilo per chi le richiede, astenersi da espulsioni collettive che sono sempre illegali, fornire urgentemente assistenza umanitaria a chi ne ha bisogno e rispettare i diritti umani delle persone, a prescindere dalla modalità del loro arrivo e senza discriminazione”.

Negli ultimi giorni, secondo le autorità locali, oltre 60.000 persone sono entrate nel territorio di Ceuta. Di queste, si stima che 48.000 abbiano fatto ritorno in Marocco. La Spagna ha inviato unità dell’esercito a sostegno della polizia e della Guardia civile.

Migliaia di persone risultano ancora nelle strade di Ceuta.

Amnesty International continuerà a osservare la situazione per riscontrare eventuali prove di violazioni dei diritti umani come l’uso eccessivo della forza o il mancato rispetto dell’obbligo di non respingimento.