Consiglio di associazione Ue-Israele: affrontare le violazioni dei diritti umani da parte di Israele - Amnesty International Italia

Consiglio di associazione Ue-Israele: affrontare le violazioni dei diritti umani da parte di Israele

11 giugno 2006

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Consiglio di associazione Ue-Israele: Amnesty International chiede di affrontare le violazioni dei diritti umani da parte di Israele

CS59-2006: 12/06/2006

Le persistenti violazioni dei diritti umani da parte di Israele devono essere un argomento prioritario nell’ordine del giorno del Consiglio di associazione Ue-Israele, in programma domani.

L’uso sproporzionato della forza da parte di Israele contro i civili palestinesi e’ al centro di un dossier sui diritti umani che Amnesty International ha presentato alla presidenza austriaca dell’Ue.

Oltre 100 palestinesi, tra cui oltre 30 bambini, sono stati uccisi dall’inizio dell’anno dalle forze israeliane, i cui attacchi coi missili hanno spesso fatto vittime innocenti.

‘Israele si trova ad affrontare gravi questioni di sicurezza, ma non puo’ reagire a spese di civili innocenti. Tutto questo non fa altro che perpetuare il ciclo di violenza di cui Israele finisce a sua volta per essere vittima’ – ha detto Dick Oosting, direttore dell’Ufficio di Amnesty International presso l’Ue.

Secondo il dossier di Amnesty International, continuano le esecuzioni extragiudiziali e la detenzione amministrativa, sebbene si tratti di metodi illegali e che violano i diritti umani. Attualmente, oltre 600 palestinesi sono detenuti senza accusa ne’ processo in campi militari, in condizioni estremamente dure.

Il dossier dell’organizzazione per i diritti umani rileva anche il continuo sviluppo ed espansione degli insediamenti nei Territori Occupati, in flagrante violazione del diritto internazionale. Il governo israeliano ha appena confermato il progetto di costruire 3500 nuove abitazioni nell’area di Gerusalemme Est.

In quanto potenza occupante, Israele ha l’obbligo legale di soddisfare le necessita’ di base della popolazione. Questa responsabilita’ oggi e’ ancora piu’ grande, alla luce del recente peggioramento della situazione umanitaria nei territori palestinesi. Tuttavia, misure come il proseguimento del muro in Cisgiordania e la chiusura del passaggio di Karni / Muntar, unico valico commerciale di Gaza, stanno esacerbando la poverta’ nella regione.

Amnesty International e’ infine preoccupata per la Legge sulla cittadinanza e l’ingresso in Israele che vieta le riunificazioni familiari. Questa legge discriminatoria, che colpisce gli israeliani sposati coi palestinesi dei Territori Occupati, pare determinata piu’ da aspetti demografici che di sicurezza e ha un grave impatto sui diritti umani.

Amnesty International sollecita l’Ue a sollevare questi punti nei colloqui con le autorita’ israeliane e a chiedere a queste ultime di:

astenersi dall’uso sproporzionato della forza contro i civili;
rispettare gli obblighi imposti dal diritto umanitario, in quanto potenza occupante, garantendo il benessere della popolazione palestinese;
porre fine alle pratiche illegali della detenzione amministrativa e delle esecuzioni extragiudiziali;
ritirare o modificare la Legge sulla cittadinanza e l’ingresso in Israele e rispettare il principio di non discriminazione.

FINE DEL COMUNICATO                                  Roma / Brussels, 12 giugno 2006

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